“Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore …” Il Volto di Otello: danza, musica e teatro al Teatro Hamlet.

di Marco FIORAMANTI

Roma, Teatro Hamlet

“IL VOLTO DI OTELLO” (da William Shakespeare)

Traduzione, Adattamento e Regia di Gina Merulla

con Mamadou Dioume, Fabrizio Ferrari, Lorenza Sacchetto, Andrea Vellotti e Marco Chiappini

Costumi di Agnese Pizzuti, Disegno luci di Massimo Secondi, Produzioni TEATRO HAMLET APS

“ON N’ÉCHAPPE PAS DE LA MACHINE”

“Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre”.

William Shakespeare, The Tragedy of Othello, the Moor of Venice (Iago ad Otello, atto III).

Dopo il successo del debutto al Teatro Mercadante di Napoli in occasione del Campania Teatro Festival 2025 lo spettacolo fatto di danza, musica e teatro, approda a Roma al Teatro Hamlet.

Un incipit meraviglioso apre a una scenografia assente (fatta solo di pura e vibrante illuminotecnica) che abbraccia tre personaggi – Iago, Cassio, Roderigo – in un ritmo lungo e incalzante da Bolero Raveliano (8’30”). Impersonati rispettivamente dagli ottimi Fabrizio Ferrari, Andrea Vellotti e Marco Chiappini, i tre “spadaccini” agiscono in sincrono e a ritmo di danza simulano in rapida successione e con raffinata eleganza lo stesso affondo di spada e successivo rinfodero. La tragedia è già nell’aria. Ma Gina Merulla, la regista romana, direttrice artistica del Teatro Hamlet, orientata verso quello che viene definito “teatro di Ricerca”, intende offrire una rilettura personale del capolavoro shakespeariano:

“Io concepisco uno spettacolo teatrale come una partitura per orchestra composta da mille strumenti: la parola, il movimento, gli attori, la scenografia, i costumi, il trucco, la musica e così via. Il mio compito è fondere mille suoni diversi in un’unica melodia, che conservi in sé tutti i colori, tutte le sfumature e tutte l’emozioni dei singoli”.
Tutto ciò che vedremo sulla scena è il risultato della percezione che Otello ha della realtà e lo spettatore non potrà fare un passo indietro cercando la realtà dei fatti perché la verità è che questa di per sé non esiste”.

Otello, interpretato dal travolgente Mamadou Dioume, introietta la rabbia del tradimento, vive un tormento corroso dal dubbio, si fa portavoce del dramma esistenziale ed estende la mostruosità della violenza all’intero genere umano.

Mamadou Dioume, Otello

Una Desdemona senza volto (un’affascinante Lorenza Sacchetto) ridotta a bianco manichino,

è l’assenza, o meglio la negazione, del femminile […] a volte persino un suono ma mai una donna, mai una persona”,

dice la regista.

Mamadou Dioume Otello
Lorenza Sacchetti Desdemona

Riprenderà più tardi volto e parola, ma non finirà soffocata nel talamo. Resterà avvolta nella grande rete tessuta da Iago nella quale lui stesso, così come l’intero gruppo, resterà impigliato. La rete, mostruoso meccanismo reale, distorto, destinato a distruggerci.

On n’échappe pas de la machine, diceva Deleuze.

da sin. Marco Chiappini, Lorenza Sacchetto, Mamadou Dioume, Fabrizio Ferrari, Andrea Vellotti

Marco FIORAMANTI Roma 17 Ottobre 2025