Presentato il Donizetti Opera 2026 di Bergamo al via il prossimo 13 novembre

di Claudio LISTANTI

Il Festival Donizetti Opera giunge quest’anno all’Edizione numero 12 con una serie di interessanti proposte musicali previste a Bergamo dal 13 al 29 novembre prossimi. La rassegna, che da due anni è guidata da Riccardo Frizza al quale è affidato il doppio ruolo di direttore artistico e musicale, si sta affermando sempre di più all’interno dell’ambiente musicale italiano ed internazionale per le interessanti proposte orientate a valorizzare i contenuti del copioso catalogo del compositore bergamasco che contiene più di 70 opere liriche.

Fig. 1 Il manifesto del Donizetti Opera 2026.

Il Donizetti Opera, è organizzato dalla Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo presieduta da Giorgio Berta con la direzione generale di Massimo Boffelli, e riceve anche il prezioso sostegno del Comune di Bergamo.  Negli anni si è reso protagonista, non solo delle riproposte delle opere più celebri e conosciute del compositore bergamasco ma, anche, della delicata ed importante iniziativa storico-musicologica di porre l’attenzione sulla produzione meno conosciuta di Donizetti.

Il Donizetti Opera 2026 proporrà presso il Teatro Donizetti due opere, L’esule di Roma e Le convenienze ed inconvenienze teatrali mentre al Teatro Sociale sarà riproposto in prima esecuzione moderna Alahor in Granata, nella nuova edizione critica della partitura autografa ritrovata a Palermo nel 2023. Inoltre la rassegna di quest’anno è dedicata a Gianandrea Gavazzeni, il celebre direttore d’orchestra che la sua città natale vuole ricordare a trenta anni dalla scomparsa con un Gala al Teatro Donizetti e una mostra documentaria diffusa in tuta la città.

Apertura il 13 novembre con L’esule di Roma

Il Festival partirà venerdì 13 novembre alle ore 20.00 al Teatro Donizetti (con repliche sabato 21 novembre, ore 20.00 e domenica 29 novembre, ore 15.30), con L’esule di Roma melodramma eroico in due atti scritto da Donizetti per il San Carlo di Napoli dove andò in scena il 1° gennaio 1828 per il quale, nel 1827, Donizetti fu scritturato dal celebre impresario Domenico Barbaja, famoso anche per essere stato importante anni prima per la carriera di Gioachino Rossini. Scritto su libretto di Domenico Gilardoni e ispirato all’opera letteraria Il proscritto romano, ossia il leone del Caucaso di Luigi Marchionni a sua volta tratto da Androclès ou le Lion reconnaissant di Louis-Charles Caigniez. L’opera propone una ambientazione di epoca romana ai tempi dell’imperatore Tiberio. Nella trama troviamo il generale Publio che ritorna a Roma dopo una vittoria in Sarmazia con la volontà di sposare Argelia la figlia del senatore Murena. Argelia però ama Settimio un tribuno che suo padre aveva ingiustamente esiliato e che ritorna segretamente a Roma per rivedere Argelia. Disperata Argelia chiede allo stesso Publio, al quale rivela anche il suo amore per Settimio, che si dichiara disposto ad annullare le nozze per aiutare l’amata. Settimio viene riconosciuto e condannato a morte. Murena cerca di aiutarlo ma Settimio non cede e va incontro alla morte. Tra varie situazioni, tradimenti e atti coraggiosi si giunge al lieto fine. Settimio è dato in pasto ai leoni che però lo risparmiano in modo che, subito dopo, possa unirsi in matrimonio con Argelia.

Fig. 2 Il soprano Lidia Fridman Argelie in L’esule di Roma. Foto Mentugova Natalia.

L’opera ebbe molto successo alla prima dove ci fu una importante compagnia di canto con il soprano Adelaide Tosi nel ruolo di Argelia, cantante che tenne a battesimo le successive due opere di Donizetti per il San Carlo (Il paria e Elisabetta al castello di Kenilworth) ed il basso Luigi Lablache nel ruolo di Murena, uno dei cantanti più famosi dell’epoca protagonista di una fulgida carriera che si sviluppò fino al 1857 dopo aver interpretato grandi ruoli di Donizetti, Rossini, Bellini e Verdi.

L’esule di Roma sarà eseguito nell’edizione critica curata da Roger Parker e Ian Schofield per Casa Ricordi, con la collaborazione e il contributo della Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo.

Fig. 3 La tedesca Katharina Thoma regista de L’esule di Roma.

Il nuovo allestimento che accompagnerà l’esecuzione è affidato alla regista creativa tedesca Katharina Thoma, al suo debutto in Italia e al Donizetti Opera. Ha firmato produzioni al Glyndebourne Festival, alla Royal Opera House di Londra e nei maggiori teatri europei (Francoforte, Colonia, Lipsia, Malmo) ed è responsabile del dipartimento di arte scenica alla Hochschule. A completare la parte visiva ci saranno le scene di Devin McDonough, i costumi di Irina Bartels, le luci di Fiammetta Baldiserri e i video di Luca Scarzella.

