Rassegna “Se lo schermo è una piazza-Lo spirito del tempo” Film e foto al Pigneto / Nuovo Cinema Aquila (Fino al 5 luglio)

di Martha PAINE

ROMA, Sala espositiva del NUOVO CINEMA AQUILA – Via Aquila, 68 – Pigneto

Claude de Dimanche – RITRATTI IMPERFETTI – Foto (Edizioni Frigidaire)

Ingresso libero Fino al 5 luglio

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HOLGA, UNA TOY CAMERA ANALOGICA 6X6

Ventuno serate di cinema, comunità e visioni dal 15 giugno al 5 luglio 2026. Titolo della rassegna: “SE LO SCHERMO È UNA PIAZZA – SPIRITO DEL TEMPO”. Dal comunicato stampa si legge che il progetto, previsto a San Lorenzo (Parco dei Caduti del 19 Luglio 1943), per incompatibilità con Attività Istituzionali del Municipio Roma 2, si svolgerà al NUOVO CINEMA AQUILA.

Non tutti i mali vengono per nuocere. Il cambio di location ha infatti ha gratificato e valorizzato la fantastica mostra di foto-ritratti presentata nella sala espositiva al piano nobile del cinema Aquila. Nel suo libro/catalogo “RITRATTI IMPERFETTI” – stampato in tiratura limitata per le edizioni Frigidaire – l’autore, Claude de Dimanche (Roma 1961), si avvale delle parole di Kafka:

La vita umana è un istante imperfetto

per redigere una serie di protagonisti della cultura legati alla sua persona, oltre che dall’amicizia, anche dalla volontà di collocarli all’interno di una sua piccola enciclopedia portatile, quasi fossero delle personali eccellenze estetico-filosofico-letterarie prêt-à-penser

Claude de Dimanche
La copertina del libro

Troviamo registi teatrali come Simone Carella, politici anomali come Renato Nicolini, poeti come Valentino Zeichen, folletti pasoliniani come Ninetto Davoli, Franco Berardi Bifo, registi come Citto Maselli, il compianto Nino Russo, Ugo Gregoretti, Luca Ragazzi e Gustav Hofer, artisti come il minimalista Jack Sal, il pittore e performer Marco Fioramanti, la performer turca Sukran Moral, Pablo Echaurren, scrittori come Nanni Balestrini, Diego Mormorio, il direttore di Frigidaire Vincenzo Sparagna, cantanti come Edoardo Vianello, attori come Paolo Villaggio, Benedetta Buccellato, Ascanio Celestini, Daniele Pifano e una vecchia collega come la signora Inge Schoenthal Feltrinelli, ripresa davanti ad una sua immagine di Anna Magnani.

Claude de Dimanche durante l’allestimento della mostra nella sala espositiva del Nuovo Cinema Aquila

Ma è importante a questo punto sapere chi è Holga. Ce lo racconta l’autore stesso nella sua introduzione al libro:

Si presentava con un bianco&nero dai toni marcati, con una vignettatura misteriosa, un semi sfocato; imperfetta al punto giusto, dissi tra me e me: Ne rimasi colpito, volevo sapere quale mezzo aveva prodotto quella fotografia. Si chiama Holga, mi dissero durante un corso di reportage. Me ne feci portare un modello da New York e da quel momento presi a maneggiare il formato 120, prima con scatti generici, poi trovando nei ritratti il modo più adatto per realizzare una narrazione sociale, politica ed anche sentimentale, che fosse oggettiva, ma anche soggettiva, coerente con le difficoltà e gli svolgimenti a volte confusi con la mia vita. Mi presentavo ai soggetti scelti con questo insolito apparecchio di plastica, timoroso di mostrarmi armato di una camera poco professionale e per molti sconosciuta. Eppure, contrariamente alle attese, ho sempre ottenuto attenzione, curiosità e rispetto. Per questo dico che la Holga mi ha insegnato che non è il macchinario che fa la foto, ma il fotografo, non solo nella scelta dello scatto ma con la sua presenza, i suoi sguardi, perfino il corpo, perché il ritratto è un incontro, un’atmosfera, un dialogo che costruisce un contatto profondo, breve o lungo che sia. […]. (Claude de Dimanche)

Concludo questo articolo con il caloroso invito ai lettori a presenziare questa mostra riportando uno stralcio del testo di Vincenzo Sparagna che ha presentato e prodotto il volume RITRATTI IMPERFETTI (e con l’occasione a godersi gratuitamente anche uno dei film selezionati per la rassegna: https://cinemaaquila.it/evento/se-lo-schermo-e-una-piazza/#):

L’autore di questo volumetto, Claudio Di Domenico, uno spilungone romano da me per gioco ribattezzato alla maniera parigina “Claude de Dimanche”, non è solo un sensibile fotografo, ma un sorprendente piccolo poeta della quotidianità, osservatore umile e profondo della nostra civiltà metropolitana che, abbandonata la vecchia illusione del progresso, si modifica freneticamente pur restando nelle sue strutture fondamentali immobile, lanciata verso un futuro incerto che sembra il tragico e infinito replay del già detto, già visto, già sentito. […]

È un’opera che si può sfogliare come un work in progress, un progetto pronto ad allungarsi su altre facce, altri ritratti, altre suggestioni, ma che per ora sta interamente qui, fissato in una eternità provvisoria e imperfetta. Dentro certamente non c’è “tutta Roma” ma è come se ci fosse, perché nascosti dietro i volti del libro se ne intuiscono altri simili e diversi, un popolo intero di interpreti del loro tempo e della loro vita che però è anche inevitabilmente la nostra, quella di tutti e di ciascuno.

(da HOLGA E LA ROMA DEGLI “IMPERFETTI” di Vincenzo Sparagna)

Martha PAINE  Roma 21 Giugno 2026