“Nina Racconta… Storie di Donne Coraggiose” al Teatro Cometa Off (via Luca della Robbia, 47, ultimo spettacolo domenica 1 Marzo)

di Marco FIORAMANTI

ROMA, TEATRO COMETA OFF

Nina Racconta… Storie di Donne Coraggiose

di/con Stella Novari (readings, voce) e Alessandro Fea (chitarra, synyth, loops)

fino a domenica 1° marzo

Stella Novari
Alessandro Fea

Dialogo con una figlia immaginaria. Cara Marta…

Sai chi sei, a cosa sei chiamata, che cosa è giusto fare, rompere col clamore del silenzio quotidiano, chi vuoi essere, come scriverai il tuo nome nel grande libro della storia e della vita…

Mi chiamo Nina, Ho 50 anni e mi piace raccontare storie…

Uno spettacolo intenso, vivo e vissuto, fatto puramente di monologhi, giocato su una scenografia minimal: alle spalle di un albero “della memoria”, una sedia, due comodini uno scrigno pieno di quaderni, appunti, ricordi e un registratore, a memorizzare i racconti. Di lato un piccolo specchio coronato da luci, come quello dei camerini degli attori, a interpretare, ogni volta una storia nuova. Basta un tocco col dito sullo specchio e la luce si accende o si spegne, e avviene la magia, come nello specchio di Alice. È così che Nina (una bravissima Stella Novari, narratrice fiera, orgogliosa, teneramente materna) – accompagnata dalla chitarra live con modulazioni di synyth&loops di Alessandro Fea – attraverso lo specchio restituisce vita, dignità e storia a quelle donne potenti, spesso dimenticate, legate da un’unica volontà:

Tuffarsi al centro del campo di battaglia o restare ai margini.

Una scena dello spettacolo (ph M F )

Una dopo l’altra, scorrono commoventi, storie di vita vissuta, fatta di nomi e cognomi, con intenso coraggio e profonda umanità, scelte di campo a combattere oppressioni di tipo sociale, politico. La ragazza, fazzoletto bianco al collo e fiaccola in mano, che nonostante la paura affronta le camionette argentine nella Plaza de Mayo. E quella che ebbe la forza di interrompere una relazione nata ai tempi del liceo, cristallizzatasi nel tempo e nelle abitudini, destinata a un matrimonio senza futuro…

Vedi, cara Marta, questo non sarebbe mai stato possibile qualche anno fa, perché se la donna non amava più l’uomo a cui era destinata non importava a nessuno, tanti diritti e possibilità di scelta che tu oggi hai e che dai per scontati, hanno segnato profondamente la vita delle donne che te li hanno donati.

E ancora, la storia di Franca, che con l’aiuto di suo padre, si oppose al matrimonio riparatore e contribuì alla trasformazione dello stupro da “reato contro la morale” a “reato contro la persona”. E poi quella della giovane staffetta partigiana; e quella della denuncia di Lea, vittima di mafia, e il destino di sua figlia Denise, costretta a vivere sotto protezione. E il racconto di Silvia, insegnante di matematica e informatica, impegnata nei primi movimenti di liberazione omosessuale, prima donna italiana ad esporsi in prima persona, costretta lontano dall’insegnamento e finita in una casa di cura. 

Cara Marta vorrei dirti che oggi tutto questo è lontano, i tempi sono cambiati, che i pregiudizi sono finiti, l’omosessualità non è più un tabù che ci si può amare veramente ovunque, senza più nascondersi, vorrei proprio dirtelo ma non è così…

 E in mezzo a queste storie di donne che hanno lottato per far sentire la propria voce, che hanno cambiato la storia, c’è anche quella di Nina, che racconta della sua famiglia a Marta – figlia inesistente – perché quei fatti non vengano cancellati, e restino nella memoria, sapendo che qualcuno in futuro, possa ancora ascoltarli.

Applausi finali (ph M F)

Marco FIORAMANTI  Roma 28 Febbraio 2026