L’esecuzione è affidata ad Antonino Fogliani esecutore di livello internazionale che guiderà l’Orchestra Donizetti Opera, anch’egli al debutto nel Festival. Per la compagnia di canto molto attesa è la prova del soprano Lidia Fridman, cantate oggi tra le più apprezzate, nel ruolo di Argelia e del tenore Sergey Romanovsky come Settimio. Al loro fianco il basso-baritono Luca Pisaroni (Murena) e il mezzosoprano Vittoria Vimercati (Leontina) e il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala preparato da Salvo Sgrò.

La riscoperta di un’opera dimenticata: Alahor in Granata

Il giorno successivo, sabato 14 novembre alle ore 20.00 (poi in replica domenica 22 novembre, ore 15.30 e venerdì 27 novembre, ore 20.00) presso il Teatro Sociale è prevista l’esecuzione di Alahor in Granata opera composta da Donizetti nel 1826, per il Teatro Carolino di Palermo che, per la sua data di nascita è inserita nel progetto #donizetti200, dedicato a quelle opere donizettiane che compiono i duecento anni esatti.

Alahor in Granata, melodramma in due atti il cui librettista è ignoto in quanto il frontespizio porta solo le inizia M.A. è tratto da Gonzalve de Cordoue, ou Grenade reconquise (1791) di Jean-Pierre Claris de Florian attraverso i libretti Les Abencérages di Étien de Jouy musicato da Luigi Cherubuni (1813) e L’esule di Granata di Felice Romani per Giacomo Meyerbeer (1822).

L’opera sarà eseguita sulla base della nuova edizione critica curata da Edoardo Cavalli per la Fondazione Teatro Donizetti, redatta dopo l’identificazione, nel 2023, della partitura autografa presso la biblioteca del Conservatorio “A. Scarlatti” di Palermo. L’opera negli ultimi decenni è stata rappresentata nel 1998 al Teatro de la Maestranza di Siviglia e l’anno successivo, nel 1999, al Teatro Massimo di Palermo. Queste due esecuzioni furono però sulla base di una versione successiva risalente al 1830. Elemento che fa considerare questa rappresentazione bergamasca come prima esecuzione in tempi moderni perché, come anticipato, basata sulla prima del 1826.

La storia narrata nel libretto è ambientata a Granada del tardo ‘400 nel momento del ritorno in incognito di Alahor per vendicare l’assassinio del padre re Mohamed. È fratello di Zobeida rimasta a Granada perché innamorata di Muley-Hassem. L’azione ha come sfondo la guerra tra le fazioni di Abenceraghi e Zegri dove l’amore tra Hassem e Zobeida era mal visto da Alahor che tenta di uccidere Hassem in una congiura. Scoperto l’intrigo Hassem perdona Alahor dopo aver ascoltato le sue ragioni. Alamor, il capo della tribù zegra attacca però Hassem che viene salvato da Alahor. Il fatto prelude al lieto fine che vede gioire Zobeida per la ricongiunzione del fratello e dello sposo.

Fig. 4 La direttrice d’orchestra Chiara Cattani. Foto Bondi.

L’opera sarà rappresentata in un nuovo allestimento la cui parte visiva è affidata alla regia di Benedetto Sicca, anch’egli debuttante al festival, con le scene di Luigi Ferrigno, i costumi di Marco Piemontese e le luci di Marco Giusti.

Chiara Cattani, specialista di esecuzioni filologiche su strumenti storici e direttrice musicale dell’Accademia Montis Regalis, condurrà l’Orchestra Gli Originali, formazione che adotta strumenti d’epoca. La compagnia di canto è formata dal baritono Grisha Martirosyan (Alahor), dal tenore Dave Monaco (Alamar), dal soprano Mira Alkhovik (Zobeida), dal mezzosoprano Laura Verrecchia (Muley-Hassem) e dal soprano Cristina De Carolis (Sulima), talento della Bottega Donizetti 2025, insieme al Coro dell’Accademia Teatro alla Scala.

Fig. 5 Il soprano Mira Alkhovik Zobeida in Alahor in Granata.

Le convenienze ed inconvenienze teatrali. Irresistibile farsa su usi e costumi dei teatri dell’800.

A chiudere il trittico di opere del Donizetti Opera 2026 sarà un altro nuovo allestimento, quello dl dramma giocoso Le convenienze ed inconvenienze teatrali previsto in scena al Teatro Donizetti per domenica 15 novembre ore 15.30 (repliche: venerdì 20 novembre, ore 20.00 e sabato 28 novembre, ore 20.00).

L’opera fu musicata su un libretto di Domenico Gilardoni e composta da Donizetti per il Teatro Nuovo di Napoli nel 1827. In seguito, nel 1831, fu ampliata a Milano e ulteriormente rimaneggiata per una messa in scena al Teatro del Fondo di Napoli. Quest’ultima versione è considerata la più compiuta ed è quella scelta per Donizetti Opera 2026 che si baserà sull’edizione critica curata da Roger Parker e Anders Wiklund per Casa Ricordi.

