di Antonio E.M. GIORDANO
La ricerca di Franco Fiorillo si inserisce autorevolmente nel dibattito contemporaneo sulla risignificazione del trauma storico e collettivo. Attraverso una raffinata commistione tra memorie personali, indagine geopolitica e riflessione mediatica, l’artista configura Florilegio come un palinsesto di dispositivi concettuali in cui la storia si deposits sulle immagini, alterandone la percezione e l’impatto etico.
Le Opere in Mostra
-
- Disease (seme di Longan con iscrizione cinese e ramo).
Frutto cinese ed esegesi del fatale.

L’opera si configura come un paradigma di micro-scultura installativa, nata da un innesto semantico e strutturale tra la natura organica e il linguaggio. Protagonista è un elemento sferico ligneo — il frutto del Longan — sostenuto da un rametto spoglio che ne esalta la funzione di pendolo arcaico, sospeso tra la genesi biologica del seme e la memoria di un dispositivo di sepoltura.
Il valore scultoreo è sigillato dall’applicazione di un nastro cartaceo recante l’iscrizione cinese “心 是最致命” (“l’assenza d’empatia è il virus più letale”). Questo frammento letterario genera un cortocircuito spiazzante: il termine xin (心, cuore), tradizionalmente associato al centro emotivo e spirituale nella filosofia orientale, viene qui brutalmente accostato alla fatalità biologica e politica.
L’opera diviene così una riflessione sulla vulnerabilità esistenziale, interrogando la complessità relazionale tra l’emozione e la ferita della storia.
2. USA Flag: Il filtro monocromo della geopolitica

L’opera monumentale affonda le radici in un ricordo d’infanzia legato al funerale di Robert Francis Kennedy (1968). Fiorillo mette in dialettica la realtà satura di colori vissuta a Napoli — tra insegne NATO e basi americane — con la traduzione cruda, filtrata dal televisore in bianco e nero dell’epoca. Tale filtro diventa metafora di una “diversa velocità” storica e di un Patto Atlantico tradotto in un codice estetico distante e astratto. Immaginata nel 1968 e sviluppata in molteplici declinazioni (dagli origami alla versione monumentale post-2001), l’installazione abbandona la planarità per farsi corpo drammatico, teso tra le volte in muratura di Villa Sforzesca, trasformando la bandiera da vessillo propagandistico in reperto spettrale e archeologico.
Fig. 2: Franco Fiorillo, “USA Flag”, 2026. Installazione tessile monumentale e filtro monocromo, tesa tra le volte in muratura e il pavimento in cotto antico del pianterreno di Villa Sforzesca.
3. NDDF – Notre Dame de Fukushima
Installazione con lavagna luminosa e proiezione di farfalla.
Proiezione entomologica
L’artista utilizza una lavagna luminosa per proiettare la silhouette di una farfalla geneticamente modificata dalle radiazioni. Il rifiuto del digitale a favore di un approccio lowtech e analogico àncora l’opera a una dimensione scientifica e fossile, richiamando le storiche sperimentazioni di Becquerel sulla radioattività. L’obsolescenza dello strumento didattico diviene così metafora della vulnerabilità biologica ed ecologica.

4. Affilato strumento per il disegno
scultura in legno e ferro
Il Crocefisso-Temperamine
Frutto di un complesso iter creativo che unisce disegno accademico, modellazione digitale (AI) e scultura tradizionale, quest’opera rappresenta una lucida decontestualizzazione dell’oggetto sacro. Senza intenti blasfemi, il Crocefisso è riconfigurato come strumento di disegno: l’atto di affilare la mina diviene metafora della scrittura della storia, dove il tracciare una linea non è mai neutro, ma formalizzazione di confini ideologici, barriere razziali e divisioni politiche.

5. Heart
Anatomie della vulnerabilità: Il muscolo e la terra
Il percorso si chiude con una riflessione sul corpo umano, inteso come sismografo della catastrofe collettiva. La scultura, raffigurante un cuore anatomico, appare mineralizzata e fossilizzata, in stretta continuità con la poetica del disastro. Collocato su un basamento di terra fine e scura, il cuore “esaurito” perde ogni filtro verbale — distaccandosi dalla metafora testuale del Longan — per farsi evidenza plastica della carne che si ricongiunge alla terra, nucleo pulsante dell’intera esposizione.

