“Madres de Plaza de Mayo”, il murales di Maupal a 50 anni dal golpe in Argentina.

di Carla GUIDI

A 50 anni dal golpe argentino, Mei (Genova) e Liceo Orazio (Roma) promuovono due giornate di incontri ed un grande Murales di Maupal in memoria delle “Madres de Plaza de Mayo”

1

                                      FOTO 2 e 3 – Murales finale di Maupal sulla parete frontale del Liceo Orazio di Roma

2

A cinquant’anni dal colpo di stato militare del 24 marzo 1976 in Argentina, il Mei di Genova ed il Liceo Orazio di Roma, promuovono due giornate di incontro e riflessione, a Roma e Genova, sul drammatico rapporto tra il nostro Paese e le Madres de Plaza de Mayo – emblema universale della lotta per la verità e la giustizia – che hanno trasformato il dolore in impegno civile nella memoria incancellabile dei loro figli “desaparecidos”.

In particolare il 24 marzo 2026 a Roma è stato intitolato alle “Madres”, per la prima volta in Italia, un plesso scolastico, quello del Liceo classico e linguistico Orazio. Nell’occasione è stato inaugurato il murale realizzato dallo street artist Maupal – noto al grande pubblico per le sue memorabili opere su papa Francesco – con il supporto tecnico di Caparol e di Mister Mac di Pio Macarra, a conclusione del percorso didattico “Los Pañuelos Blancos” che ha coinvolto gli studenti del Liceo in questo anno scolastico.

3

FOTO 4 e 5 – Alcuni momenti della pittura murale dell’artista nei giorni precedenti all’evento

Hanno partecipato all’evento, tra gli altri, la dirigente scolastica del liceo Orazio e promotrice dell’iniziativa Maria Grazia Lancellotti, insieme ai docenti e agli studenti, Fabio Porta, deputato eletto nella ripartizione America Meridionale, il dirigente dell’ufficio VI Danilo Vicca, l’assessora alle politiche scolastiche del Comune di Roma Claudia Pratelli, Paolo Marchionne, presidente del municipio Roma III, Paolo Masini presidente del Mei e Suor Geneviève, testimone della dittatura.

FOTO 6 – Foto di gruppo dei relatori
FOTO 7 – Suor Geneviève insieme alla dirigente scolastica del liceo Orazio e promotrice dell’iniziativa Maria Grazia Lancellotti

Invece il 25 marzo, a Genova presso il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana – Mei, si è tenuta una giornata articolata in tre momenti. Presente alla giornata il senatore Dario Franceschini, che durante il suo mandato da ministro della Cultura diede vita proprio al Mei. Hanno collaborato agli eventi le associazioni Abuelas de Plaza de Mayo, Madres de Plaza de Mayo – Linea Fun-dadera, Rete per l’identità, 24 Marzo onlus.

Ricordiamo che nella giornata del 24 marzo di quest’anno, organizzazioni per i diritti umani, gruppi politici, sindacati e movimenti sociali, hanno convocato una manifestazione nella Plaza de Mayo di Buenos Aires e nelle principali città del Paese per commemorare la ‘Giornata della Memoria, la Verità e la Giustizia’, con la partecipazione annuale delle Madri e delle Abuelas di Plaza de Mayo – che oggi portano ancora il fazzoletto bianco come simbolo di resistenza – e la lettura sul palco, allestito di fronte alla Casa Rosada, di un documento per rivendicare l’importanza della memoria e ribadire le richieste di verità e giustizia sui crimini della dittatura, oltre allo storico “Nunca Más” (Mai più).

https://pagineesteri.it/2026/03/24/america-latina/madri-e-nonne-ancora-in-plaza-de-mayo-a-50-anni-dal-golpe/

FOTO 8 – Particolare del Murales

 

FOTO 9 – Suor Geneviève, testimone della dittatura

Personalmente, poiché nel 1976 avevo 26 anni, ho vissuto quei tragici momenti che si inserivano in quella che fu definita la «febbre latino-americana» globale degli anni Settanta, poiché anche in Italia guardavamo con interesse e dolore ai movimenti emancipatori e guerriglieri di Cuba, dei Tupamaros dell’Uruguay o di Unidad popular in Cile, entrando nel mito (poiché solo quello ci rimaneva) dell’immagine del «Che» Guevara, dei dischi degli Inti-Illimani esuli dal Cile, del volto di Salvador Allende.