Quest’opera è molto conosciuta perché rappresentata con una certa frequenza ottenendo sempre un successo di pubblico viste le sue caratteristiche di farsa irresistibile sugli usi e costumi del mondo teatrale dell’800.

Fig. 6 Silvia Paoli regista de Le convenienze ed inconvenienze teatrali.

Sulla scena ci sono musicisti e librettisti mediocri alle prese con prime donne capricciose ed esigenti accompagnate da mariti gelosi e madri invadenti all’interno di una azione dagli effetti esilaranti e movimentate.

La parte visiva è affidata alla regista Silvia Paoli, che torna al Donizetti Opera dopo aver firmato l’allestimento di Enrico di Borgogna nel 2018, le scene sono di Eleonora De Leo, i costumi di Ilaria Ariemme e le luci di Fiammetta Baldiserri.

Sul podio salirà Alberto Zanardi, già applaudito nell’edizione 2024 del festival per Zoraida di Granata, che guiderà l’Orchestra Donizetti Opera e del Coro dell’Accademia Teatro alla Scala.

Fig. 7 Il basso-baritono Paolo Bordogna Mamma Agata in Le convenienze ed inconvenienze teatrali.

Il ruolo en travesti di Mamma Agata, il più celebre e comico dell’opera, sarà interpretato al basso-baritono Paolo Bordogna. Al suo fianco diversi esponenti della Bottega Donizetti 2026 che parteciperanno alle masterclass nel mese di maggio, coordinati da Giulio Zappa. Completeranno il cast il soprano Elene Gvritishvili (Daria), il tenore Filip Filipović (Guglielmo) e il basso-baritono Mattia Venni (Impresario).

Le rappresentazioni previste in cartellone nel Donizetti Opera 2026 sono state programmate per tre fine settimana di novembre in ognuno dei quali è possibile assistere a tutte e tre le opere favorendo eventuali esigenze turistiche ed offrendo la possibilità di soffermarsi a Bergamo ed abbinare capolavori musicali alle bellezze artistiche che la città offre.

Donizetti Opera 2026. Le altre proposte

Concludiamo la nostra presentazione accennando a tutte le iniziative collaterali che accrescono l’interesse per il Festival.

Tra questi di fondamentale importanza l’omaggio che la città dedica a Gianandrea Gavazzeni a trenta anni dalla sua scomparsa. Innanzi tutto il Gala del 19 novembre al Teatro Donizetti con un concerto vocale diretto da Riccardo Frizza al quale parteciperanno cantanti di grande spessore. Poi, dal 16 ottobre al 29 novembre il Donizetti Studio, il Teatro Donizetti e vari luoghi della città ospiteranno una mostra documentaria diffusa dal titolo Gianandrea Gavazzeni experience.

Fig. 8 Il direttore A. Zanardi, la regista K. Thoma, l direttrice C. Cattani, il regista B. Sicca e il direttore artistico R. Frizza, durante la presentazione del Festival. Foto FDT Gianfranco Rota.

Interessante anche la ripresa dell’iniziativa dei Donizetti Brunch con concerti alle ore 11 delle domeniche del festival nel Ridotto Gavazzeni del Teatro Donizetti, seguiti da una colazione nella panoramica Sala Allianz. Tre concerti realizzati in collaborazione con Opera Rara, istituzione culturale britannica che ha come obiettivo quello di restaurare e promuovere con incisioni e performance dal vivo composizioni poco eseguite o dimenticate. Saranno protagonisti, come per la scorsa edizione, gli allievi e le allieve della Bottega Donizetti accompagnati al pianoforte dal coordinatore del progetto Giulio Zappa.

Nei sabati del Festival ci sarà Opera Family un’attività pensata per grandi e piccoli per avvicinare le famiglie al mondo dell’opera. Sabato 14 novembre al Teatro Donizetti, alle ore 15.00, con Qui Maestro Gavazzeni un momento dedicato alla scoperta del ruolo del direttore d’orchestra per una iniziativa curata da Clelia Epis. Sabato 21 novembre sempre alle 15, nel Ridotto Gavazzeni parte Bacchette Magiche, nuova produzione per bambini dai 3 ai 7 anni ideata e diretta registicamente da Mauro De Santis. A conclusione sabato 28 novembre al Teatro Donizetti andrà in scena l’opera partecipata Tornado Agata. Convenienze ed inconvenienze di una mamma all’opera, liberamente tratta da Le convenienze ed inconvenienze teatrali di Gaetano Donizetti, con drammaturgia musicale di Alberto Zanardi in collaborazione con Mariagrazia Mercaldo, la direzione di Nicolò Jacopo Suppa, la regia di Paola Brunello e l’Ensemble Donizetti Opera (consigliato dagli 8 anni).

Un Festival veramente ricco e di grande valenza artistica e culturale, tutto da seguire in ogni sua iniziativa per un incontro completo e partecipato con un musicista che è tra i più grandi della Storia della Musica e dell’Opera. I biglietti sono andati in vendita dallo scorso 25 marzo mentre, per qualsiasi informazione e approfondimento, è indispensabile connettersi con il sito www.donizettiopera.org.

Claudio Listanti