“Nuove tecnologie di mediazione del patrimonio culturale”, una ricerca promossa dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali

di Silvana LAZZARINO

Il Digitale nei luoghi e spazi del patrimonio culturale è particolarmente apprezzato quando viene integrato in modo accessibile, sostenibile e in armonia con la narrazione culturale. E’ quanto è emerso dal rapporto finale della ricerca “Nuove tecnologie di mediazione del patrimonio culturale”

Dalla ricerca “Nuove tecnologie di mediazione del patrimonio culturale”, promossa dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali nell’ambito di Dicolab. Cultura al digitale, il sistema formativo per la trasformazione digitale del patrimonio culturale, è emerso quanto la tecnologia rafforzi l’esperienza culturale senza comprometterne l’autenticità, a condizione che sia integrata in modo strategico e coerente con quanto proposto dalla stessa esperienza.  A confermarlo è il fatto che il digitale nei musei si stia rivelando sempre più un efficace strumento per favorire apprendimento e coinvolgimento, e secondo il 62% degli intervistati esso rappresenta uno strumento utile al fine di arricchire la visita a patto che però venga integrato in modo accessibile, sostenibile e in armonia con la narrazione culturale.

La ricerca riferita alle nuove tecnologie di mediazione del patrimonio culturale, durata 18 mesi, ha coinvolto un campione significativo composto da: 1.028 visitatori intervistati online tramite survey DOXA, 700 visitatori intervistati direttamente in 20 musei e 126 operatori appartenenti a 20 luoghi della cultura, sia pubblici, sia privati.

Tra i musei coinvolti: Mausoleo di Cecilia Metella – Parco Archeologico dell’Appia Antica (Roma), M9 – Museo del ’900 (Mestre), MUST – Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” (Milano), Complesso Monumentale della Pilotta (Parma), Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino (Montesarchio).

Riguardo il Dicolab. Cultura al digitale, promosso dal Ministero della Cultura – Digital Library, PNRR Cultura 4.0, è il sistema formativo realizzato e curato dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, finanziato dall’Unione europea – Next GenerationEU. Esso attraverso un modello di formazione integrata che unisce momenti in presenza e online, offre percorsi gratuiti, qualificati e certificati, pensati per rispondere alle diverse esigenze dei partecipanti e favorire una reale crescita del settore.

Lo studio emerso dalla ricerca, condotto in sinergia con formules s.r.l. ha analizzato l’impatto del digitale sull’esperienza di visita nei luoghi della cultura, il gradimento dei visitatori e le condizioni che ne determinano l’efficacia nel tempo.

I risultati mostrano come la qualità progettuale conti più della complessità tecnologica. In questo senso la tecnologia è percepita quale supporto alla narrazione quando si integra in modo naturale nel percorso, amplificando il racconto senza sovrastarlo. Così per i visitatori la tecnologia non rappresenta un fine, ma uno strumento al servizio dell’esperienza. Il 45% del pubblico nel giudicare quali siano gli elementi più attrattivi di un luogo della cultura, dichiara che la presenza del digitale non sia decisiva nella scelta della visita, ed infatti essa viene collocata solo all’ottavo posto su dodici, privilegiando ai primi posti il patrimonio storico, artistico e culturale (60,7%), i costi ragionevoli (46,1%) e l’offerta di visite guidate (35,8%).

A fare la differenza è la qualità della narrazione, dei contenuti e dell’esperienza vissuta: la tecnologia si rivela efficace in funzione dell’ottimizzazione dell’esperienza vissuta.

Riguardo l’Immersività, la semplicità e l’accessibilità sono gli aspetti che i visitatori apprezzano maggiormente. Il confronto tra venti soluzioni tecnologiche nei musei ha messo in evidenza quanto le esperienze immersive, come videomapping e multiproiezioni, siano le più coinvolgenti per i visitatori. Particolarmente gradite sono l’accessibilità ai contenuti e la semplicità d’uso delle tecnologie digitali: l’audiopen, ad esempio, spicca per l’efficacia cognitiva. Le priorità indicate dagli intervistati sono: narrazioni più coinvolgenti, tecnologie immersive avanzate e contenuti approfonditi, mentre è emerso un minor interesse per l’interazione tra visitatori o la personalizzazione estrema.

A proposito dei destinatari, la ricerca smentisce un luogo comune diffuso: non sono i più giovani a essere entusiasti delle tecnologie museali, ma il pubblico adulto e senior. I più favorevoli all’uso del digitale nell’esperienza di visita sono infatti i 55–64enni (69%) e i 65–74enni (67%), mentre le percentuali risultano più contenute tra i giovani (55% tra i 18–24enni e 49% tra i 25–34enni). Gli under 35 mostrano interesse per le esperienze immersive e ludiche, mentre gli over 60 prediligono strumenti narrativi facilmente utilizzabili. Nel complesso, emerge l’importanza di diversificare le soluzioni digitali in base ai target, evitando approcci standardizzati. Sul fronte della sostenibilità economica del digitale nei musei, dalla ricerca è emerso come 1 visitatore su 2 si dichiari disposto a pagare un supplemento per accedere a esperienze di mediazione digitale del patrimonio culturale, se percepite come interessanti. Il dato evidenzia un potenziale di sostenibilità economica per il digitale nei musei, legato allo sviluppo di contenuti premium.

Per quel che riguarda l’aspetto organizzativo e della preparazione del personale in merito al funzionamento del digitale garantito dalla manutenzione e aggiornamento da parte di competenze interne.

Il 95% dei musei coinvolti ha attivato percorsi di formazione specifica per la gestione delle tecnologie digitali. La ricerca ha evidenziato come le competenze interne siano un fattore determinante per il successo delle soluzioni adottate: il personale gioca un ruolo centrale nell’introdurre, spiegare ed integrare il digitale nell’esperienza di visita. La sostenibilità non è solo economica o tecnologica, ma anche organizzativa e professionale: manutenzione, aggiornamento e usabilità sono aspetti chiave per garantire continuità e qualità nel tempo.

Per conoscere il rapporto completo e maggiori approfondimenti è possibile visitare il sito: https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/dicolab-cultura-al-digitale/ricerca/nuove-tecnologie-di-mediazione-del-patrimonio-culturale/

Silvana LAZZARINO  Roma, 15 Febbraio 2026