Però le “Madres de Plaza de Mayo” hanno resistito silenziosamente nel tempo, come solo le donne sanno fare, pretendendo giustizia, non solo delle morti tragiche di migliaia di ragazzi imprigionati, torturati ed uccisi, spesso gettati vivi nell’oceano dagli aerei dell’aeronautica argentina … Una scomparsa assurda, come se non fossero mai nati – “desaparecidos” ma non basta – rimangono i nipoti di queste madri, i figli degli scomparsi, adottati o rapiti dagli stessi aguzzini a volte, comunque inconsapevoli della loro origine.

FOTO 10 – Un gruppo di allievi della scuola

Adesso però a Roma, il plesso di via Isola Bella del liceo Orazio si chiamerà “Madres de Plaza de Mayo”, in memoria di quelle donne che non si arresero mai e continuarono e continuarono a riunirsi da allora ad oggi ogni giovedì, per chiedere i corpi dei loro figli e l’identità dei loro nipoti.

FOTO 11 – Un toccante intervento di Suor Geneviève

L’opera monumentale di Maupal, secondo il suo stile immaginifico ed emotivamente forte, ci mette di fronte alla realizzazione di un desiderio in un mondo “Altro”, nel quale ritornano in immagine i ragazzi sacrificati dalla crudeltà della tecnocrazia dittatoriale, volando giù dagli aerei però sorretti dolcemente da un delicato fazzoletto bianco, simbolo di quella resistenza vitale che ha dato energia e determinazione a quelle teste sempre più appesantite dal passare degli anni. A ricordare a tutti ciò che accadde tra il 1976 e il 1983, soprattutto a testimoniare che tutto ciò non è ancora un capitolo chiuso ma una ferita aperta che continua a dolere ed interrogare la società argentina, ricordiamo che si trattò di un vero genocidio, costruito attraverso un piano sistematico che mirava a rifondare il paese, distruggere le organizzazioni politiche e sindacali, disciplinare la società, ristrutturare l’economia e cancellare ogni progetto di emancipazione, mentre la macchina repressiva, tentacolare, faceva sparire circa 30.000 persone, migliaia incarcerate ed esiliate, centinaia di bambini sottratti alle loro famiglie ed affidati a militari o a settori complici del regime.

Infine bisognò ammettere che quelle donne, che la dittatura definiva “locas” (pazze) costituirono uno dei movimenti per i diritti umani più importanti al mondo ed il pañuelo bianco infine era diventato un simbolo globale, mentre la loro lotta “Memoria, Verdad y Justicia” contribuì a costruire un nuovo patto democratico.

FOTO 12 – MAUPAL (Mauro Pallotta)

MAUPAL (Mauro Pallotta), conosciuto ed amato a livello mondiale, è nato a Roma proprio a Borgo Pio, luogo elettivo, anche dopo l’infanzia e l’adolescenza, di un appassionato artista formatosi al Liceo Artistico A. Caravillani, sito in zona, ed all’Accademia delle Belle Arti in via di Ripetta.

Dopo la recente scomparsa di Papa Francesco, molti ormai l’hanno chiamato “il biografo del Papa” e ricordiamo che in memoria del Santo Padre (scomparso lunedì 21 aprile 2025) era stata aperta a Bologna, dal giorno delle esequie fino a venerdì 9 maggio, la mostra di sue dodici opere con le quali hai voluto rendere omaggio al Papa nel corso degli anni del suo pontificato. Titolo: “Francesco sulla strada“ per iniziativa della Fondazione per le Scienze Religiose.

Da rimarcare anche il continuo impegno sociale dello street artist con le scuole ma anche con le carceri, infatti dal 2011 organizza e partecipa a workshop con i detenuti nelle carceri italiane (Catanzaro, Padova, Milano, Napoli) dove lavora con persone di ogni età, minorenni o adulti, condannati per reati e crimini di ogni tipo, che diventano artisti per uno o più giorni, realizzando murales sotto la sua guida.

Per una generica indicazione di merito ci limitiamo in questa sede di segnalare che a scrivere su di lui sono stati il Wall Street Journal, USA Today, The New York Times, The Guardian, The Daily Mail, The Independent, The Sun, Times, Le Monde. Lequipe, Le Figaro, Le Parisienne; Der Spiegel, El Pais, El Mundo, O Globo e molti altri ancora. Nel 2016 la rinomata rivista newyorkese ARTNET ha inserito MAUPAL nella classifica dei trenta street artist più influenti al mondo.

Oggi MAUPAL collabora ad iniziative sulla Street Art sul piano nazionale ed internazionale e le sue opere sono presenti nelle gallerie e nelle fiere di tutto il mondo. Un approfondimento sulle sue opere si trova sul sito – https://www.maupal.net/

Carla GUIDI  Roma  29 Marzo 2026