di Giulio de MARTINO
All’«Istituto Italiano per gli Studi Filosofici» di Napoli, sabato 15 novembre 2025, in due saloni gremiti di amici e di allievi, si è ricordata la vita e rievocata la personalità umana e artistica di Tullia Matania (Napoli, 19 agosto 1925 – 2 settembre 2025). Ci sono stati brevi e commossi interventi, intervallati da brani di Mozart e Ravel eseguiti al pianoforte.
Una vita, quella di Tullia Matania, lunga: vissuta tutta con l’immersione nel «continuum» degli affetti, delle passioni e delle arti. Una vita che ha attraversato le idee e i mutamenti del «secolo breve» e ne ha assimilato – trasfigurandoli creativamente – le delusioni e i sommovimenti.

La casa della pittrice Tullia Matania, in via Aniello Falcone, è stata – per la Napoli del secondo ‘900 – un luogo magico: sempre aperta agli artisti, agli amici e a iniziative culturali come: mostre, concerti, dibattiti. È stata una «casa d’artista» con dentro l’artista ancora viva e propositiva, una «casa archivio» e una «casa museo» in cui i ricercatori e i visitatori diventavano subito attori e protagonisti.

Del doppio ruolo di Tullia Matania: maestra e artista, testimone e geniale protagonista, ci dice il racconto della sua vita. Era nata nel 1925 a Villa Lucia, edificio neoclassico in stile pompeiano, situato a mezza costa sulla collina del Vomero, accanto al parco della villa Floridiana. Era cresciuta nell’alveo di una famiglia in cui le arti e la cultura erano protagoniste: figlia di Ugo Matania (Napoli, 1888 – 1979) pittore e celebre disegnatore del supplemento domenicale Il Mattino illustrato.
Ugo Matania, per parte sua, era il nipote di Edoardo Matania (Napoli, 1847 – 1927) e il cugino di Fortunino Matania (Napoli, 1881 – Londra, 1963). Erano stati entrambi celebri disegnatori e illustratori tra i due secoli. Edoardo fu disegnatore di copertine per l’editore Bideri e collaborò con L’illustrazione italiana. Per l’editore Treves, illustrò l’opera “Garibaldi e i suoi tempi” di Jessie White Mario (1884) e la “Storia del Risorgimento Italiano” di Francesco Bertolini (1889). Fortunino Matania, con il padre Edoardo, illustrò “La vita e il regno di Vittorio Emanuele II di Savoia primo re d’Italia” di Giuseppe Massari (1901) e lavorò a lungo a Londra.
Tullia era cugina di Clelia Matania (Londra, 18 settembre 1918 – Roma, 13 ottobre 1981), figlia di Fortunino, attrice di teatro e di cinema. Tra le relazioni familiari aurorali di Tullia, ricordiamo anche quella con Alberto Della Valle (Napoli, 3 aprile 1851 – 24 dicembre 1928) disegnatore e fotografo noto per essere stato uno dei principali illustratori dei romanzi di Emilio Salgari, la cui sorella Clelia Della Valle (n. 1853) aveva sposato Edoardo Matania.

Milano, 13-24 febbraio 1960, testo di Domenico Rea. ©Associazione Ugo Matania
La sua attività artistica iniziò come ballerina e come musicista, ma presto si appassionò al disegno e alla pittura. Iniziò nei primi anni ’40, ritraendo e familiari e gli amici e poi i soldati inglesi e americani di stanza a Napoli. Nel 1948 realizzò la scultura in bronzo “Il Fauno”. Seguirono alcune mostre a Milano, dove frequentò l’ambiente artistico della Galleria Jamaica. Strinse così amicizia con artisti come Gianni Dova e Roberto Crippa.
Negli anni ’50 partecipò alla VII Quadriennale Nazionale d’Arte al “Palazzo delle Esposizioni” di Roma (22 novembre 1955 – 30 aprile 1956). In quel periodo – nell’ambito dei lavori di risanamento del Rione Carità, devastato dai bombardamenti, eseguì alcuni pannelli monumentali sul fronte di un edificio sul tema del lavoro. Era pittura monumentale e figurativa che ritraeva ragazzi di Napoli, madri, operai.

Negli anni ’70 – fedele alla sua personalità di artista geniale e fantasiosa, ma sempre disponibile e affettuosa – Tullia Matania si immerse nel flusso della neo-avanguardia e diede forma al ciclo delle «Foglie» con inchiostri su tela. Elaborò anche la prima serie dei «Marmi» che fu esposta alla Galleria San Vidal di Venezia, al Sagittario di Milano e a Napoli, alla Galleria l’Incontro, utilizzando frammenti di lastre di marmo e scarti di cantiere recuperati.
Nel 1979, unendo i mestieri dell’arte con la missione dell’insegnamento delle arti, fondò l’«Associazione Ugo Matania. Libero Centro per le Arti Visive», con la quale organizzò mostre, premi, laboratori e corsi di disegno, pittura e scultura che si svolgevano nella sua casa-studio di Villa Belvedere.

Mai statica e sempre sensibile alle sfide del lavoro artistico, negli anni ’90 diede principio ad una nuova fase di ricerca in cui la manualità creativa intrecciava: disegno, pittura, collage, scultura, cucito in filo di rame e materiali semanticamente sempre nuovi. Creò alcune «Viae Crucis», due delle quali sono nella Casa dei Padri Gesuiti a Cappella Cangiani in Napoli.
Nel 1991 elaborò le installazioni multimediali di «Terra Arsa» collocate nella Sala Carlo V del “Maschio Angioino” di Napoli con testi recitati e pannelli figurativi di grandi dimensioni.

Una mostra di sculture intitolata «Victimae Mundi» fu allestita da Tullia a Napoli nella Chiesa di San Francesco delle Monache nel luglio 1994, in collaborazione con il Comune di Napoli, Italia Nostra e l’«Associazione Ugo Matania».
Nel dicembre 2002, Tullia Matania realizzò la scultura monumentale in ferro e filo di rame: “Kabul – reti d’ombra”, in esposizione presso la Biblioteca Nazionale di Napoli. Era l’espressione di quel linguaggio artistico spiritualmente elevato e polimaterico a cui si sarebbe dedicata negli anni successivi, ispirandosi alle tragedie belliche del Novecento.

Con un «Ordine del giorno», il Consiglio Comunale di Napoli si è impegnato a proseguire nell’opera «di ricordo e di valorizzazione» del lavoro artistico e della figura di Tullia Matania, intitolandole un luogo pubblico.

Una eguale attenzione andrebbe prestata alla casa in cui visse e lavorò: agli archivi e al museo che racchiude. Lì sono custoditi momenti importanti della vita di Napoli tra l’800 e la prima metà del ‘900, quando svolse un ruolo di primo piano nella trasformazione culturale e artistica italiana, nel passaggio dall’incisione alla fotografia, dall’illustrazione disegnata all‘immagine mass-mediale.
Giulio di MARTINO Napoli, 16 Novembre 2025
Riferimenti
https://www.matania.it/archivio-matania/
https://www.facebook.com/profile/100064877439420/search/?q=kabul
https://www.beniculturali.inaf.it/opac/musei/opere-d-arte/soccorso

