di Silvana LAZZARINO
L’esposizione “Cosmo Sallustio. Magia della Realtà” inaugura il 6 giugno 2026 alle ore 18.00 presso La Vaccheria (Via Giovanni L’Eltore quartiere Eur)

Tra visibile e invisibile nel superamento della realtà per restituirle nuova funzione in termini di ascolto evocativo, si inserisce l’opera di Cosmo Sallustio (Molfetta 1930-Roma 2010) artista di origini pugliesi ma romano d’adozione, che si muove in punta di piedi tra mondi paralleli: quelli appartenenti al tangibile e definiti reali, e quelli evanescenti propri dell’onirico, eppure riflessi oltre l’apparenza delle cose.
La sua capacità di restituire un’anima ad oggetti e aspetti del mondo circostante legato alla natura morta, così come a contesti e fatti ordinari dove non mancano figure umane in pose sceniche ben definite, lo colloca nel filone del realismo magico che guarda ad orizzonti atti a superare la realtà per onorarla attraverso immagini di grande coinvolgimento visivo ed emotivo con cui lasciare che affiorino universi interiori fatti di desideri e delusioni, sogni e nostalgie.
La realtà quotidiana diventa così un pretesto per dare spazio a quella dimensione parallela, sospesa fra mistero e poesia, dove tutto diventa possibile. Prendendo in considerazione la realtà riferita a luoghi come paesaggi e nature morte, egli attraverso un gioco di prestigio ne altera le proporzioni, i colori; così da cambiarne contorni e forme fino a renderle “fantastiche presenze” legate a sogni, e possibili visioni.

Spazio dunque alla fantasia, a quello che in apparenza non si vede, ma che abita la consistenza della materia tangibile.
Alla sua opera che apre a spazi impossibili entro i ritmi che sembrano ricordare le vibrazioni sottili e talora inafferrabili dell’inconscio per portare all’attenzione oggetti inanimati e raffigurazioni che sembrano avere vita propria, è dedicata la mostra “Cosmo Sallustio. Magia della Realtà”, a cura di Marco Nocca Professore di Storia dell’arte Antica e Museografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e di Monica Sallustio, che viene inaugurata il 6 giugno 2026 alle ore 18,00 presso la Vaccheria a Roma in Via Giovanni L’Eltore, 35.
Dopo il successo ottenuto a Bergamo nel 2024 presso la galleria Ceribelli in occasione del 25esimo anno del Festival di Cultura La Milanesiana, ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi, l’esposizione di Roma è un’occasione per far conoscere anche al grande pubblico questo artista la cui riscoperta si deve a Vittorio ed Elisabetta Sgarbi.

Presso La Vaccheria sono visibili al pubblico, una quarantina di opere – molte delle quali inedite ed esposte per la prima volta nella Capitale – tra olii, disegni, acquarelli, tecniche miste, chine e sculture in cartone e in metallo zincato, per scandire come l’opera di Cosmo Sallustio racconti “una realtà apparente” dove seppur tutto sembri descritto in modo vivido e dettagliato, alla fine resta irreale come “un’illusione poetica che inganna”. Accanto alla natur e al paesaggio, è la tematica religiosa espressa attraverso passi del Vangelo e parabole dove emerge la simbologia, ma anche sono presenti soggetti riferiti alla politica e all’attualità con il racconto di fatti di cronaca legati ad esempio agli anni Novanta del secolo scorso quali la Guera del Golfo espressa nell’olio su tavola: La guerra del Golfo del 1991. Sempre al conflitto in particolare al divario tra bene e male è legata l’opera Dall’Apocalisse di San Giovanni, e alla morte e distruzione fa riferimento nella tela che restituisce il dramma dell’11 settembre con l’attacco alle Torri dove viene in particolare descritto l’impatto con la prima Torre. Rappresentazioni che diventano profezia per gli anni a venire: come scrive il Professor Marco Nocca
“Il conflitto tra Occidente e Islam, con epicentro la distruzione delle Torri Gemelle di New York, è raccontato nell’immobilità metafisica dei personaggi, che osservano da Long Island l’accadere della tragedia a distanza […] Non c’è dramma né moto, in questi felici dipinti degli ultimi anni, ma un ordine geometrico, la contemplazione filosofica della realtà: nella stasi assoluta, magia da decifrare, teorema da risolvere”.
Le figure femminili sono fondamentali nei dipinti di Cosmo Sallustio: percepite e viste non solo quali muse “Ispiratrici” ma parte integrante della sua vita. A riguardo come scrive Valentina Ferranti
“Le donne presenti, mai assenti, irrompono nella scena. Sono le Muse della casa, le muse dell’anima d’ogni uomo che ascolta il femminile nella sua dirompente matrice ancestrale. […] La Musa è la prima creatura che compare nel fare artistico. È a lei che si chiede di narrare. Il poeta, il pittore è l’aedo che si lascia possedere. Divinità del metro artistico, del bello e dell’ordine connesse ad Apollo “.
Nelle mura domestiche il pittore trae quell’energia presente nei suoi lavori che trovano linfa nella sua casa. Come scrive Elisabetta Sgarbi:
“in Cosmo Sallustio l’energia artistica ha avuto il perimetro fisico delle mura domestiche” e poi “Non un atelier, ma una casa coabitata dalla sua amata e inquieta famiglia, tutta al femminile. […] Tra i giochi delle figlie, le loro intimità, i loro segreti, dovevano sbucare gli occhi di un dipinto, di uno schizzo, di una china”.

