Roma, Teatro Vascello “Metadietro” di Antonio Rezza e Flavia Mastrella (fino all’11 gennaio 2026)

di Marco FIORAMANTI

Metadietro

con Antonio Rezza e Daniele Cavaioli

foto Flavia Mastrella,

assistente alla creazione Massimo Camilli, luci e tecnica Alice Mollica,

voci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci

fino all’11 gennaio 2026

IN QUESTO MONDO DI NAUFRAGHI, IN QUESTO MONDO DI EROI/NOMADI…

Herman Melville:

“Il mondo è una nave su cui si compie una traversata e non un viaggio di andata e ritorno”.

Quello di RezzaMastrella è da sempre un approccio antinarrativo, sfuggente, sarca(u)stico, ipermaniacale, corroso da lampi di imbecillità verbale ciclotimica. È in questo disturbo, della durata dell’attimo della performance, che il pubblico eroinomade – identitario o genderfluid che sia – ama perdersi, immergersi, affondare fino ad affogare. Questo spettacolo metafisico, dal titolo “Metadietro”, comincia metà in acqua con vento a raffiche e mare in burrasca in cui l’ammiraglio Rezza/Achab retroseguìto dal fedele Ismael (Daniele Cavaioli, geniale nei ritmi e nei tempi di battuta) imbarcati sulla navicella bipolare Pentagono. Un Pequod contemporaneo, da cui partono e si alternano rapidissimamente grida di voci affannose e comandi di risposta, in cui i due prodi affrontano una traversata onirica verso l’Ignoto, probabilmente verso un punto di non-ritorno:

“Voce off: Ammiraglio, è una brutta tempesta! L’ammiraglio: Il mare è una grande placenta, capitàno, e noi siamo morti che galleggiano. Voce off: È in arrivo un tifone, ammiraglio L’ammiraglio: Fa il lavoro suo, capitàno, non creiamo falsi miti, è tifone nell’esercizio della sua turbolenza” Voce off: Ammiraglio, imbarchiamo acqua! L’ammiraglio: Sì, impariamo a prendere l’acqua pure noi l’ombrellone, poi alla fine ci andava solo Gabriella, non conveniva più, ci andava Gabriella. Voce off: C’è un bambino in mare! L’ammiraglio: Peggio per lui, è colpa dei genitori si parla di immigrazione, ma mai delle responsabilità dei genitori occidentali. Spostiamoci a prua piuttosto, c’è bonaccia! Tutti a prua! Voce off femminile: A prua ci sto già io, per la madonna… L’ammiraglio: Altro che bonaccia, c’è nervosismo a prua, atmosfera tagliente… Voce off: Ammiraglio, ci crede nella fratellanza dei popoli? L’ammiraglio: No! Dentro l’acqua no! Quella è pallanuoto! Anche io credevo fosse fratellanza poi ho visto l’arbitro…”

“Siamo un mostro a due teste”, mi dice Flavia Mastrella parlando del loro complesso e virtuoso sodalizio più che trentennale: “Nei miei lavori pongo grande attenzione alla forma, alla figura”.

Sarà per questo che molte immagini dei loro spettacoli restano fortemente impresse nel tempo. Le figure di Flavia si liberano nel corpo di Antonio, negli oggetti e nei quadri scenici. Ogni loro spettacolo è a-grammatico, spesso privo di significato, senza trama, aperto a qualsiasi interpretazione, ma sempre efficace, immediato e diretto nella comunicazione.

In Metadietro troviamo infiniti collegamenti con la tragica realtà del contemporaneo, la fratellanza dei popoli in ribasso, il colonialismo, il patriarcato, le guerre, i naufragi, lo sterminio dei palestinesi, la prima fila degli ombrelloni davanti ai cadaveri, gli egoismi, gli uomini come vegetali, passivi, amorfi, il dialogo coi russi, la bandiera nazionale coperta di sterco, le nuove tecnologie, l’intelligenza “artificiosa”.

Antonio spesso improvvisa ribaltamenti del senso, entra nel ritmo ossessivo dell’azione trasformando i dialoghi in esilaranti paradossi che trascinano il pubblico a infiniti applausi a scena aperta. Rezza Highlander, Rezza l’ultimo immortale dell’arte performativa, lotta col mondo in punta di fioretto, naufraga in mare, nello spazio, sulla Luna “dove non c’è nessuno, ci sono di certo i Russi”, verso Mercurio e oltre…

Da non perdere.

Marco FIORAMANTI Roma 7 Dicembre 2025