“Marble does not melt”, la sfida di Theodorico Napolitano (Milano, museo ADI – Design Museum, fino al 6 Aprile)

di Vania COLASANTI

Può il marmo, la più dura delle materie, sciogliersi come neve al sole? O meglio come un ghiacciolo che nella roccia si dissolve e allo stesso tempo resiste alle intemperie?

È la sfida visionaria e concreta più che mai dell’artista e architetto Theodorico Napolitano Gansen, in mostra con l’opera “Marble does not melt”, il marmo non si scioglie, al museo ADI – Design Museum del capoluogo lombardo, in piazza Compasso d’Oro 1 – fino al 6 aprile e inserita tra le iniziative dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.

Theodorico Napolitano Marble does not melt

C’era una volta un blocco di marmo, avrebbe detto Collodi. È l’incipit di questa favola artistica narrata dallo stesso autore che, dopo esperienze pittoriche e nel design, si cimenta ora con la scultura. Per l’esattezza con un marmo di Lasa, una delle pietre più dure, resistente al gelo e – il paradosso – persino al ghiaccio.

«Tutto nasce da un regalo preziosissimo, un blocco che mi è stato generosamente donato dalla mecenate Marta Maddalena Milgem, terza generazione dell’omonima ditta di famiglia: un’azienda storica, specializzata in marmi e graniti».

E così, davanti a quel masso proveniente da una cava di Bergamo, Theodorico Napolitano Gansen, 33 anni, si è messo in ascolto, ci ha dialogato. O meglio, ha dialogato con se stesso, con le sue radici. Nato sull’isola tiberina proprio nel giorno del Natale di Roma – ci tiene a precisare – e forte delle sue origini tedesche da parte della madre Stephanie e di quelle beneventane del padre Gabriele, l’artista ha dialogato con la memoria del nonno paterno Luigi, di cui in un sogno è riemersa tutta la fragilità e la consunzione fisica; con quella della nonna materna – la poetessa Christine Gansen che aveva dedicato un libro proprio alla neve – e della quale aveva ritrovato una lettera. La vita che si dissolve materialmente, ma che resta intatta nel ricordo:

«E da quegli stati d’animo è nato il ghiacciolo. Mentre quel marmo veniva lavorato, inaspettatamente e in modo quasi soprannaturale, è emersa una venatura scura. Una venatura che ha reso quell’opera ancora più reale, quasi giocosa, perfetta e in stretto collegamento con le olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 alle quali era destinata».

Un marmo che idealmente sa di liquirizia, di stracciatella, ma che si trasforma anche in un paradosso visivo, in una riflessione ironica e potente sul nostro tempo: rappresentare nella materia l’atto impossibile dello scioglimento, tra la durezza eterna della roccia e la fragilità dell’atto dello squaglio.

Un’immagine sospesa, che sovverte le leggi fisiche e apre a una narrazione che oscilla tra memoria personale e consapevolezza collettiva. Che rimanda a un interrogativo più che mai attuale: il nostro pianeta si sta sciogliendo? Una domanda che l’artista – rappresentato in Italia da Iconic Art System – non pretende di risolvere, ma che affida allo sguardo dello spettatore che si ritrova davanti un’immagine seducente e volutamente ambigua:

«La durezza del marmo si imbatte nell’inevitabile impotenza umana. Eppure, questa tragica impotenza, se indossa le venature di un bel marmo, se illuminata in modo appropriato – nel caso specifico con la collaborazione della Martinelli Luce – può risultare accattivante. Tutt’al più, divertente. Lo definirei un grido ironico alla consapevolezza dell’assurdo».

Con quei presupposti culturali e simbolici che si porta dentro, quell’opera è stata così inserita tra le iniziative dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, entrando a far parte del programma multidisciplinare, plurale e diffuso che anima l’Italia per promuovere i valori olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospita rispettivamente fino al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo ‘26.

L’opera è attualmente esposta al Museo ADI – Design Museum – uno dei luoghi simbolo del design e della cultura progettuale italiana. E poi, dove migrerà quell’opera gustosa?

«In ballo ci sono diverse opportunità che possono riguardare nuovamente il centro di Milano, il cuore di Roma e un luogo esclusivo con vista sull’incandescente Vesuvio. Quel ghiacciolo con tanto di stecco d’acciaio può assaporarsi in ogni situazione perché, sovvertendo le leggi della fisica e dell’immaginario, si scioglie ma non si squaglia».

Vania COLASANTI  Roma 15 Febbraio 2026