Aperta fino al 28 giugno 2026, l’esposizione ad ingresso libero, si avvale del patrocinio del Municipio IX Roma Eur di Roma Capitale in collaborazione con Aurorart. La cultura al centro, Main Sponsor Fondazione Elisabetta Sgarbi. All’inaugurazione del 6 giugno alle ore 18.00, intervengono: il Professor Marco Nocca, Valentina Ferranti Antropologa e Francesca Bozza Studiosa dell’artista. L’omaggio musicale è a cura del Coro Polifonico “Cantate Domino”.
Riportiamo le parole di Vittorio Sgarbi:
“L’ho guardato nei suoi quadri accompagnati da lunghe didascalie illustrative, e ho provato a collocarlo nel tempo e nello spazio: anni trenta? Anni quaranta? Anni cinquanta? No. Attivo nel Nord? A Roma? Nel Meridione? Mah. I riferimenti più plausibili sono maestri rari e indipendenti, come Cagnaccio di San Pietro, Ubaldo Oppi, Antonio Donghi, Riccardo Francalancia, Dyalma Stultus, Giannino Marchig, Cencio de Stefani, Dino Martens: sono artisti che io ho cercato nelle pieghe della storia e, probabilmente, in parte sconosciuti a Sallustio. Diversi tra loro, hanno in comune con lui la libertà di invenzione di soggetti fantastici, per composizione e disobbedienza. Sono tutti, in senso lato, realisti, ma di quel realismo magico che altera la realtà e li avvicina ad alcuni grandi, riconosciuti e distinti, maestri di quella che in Germania si chiama ‘Nuova oggettività’ (Neue Sachlichkeit), affine al movimento di ‘Valori plastici’”.
Ad accompagnare la mostra è il Catalogo pubblicato da Ceribelli Editore con all’interno testi di: Valentina Ferranti, Marco Nocca, Monica Sallustio, Elisabetta Sgarbi, Vittorio Sgarbi; schede tecniche di Francesca Bozza.
Silvana LAZZARINO Roma 31 Maggio 2026
“Cosmo Sallustio. Magia della Realtà”
a cura di Marco Nocca e Monica Sallustio
La Vaccheria, Via Giovanni L’Eltore, 35 Roma
Inaugurazione 6 giugno 2026 ore 18.00
Intervengono:
Marco Nocca, Professore di Storia dell’arte Antica e Museografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma
Valentina Ferranti, Antropologa
Francesca Bozza, Studiosa dell’artista
Orario: da martedì a giovedì ore 9.00 – 13.00; da venerdì a domenica ore 9.00 – 19.00 (chiuso lunedì)
Ingresso libero
dal 6 al 28 giugno 2026
Ingresso libero
Per informazioni: tel. +39 392 0923625
Sito Artista: https://sallustiocosmo.it
