Per la prima volta esposta a Roma l’astrazione lirica di Julien Friedler “Behind the world” al Complesso del Vittoriano ( 9 novembre / 5 dicembre)

di Silvana LAZZARINO

La mostra dell’artista belga a cura di Dominique Stella per la prima volta nella Capitale con un percorso in cui Umanità e Comunità coesistono.

Complesso  del  Vittoriano – Ala Brasini, 9 novembre / 5 dicembre (ingresso libero)

L’interesse per la filosofia, l’amore per la scrittura, cui si associa la formazione di psicanalista e la passione per i viaggi accompagnano il percorso dell’artista belga Julien Friedler (Bruxelles,1950) che attraverso le sue opere orientate ad un’astrazione lirica, sintetizza le atmosfere profonde ed emozionali legate alla ricerca di una nuova spiritualità in cui ritrovare una più ampia coesione tra esteriorità ed interiorità, individualità e collettività.

Attraverso il suo linguaggio immaginario espresso con dipinti, sculture e installazioni, dove trovano forma ombre invisibili, spiriti furtivi collocati entro un universo etereo, Friedler restituisce i segni di una nuova energia che rimanda alle origini e ai miti a recuperare parti di un passato che a fatica si riaffaccia sulla contemporaneità spesso distratta, per guardare agli orizzonti metafisici che legano l’uomo alla natura e ai suoi infiniti volti che avvicinano allo spirituale.

Mondi fantastici, visionari prendono forma nelle sue opere tra simboli, totem con l’intento di accostare realtà lontane, universi paralleli come la terra al cielo, il visibile all’invisibile, il giorno alla notte entro un percorso in cui restituire l’essenza dell’uomo, a recuperare quell’autenticità con cui guardare e proiettarsi nella vita. Numerose sono le mostre che ha realizzato nel mondo da New York a Parigi, da Bruxelles a Berlino, e in Italia a Milano, Venezia, Genova e Spoleto.

Per la prima volta nella Capitale vengono esposte presso l’Ala Brasini del Complesso del Vittoriano le opere di questo artista visionario e per certi versi fantastico, capace come pochi di toccare aspetti importanti legati all’esistenza nel recupero di una spiritualità in cui umanità e comunità coincidono entro un’ottica in cui all’azione segue la contemplazione.

La mostra monografica “Behind the world”  che inaugura l’8 novembre 2018, è curata da Dominique Stella, e prodotta dall’Associazione Spirit of Boz for Contemporary Art. Aperta al pubblico dal 9 novembre al 5 dicembre 2018 essa proietta nel mondo mitico dell’artista attraverso 20 recenti opere di grande formato e l’installazione La Forêt des Âmes, invitando i visitatori ad entrare nell’immaginario costruito da Friedler in cui si legano spettacolarità, pensiero mitologico e forza evocativa.

La Forêt des âmes, 2009

Fulcro centrale della mostra è l’installazione La Foresta delle Anime –La Forêt des Âmes (2009-2010): le cui 9 colonne stanno a rappresentare la volontà partecipativa e azionista dell’universo di Friedler nell’ottica della nascita di una moderna spiritualità collettiva fondata sull’arte. Un’opera che rappresenta il progetto più alto di Friedler ovvero quello della creazione di un’Umanità nuova capace di essere Comunità.

L’opera – dopo New York, Bruxelles, Milano, Spoleto, Rivara e prossimamente esposta anche a Parigi – prende le mosse dallo Spirit of Boz, progetto partecipativo che si esprime nelle risposte spontanee date dal pubblico a un questionario. Le migliaia di risposte raccolte finora in tutto il mondo – unite adesso a quelle dei visitatori romani – costituiscono la materia di cui sono composte le 9 colonne-contenitori dell’opera.

 Al Complesso del Vittoriano sarà quindi possibile depositare il proprio messaggio e leggere quello degli altri.

Accanto a La  Forêt  des  âmes realizzata con tecnica mista (2009), Crucifixion e Le Phoenix del 2016, sono tra gli altri L’Autre (2018), Totems (2014), Ode  Satanique (2018), Le Maître  des  couleurs (2017), Corps  et  artifice (2018), Ecce  Homo (2009-2010) e Ecstasy  II  (2014).

L’arte è per Julien Friedler azione inclusiva di tutte le forme espressive, derivanti dalla propria o altrui   esperienza e comporta sfaccettature contrapposte, le une d’ispirazione collettiva, le altre di meditazione individuale. Questa contrapposizione è evidenziata nella mostra nella dinamica tra il colore ed il gesto   acceso dei quadri e l’immaterialità silenziosa dell’installazione.

Le Maître des couleurs, 2017

Egli procede senza vincolo di soggetti, di materiali messi in opera, secondo modalità quasi ipnotiche definendo un ritmo, un modo d’espressione informale. I suoi dipinti definiscono una pittura fatta di   equilibri sottili riflettendo la sua propensione per le conoscenze subliminali del mondo seguendo un’energia in espansione  derivata dalla capacità di dissociazione e introspezione che applica a se’,  prima di interessarsi agli altri, scoprendo nell’altro le motivazioni più intime.

Dipinti e installazioni sono i portavoce di un immaginario ricolmo e costituiscono i segni visibili di una verità che l’artista sviluppa attraverso tematiche dal taglio molto personale. Julien Friedler si fa portatore di una visione umanista, delineata tramite le opere ma anche con un’attività di condivisione che porta avanti attraverso l’associazione Spirit of Boz che esprime l’urgenza di riconciliare azione e contemplazione, nell’intento di promuovere un pensiero umanista e catartico.

La gestione e organizzazione sono curate dal Gruppo Arthemisia, il Catalogo che accompagna la mostra  è edito da La Route de la Soie – Éditions, Paris.

Silvana LAZZARINO     Roma novembre 2018

Julien  Friedler.  Behind  the  world   a  cura  di  Dominique  Stella

Complesso  del  Vittoriano – Ala Brasini, Via San Pietro in Carcere, Roma, Orario: dal  lunedì  al  giovedì  9.30 -19.30, venerdì  e sabato  9.30 – 22.00, domenica  9.30 – 20.30  (L’ingresso  è  consentito  fino  a  un’ora prima)