6. La Naumachia
Installazione di barche in ferro ossidato su sale – ciascun modulo cm 30x30x10 Memoria, Ossidazione e il Naufragio della Storia:
Imponente meditazione scultorea di struggente attualità, un dispositivo visivo che trasforma il ferro in un documento vivente del dolore collettivo. Composta da una pluralità di moduli in ferro saldato sul sale, l’opera si articola in formazioni acute che richiamano esplicitamente le antiche simulazioni di battaglie navali, pur svuotandole della loro gloria bellica per restituire l’essenza nuda della tragedia. Nell’ampio dispiegamento, la scelta materica è cruciale: il ferro, soggetto all’azione corrosiva del sale, porta impresso sulla superficie il segno del tempo e dell’elemento marino. Questi moduli ossidati diventano metafora tangibile dei relitti e delle imbarcazioni che popolano la cronaca drammatica dei migrantes, trasformando lo spazio espositivo in un cimitero simbolico, un luogo della memoria dove la materia stessa testimonia l’usura dell’umano contro l’indifferenza del mare.

Fig. 7: Franco Fiorillo, “La Naumachia”, 2026. Veduta d’insieme dell’installazione modulare a terra su letto di sale.
7. Sea Shrine, installazione con canotto dorato e bandiera USA, m10x3
La tensione poetica trova un’eco profonda nella memoria collettiva recente, richiamando la storica visita del primo pontefice statunitense Leone XIV Prevost a Lampedusa, che ha trasformato il 4 luglio 2026 da ricorrenza del 250° anniversario dell’Indipendenza americana a una giornata mondiale della coscienza, rivendicando il diritto universale alla ricerca della “vita, libertà e felicità”, citando i principi formativi degli USA e rappresentando un autorevole urlo contro i diritti negati e la “remigrazione”. Un viaggio che, con la sua drammatica solennità, inizia proprio dal cimitero, ponendo l’attenzione sul lutto come primo atto di accoglienza e riconoscimento dell’identità negata. L’immagine del Pontefice affacciato sugli scogli, mentre il vento sottrae la sua papalina in un gesto di improvvisa vulnerabilità – avvenuta significativamente nel giorno della ricorrenza americana – funge da correlativo oggettivo per la Naumachia e Sea Shrine di Fiorillo.
Se in Naumachia l’ossidazione del ferro racconta la violenza silenziosa dell’abbandono, il gesto del vento durante la visita a Lampedusa sottolinea la precarietà di ogni potere e la nuda condizione umana di fronte all’immensità del Mediterraneo. L’installazione Sea Shrine non è quindi solo una forma scultorea che si adatta ai luoghi, ma un richiamo etico. Come i moduli di ferro di Naumachia in formazione strategica ricordano rotte spezzate, l’inedita Sea Shrine dal simbolico colore aureo allusivo al potere finanziario dei traffici e delle speculazioni della globalizzazione, trasfigura la cronaca in arte, imponendoci di guardare oltre la superficie dell’opera scultorea per scorgere, nel vuoto dello spazio circostante e tra una scultura e l’altra, il peso incalcolabile di ogni vita perduta.

