Scoprire i colori di Barbara Hepworth. Alla Courtauld Gallery di Londra la mostra incentrata su un aspetto poco noto dell’opera della celebre scultrice

di Adolfo SANSOLINI

Nata a Wakefield in Yorkshire nel 1903, Barbara Hepworth ha poi vissuto oltre dieci anni a Londra, prima di trasferirsi definitivamente in Cornovaglia nel 1939, pochi giorni prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Il suo percorso attraverso l’Inghilterra non è stato solo fisico ma anche artistico, lasciando tracce importanti a ogni passaggio.

Wakefield e St Ives in Cornovaglia sono oggi sedi di musei a lei dedicati. In particolare, a St Ives è stata utilizzata la casa dove ha vissuto dal 1949 fino alla sua tragica morte in un incendio nel 1975. Anche nel giardino sono collocate sue sculture di varie dimensioni.

Pensando alle opere di Barbara Hepworth, la varietà dei colori non è la prima cosa che viene in mente. Questo è rimasto un suo cruccio nel corso degli anni, sintetizzato in una citazione del 1970: “Il mio colore è stato accettato ma non compreso”. Già nel 1954, durante l’allestimento di una sua mostra alla Whitechapel Gallery di Londra, si lamentava del fatto che non si parlasse dei suoi lavori in cui aveva inserito elementi colorati.

Entrata della mostra

A questa mancanza ha cercato di porre rimedio la Courtauld Gallery di Londra con la sua mostra Hepworth in Colour che resterà aperta fino al 6 settembre, incentrata sull’impatto del colore nelle opere di questa artista che rimane centrale nella scultura britannica del XX secolo.

Sono solo due sale, che però raccolgono oltre quaranta opere provenienti da vari musei e collezioni. Non erano mai state mai esposte collettivamente in una retrospettiva di questo genere.

Le due opere dallo stesso titolo Sculpture with Colour (Deep Blue and Red) del 1940 erano state cedute ad amici o acquirenti ma mai esposte insieme, pur essendo parte dello stesso concetto. La scultura in pietra Eidos del 1947-48 non veniva esposta dal 1954.

Sculpture with Colour (Deep Blue and Red), 1940

Di questi lavori Hepworth era particolarmente soddisfatta, come testimoniato da una lettera a un amico in cui scriveva che era finalmente riuscita a ottenere qualcosa che riteneva fosse una bella nuova scultura.

Avendo attraversato gran parte di un secolo in cui sono state sperimentate nuove forme di espressione visiva attraverso una miriade di stili e canali, Hepworth ha ampiamente conquistato il suo spazio nell’ambito della scultura moderna, utilizzando materiali di vario genere.

In primo piano: Wave, 1943-44

Le sue interazioni con artisti del calibro di Piet Mondrian e Henry Moore sono sfociate nello sviluppo di idee e progetti che rimangono pietre miliari del modernismo britannico. Il matrimonio con un altro celebre artista, Ben Nicholson, l’ha ancorata ulteriormente nell’avanguardia artistica europea.

La Courtauld Gallery sta avvicinandosi ai cento anni dalla fondazione. rimanendo anche un importante centro di studi artistici universitari. In questo periodo ospita parallelamente una mostra fotografica incentrata sullo studio che Hepworth e Nicholson avevano nella zona londinese di Hampstead,.

Nonostante Barbara Hepworth sia ricordata principalmente per le sue sculture monocrome in legno, marmo o pietra, la sperimentazione con i colori, sia direttamente applicati sulla materia che aggiunti attraverso l’inserimento di corde pigmentate, è rilevante per l’esplorazione della sua personalità artistica.

Il pezzo centrale di questa mostra alla Courtauld è Sculpture with Colour (Oval Form) Pale Blue and Red del 1943, acquisita l’anno scorso per 3.8 milioni di sterline attraverso una estesa raccolta di fondi.

Uno dei curatori della mostra, Stephen Feeke, accanto a Sculpture with Colour (Oval Form) Pale Blue and Red, 1943

Alcune delle sculture incluse nella mostra non sono state colorate da Hepworth ma è il materiale usato che produce effetti spettacolari: Sea Form (Porthmeor) del 1958 prende il nome da una delle spiagge di St Ives ed è ispirata ai movimenti delle onde marine. È realizzata in bronzo, i cui riflessi sono sufficienti a creare spettacolari effetti cromatici.

L’esposizione offre una visione d’insieme di lavori che per decenni è stato possibile conoscere principalmente attraverso le foto in bianco e nero del passato. Fili colorati e vernici tornano in vita davanti agli occhi dei visitatori, chiamati finalmente a rendere omaggio a questo aspetto poco approfondito dell’arte di Barbara Hepworth.

Adolfo SANSOLINI  Londra 14 Giugno 2026

In copertina Barbara Hepworth (1966) by Erling Mandelmann