Mausoleo di Augusto, CURAA si oppone all’archiviazione: “Perché furono abbattuti 68 cipressi se il CNR ne indicava solo 10 da abbattere?”

di Silvana LAZZARINO

L’Associazione CURAA – Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e i suoi Abitanti – rende noto di aver presentato un Atto di Opposizione alla Richiesta di Archiviazione avanzata dalla Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta relativa all’abbattimento dei cipressi del cosiddetto “Bosco Sacro” del Mausoleo di Augusto.

Al centro della vicenda vi sono le valutazioni controverse sulle condizioni dei 78 cipressi presenti nell’area. Secondo la documentazione contenuta nel fascicolo, la relazione del CNR indicava l’abbattimento di soli 10 esemplari, riservando agli altri, interventi finalizzati alla loro conservazione.

CURAA evidenzia e contesta inoltre che la “Relazione tecnica” che avrebbe prospettato una valutazione diversa non risultava agli atti ufficiali e sembrerebbe priva dei requisiti per essere ritenuta un titolo valido. La circostanza, infine, per cui sarebbe apparsa in un secondo momento (ad abbattimenti avvenuti), presumibilmente in occasione dell’escussione di alcuni responsabili della Sovrintendenza Capitolina e della Soprintendenza Speciale, senza che ce ne fosse menzione nelle conferenze dei servizi ufficiali e nel testo ufficiale della relazione tecnica diffusa dal Comune di Roma, renderebbe i modi e le circostanze istruttorie ancora più opache.

“Un’indagine complessa su fatti che hanno destato l’indignazione di una grande moltitudine di cittadine e cittadini in tutto il mondo, non solo romani. La querelle ha varcato i confini patrii, occupando anche la stampa estera. Con fiducia e rispetto vogliamo che l’indagine prosegua perché riteniamo profilarsi ulteriori reati. Non dimentichiamo che grazie alla mobilitazione della società civile e poi delle istituzioni ci sono ancora 10 cipressi originali in piedi che secondo autorevoli pareri agli atti devono essere conservati, mentre peraltro i pochi e nuovi cipressi messi in «sostituzione» sono già visibilmente in sofferenza.” 

Queste le dichiarazioni dei due denuncianti, Jacopa Stinchelli, presidente Associazione CURAA, e Lorenzo Di Paola, testimoni oculari a conoscenza diretta di gravi e ulteriori fatti che ancora però non sono stati auditi dal PM.

L’Atto di Opposizione chiede che vengano chiariti l’origine, la data e il ruolo di tale relazione che ora costituirebbe la motivazione della richiesta d’archiviazione.  Ricostruire integralmente l’iter tecnico e amministrativo che portò all’abbattimento, e le eventuali omissioni, riteniamo sia un obiettivo di giustizia, oltre che di verità.

“Non chiediamo una verità precostituita – sottolinea CURAA – ma che tutte le carte vengano esaminate e messe a confronto prima dell’archiviazione. Quando una decisione irreversibile riguarda un bene di straordinario valore storico ed ecosistemico, ogni elemento tecnico deve essere verificato con la massima trasparenza”.

I cipressi, facevano parte della sistemazione monumentale progettata da Antonio Muñoz negli anni Trenta.

Mausoleo di Augusto; foto del 2017

Disegni e documenti testimoniano il ruolo fondamentale della componente arborea nel progetto, gli alberi erano una tutela conservativa e difensiva dello stesso monumento appena restaurato, dicono i denuncianti. «ora che la barriera dei cipressi non c’è più il rudere è più esposto a intemperie, agenti inquinanti e deleteri». Una comunicazione dell’architetto Muñoz del 29 luglio 1938 reca significativamente l’oggetto: “Mausoleo di Augusto. Piantagioni di cipressi”.

Mausoleo di Augusto; foto del 2026

La rilevanza storica della sistemazione arborea è inoltre documentata negli archivi. Ci risulta che i progetti originali di Antonio Muñoz sono conservati presso il Museo di Roma – Palazzo Braschi, Gabinetto Comunale delle Stampe (inv. M.R. 42.277 e M.R. 42.278), nei quali la componente vegetale dei cipressi è parte integrante delle precedenti ricostruzioni storiche e per questo rielaborate negli anni Trenta e quindi ormai storicizzate e quindi ritenute intoccabili.

Tutelare il Mausoleo, per CURAA significa proteggere non solo le sue strutture archeologiche, ma anche il paesaggio storico e la componente vegetale che, nel tempo, hanno contribuito a definirne l’integrità e a preservarne il valore. L’Associazione continuerà quindi a chiedere piena trasparenza e una ricostruzione completa dei fatti, affinché sia salvaguardato il paesaggio storico di Roma.

Silvana LAZZARINO,  Roma, 27 Settembre 2026