Antonio E.M. Giordano © RIPRODUZIONE RISERVATA
INFO MOSTRA
- Artista: Franco Fiorillo
• Titolo della mostra: Florilegio
- A cura di: Antonio Giordano
- Sede: Villa Sforzesca (Luogo del cuore FAI), Strada Sforzesca snc, Località Sforzesca, 58034 Castell’Azzara (GR)
- Periodo di apertura: Dal 18 luglio al 13 settembre 2026
- Inaugurazione: Sabato 18 luglio, ore 18:00
• Ingresso: Libero
- Orari di apertura della mostra:
- Dal 18 al 31 luglio e dal 1 al 13 settembre: venerdì, sabato e domenica dalle 17:00 alle 20:00.
- Dal 7 al 31 agosto: tutti i giorni dalle 17:00 alle 20:00.
- Dal 1 al 31 agosto: anche ogni domenica mattina dalle 10:00 alle 13:00.
- Nota Informativa: La mostra Florilegio di Franco Fiorillo si terrà al pianterreno di Villa Sforzesca contemporaneamente alla mostra al piano nobile di Virginia Ryan – AttraVerso (We are Multitudes).
- Enti promotori: Realizzata dal Comune di Castell’Azzara con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.
- Patrocini: Regione Toscana, FAI Fondo Ambiente Italiano Delegazione di Grosseto, Cooperativa EcoSistema, Pro Loco di Castell’Azzara.Oltre le pagine della ricerca storico-artistica
Franco Fiorillo. FLORILEGIO di Antonio E.M. GiordanoLa ricerca di Franco Fiorillo si inserisce autorevolmente nel dibattito contemporaneo sulla risignificazione del trauma storico e collettivo. Attraverso una raffinata commistione tra memorie personali, indagine geopolitica e riflessione mediatica, l’artista configura Florilegio come un palinsesto di dispositivi concettuali in cui la storia si deposits sulle immagini, alterandone la percezione e l’impatto etico.Le Opere in Mostra
- Disease (seme di Longan con iscrizione cinese e ramo).
Frutto cinese ed esegesi del fatale.L’opera si configura come un paradigma di micro-scultura installativa, nata da un innesto semantico e strutturale tra la natura organica e il linguaggio. Protagonista è un elemento sferico ligneo — il frutto del Longan — sostenuto da un rametto spoglio che ne esalta la funzione di pendolo arcaico, sospeso tra la genesi biologica del seme e la memoria di un dispositivo di sepoltura.Il valore scultoreo è sigillato dall’applicazione di un nastro cartaceo recante l’iscrizione cinese “心 是最致命” (“l’assenza d’empatia è il virus più letale”). Questo frammento letterario genera un cortocircuito spiazzante: il termine xin (心, cuore), tradizionalmente associato al centro emotivo e spirituale nella filosofia orientale, viene qui brutalmente accostato alla fatalità biologica e politica.L’opera diviene così una riflessione sulla vulnerabilità esistenziale, interrogando la complessità relazionale tra l’emozione e la ferita della storia.
Fig. 1: Franco Fiorillo, “Disease (seme di Longan con iscrizione cinese e ramo)”, 2026. Microscultura installativa, elemento organico ligneo, rametto e nastro cartaceo iscritto.
2. USA Flag: Il filtro monocromo della geopolitica
L’opera monumentale affonda le radici in un ricordo d’infanzia legato al funerale di Robert Francis Kennedy (1968). Fiorillo mette in dialettica la realtà satura di colori vissuta a Napoli — tra insegne NATO e basi americane — con la traduzione cruda, filtrata dal televisore in bianco e nero dell’epoca. Tale filtro diventa metafora di una “diversa velocità” storica e di un Patto Atlantico tradotto in un codice estetico distante e astratto. Immaginata nel 1968 e sviluppata in molteplici declinazioni (dagli origami alla versione monumentale post-2001), l’installazione abbandona la planarità per farsi corpo drammatico, teso tra le volte in muratura di Villa Sforzesca, trasformando la bandiera da vessillo propagandistico in reperto spettrale e archeologico.
Fig. 2: Franco Fiorillo, “USA Flag”, 2026. Installazione tessile monumentale e filtro monocromo, tesa tra le volte in muratura e il pavimento in cotto antico del pianterreno di Villa Sforzesca.
2. NDDF – Notre Dame de Fukushima
Installazione con lavagna luminosa e proiezione di farfalla.Proiezione entomologicaL’artista utilizza una lavagna luminosa per proiettare la silhouette di una farfalla geneticamente modificata dalle radiazioni. Il rifiuto del digitale a favore di un approccio lowtech e analogico àncora l’opera a una dimensione scientifica e fossile, richiamando le storiche sperimentazioni di Becquerel sulla radioattività. L’obsolescenza dello strumento didattico diviene così metafora della vulnerabilità biologica ed ecologica.
Fig. 3: Franco Fiorillo, “NDDF – Notre Dame de Fukushima”, 2026. Installazione analogica lowtech: lavagna luminosa d’archivio e proiezione entomologica di farfalla mutata.
3. Affilato strumento per il disegno
scultura in legno e ferroIl Crocefisso-TemperamineFrutto di un complesso iter creativo che unisce disegno accademico, modellazione digitale (AI) e scultura tradizionale, quest’opera rappresenta una lucida decontestualizzazione dell’oggetto sacro. Senza intenti blasfemi, il Crocefisso è riconfigurato come strumento di disegno: l’atto di affilare la mina diviene metafora della scrittura della storia, dove il tracciare una linea non è mai neutro, ma formalizzazione di confini ideologici, barriere razziali e divisioni politiche.
Fig. 4: Franco Fiorillo, “Affilato strumento per il disegno”, 2026. Scultura in legno e inserto metallico (temperamine). Allestimento su plinto espositivo neutro.
5. Heart
Anatomie della vulnerabilità: Il muscolo e la terraIl percorso si chiude con una riflessione sul corpo umano, inteso come sismografo della catastrofe collettiva. La scultura, raffigurante un cuore anatomico, appare mineralizzata e fossilizzata, in stretta continuità con la poetica del disastro. Collocato su un basamento di terra fine e scura, il cuore “esaurito” perde ogni filtro verbale — distaccandosi dalla metafora testuale del Longan — per farsi evidenza plastica della carne che si ricongiunge alla terra, nucleo pulsante dell’intera esposizione.
Fig. 5: Franco Fiorillo, “Heart”, 2026. Scultura in materiale mineralizzato e fossilizzato su basamento di terra fine e scura.
6. La Naumachia
Installazione di barche in ferro ossidato su sale – ciascun modulo cm 30x30x10 Memoria, Ossidazione e il Naufragio della Storia:Imponente meditazione scultorea di struggente attualità, un dispositivo visivo che trasforma il ferro in un documento vivente del dolore collettivo. Composta da una pluralità di moduli in ferro saldato sul sale, l’opera si articola in formazioni acute che richiamano esplicitamente le antiche simulazioni di battaglie navali, pur svuotandole della loro gloria bellica per restituire l’essenza nuda della tragedia. Nell’ampio dispiegamento, la scelta materica è cruciale: il ferro, soggetto all’azione corrosiva del sale, porta impresso sulla superficie il segno del tempo e dell’elemento marino. Questi moduli ossidati diventano metafora tangibile dei relitti e delle imbarcazioni che popolano la cronaca drammatica dei migrantes, trasformando lo spazio espositivo in un cimitero simbolico, un luogo della memoria dove la materia stessa testimonia l’usura dell’umano contro l’indifferenza del mare.
Fig. 6: Franco Fiorillo, “La Naumachia”, 2026. Moduli scultorei in ferro saldato sottoposto ad azione corrosiva (dettaglio di due moduli contrapposti, cm 30x30x10 ciascuno).
Fig. 7: Franco Fiorillo, “La Naumachia”, 2026. Veduta d’insieme dell’installazione modulare a terra su letto di sale.
7. Sea Shrine, installazione con canotto dorato e bandiera USA, m10x3
La tensione poetica trova un’eco profonda nella memoria collettiva recente, richiamando la storica visita del primo pontefice statunitense Leone XIV Prevost a Lampedusa, che ha trasformato il 4 luglio 2026 da ricorrenza del 250° anniversario dell’Indipendenza americana a una giornata mondiale della coscienza, rivendicando il diritto universale alla ricerca della “vita, libertà e felicità”, citando i principi formativi degli USA e rappresentando un autorevole urlo contro i diritti negati e la “remigrazione”. Un viaggio che, con la sua drammatica solennità, inizia proprio dal cimitero, ponendo l’attenzione sul lutto come primo atto di accoglienza e riconoscimento dell’identità negata. L’immagine del Pontefice affacciato sugli scogli, mentre il vento sottrae la sua papalina in un gesto di improvvisa vulnerabilità – avvenuta significativamente nel giorno della ricorrenza americana – funge da correlativo oggettivo per la Naumachia e Sea Shrine di Fiorillo.Se in Naumachia l’ossidazione del ferro racconta la violenza silenziosa dell’abbandono, il gesto del vento durante la visita a Lampedusa sottolinea la precarietà di ogni potere e la nuda condizione umana di fronte all’immensità del Mediterraneo. L’installazione Sea Shrine non è quindi solo una forma scultorea che si adatta ai luoghi, ma un richiamo etico. Come i moduli di ferro di Naumachia in formazione strategica ricordano rotte spezzate, l’inedita Sea Shrine dal simbolico colore aureo allusivo al potere finanziario dei traffici e delle speculazioni della globalizzazione, trasfigura la cronaca in arte, imponendoci di guardare oltre la superficie dell’opera scultorea per scorgere, nel vuoto dello spazio circostante e tra una scultura e l’altra, il peso incalcolabile di ogni vita perduta.
Fig. 8: Franco Fiorillo, “Sea Shrine”, 2026. Installazione monumentale con canotto dorato e bandiera USA (m 10×3).Antonio E.M. Giordano © RIPRODUZIONE RISERVATA
INFO MOSTRA
- Artista: Franco Fiorillo
• Titolo della mostra: Florilegio
- A cura di: Antonio Giordano
- Sede: Villa Sforzesca (Luogo del cuore FAI), Strada Sforzesca snc, Località Sforzesca, 58034 Castell’Azzara (GR)
- Periodo di apertura: Dal 18 luglio al 13 settembre 2026
- Inaugurazione: Sabato 18 luglio, ore 18:00
• Ingresso: Libero
- Orari di apertura della mostra:
- Dal 18 al 31 luglio e dal 1 al 13 settembre: venerdì, sabato e domenica dalle 17:00 alle 20:00.
- Dal 7 al 31 agosto: tutti i giorni dalle 17:00 alle 20:00.
- Dal 1 al 31 agosto: anche ogni domenica mattina dalle 10:00 alle 13:00.
- Nota Informativa: La mostra Florilegio di Franco Fiorillo si terrà al pianterreno di Villa Sforzesca contemporaneamente alla mostra al piano nobile di Virginia Ryan – AttraVerso (We are Multitudes).
- Enti promotori: Realizzata dal Comune di Castell’Azzara con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.
- Patrocini: Regione Toscana, FAI Fondo Ambiente Italiano Delegazione di Grosseto, Cooperativa EcoSistema, Pro Loco di Castell’Azzara.
