di Marco FIORAMANTI
CLAUDIO MARRUCCI
Madonna licenziata – Due cuori e una capanna
Edizioni Croce 2025 – pp. 102, € 16,00
“TE PIACE ‘O PRESEPE?” (Eduardo)
– A 50 anni dall’omicidio di Pier Paolo Pasolini.
– A 10 anni dalla strage di Charlie Hebdo.
– In memoria di Charb, Cabu, Georges Wolinski, Tignous, Elisa Cayat, Bernard Maris, Mustapha Ourrad, Michel Renaud, Frédéric Boisseau, Ahmed Merabet, Franck Brinsolaro, Philippe Honoré.
– In memoria di Francesco Coniglio
Madonna Licenziata è un testo teatrale incentrato sulla preparazione di un presepio vivente da parte di una Compagnia teatrale.
I battibecchi continui e incessanti tra gli attori mi hanno ricordato lo spirito del film Prova d’orchestra di Federico Fellini. Allo stesso modo degli strumentisti che si ribellano al direttore, così gli attori marrucciani rivendicano con fierezza la propria importanza del loro ruolo basilare.
Nonostante i numerosi collegamenti del testo col farsi e disfarsi continuo dei problemi sociali pieni di contraddizioni, come la condizione dei lavoratori nel settore spettacolo o il clientelismo politico, io leggo dietro a queste liti interne un sottotesto farsesco e irriverente profondamente legato al diennea livornese, provocatorio e dissacrante del suo autore, che conosco bene. Scrive Guido Lomoro nella prefazione:
Il presepe è anche il riflesso di un mondo che sta a un punto di non ritorno (economicamente sul lastrico, in emergenza demografica e a rischio di una terza guerra mondiale). A questo si aggiunge il ruolo centrale delle nuove tecnologie che, causando una sovrappopolazione di contenuti a basso costo, hanno distrutto l’industria produttiva, compreso quella attoriale, ribaltando l’opposizione marxista tra lavoratori e padroni: in fondo sfruttati e sfruttatori, siamo tutti topi in una stessa mangiatoia che pare stia per franarci addosso.
Il linguaggio di quest’opera teatrale è quello tipico delle inflessioni dialettali che si ibridizzano poi con quelle del luogo dove si vive.
Ambientato a Roma e diviso in 8 quadri scenici, il copione comincia in un giorno qualsiasi, in esterna, con l’attacchinaggio di manifesti da parte di Tonina, donna sfrontata e caparbia di origini campane e Francesco, capocomico toscano. A loro si aggiungono Maria, calabrese incinta e Giuseppe, nei rispettivi ruoli ‘evangelici’. E poi, citati ma non presenti in scena, ‘Er Baffo’ (l’impresario, soprannominato “il dio dei bandi”), Mohamed (amuleto ‘para-pioggia’) e Peppino, figlio di Tonina.
L’intero apparato drammaturgico ruota su aneddoti e su divergenze sociali di vario tipo, una per tutte il razzismo sessista di Maria nei confronti del mussulmano Mohamed, sull’assurdità di fargli interpretare un angelo, e pure nero (ricordate Fausto Leali? ‘Pittore ti voglio parlare […] e di una cosa ti prego, pur se la Vergine è bianca, fammi un angelo negro…’).
Durante una serie di bisticci tra Tonina e Maria, quest’ultima, in un impeto d’ira lancia all’avversaria un sonoro ceffone, bestemmiando ‘se stessa’ in faccia al presepe vivente. Fa seguito lo sciopero di Maria e il conseguente licenziamento, ma un evento a sorpresa le restituirà il lavoro alle condizioni richieste. Susanna Schimperna, nella postfazione evidenzia quanto l’intera opera sia
praticamente uno spaccato del sistema culturale attuale. Esagerato? Nemmeno tanto. Divertente? Molto. Che fa riflettere? Ovvio.
Claudio Marrucci, poeta scrittore e traduttore, è romano di nascita ma livornese di origine (sua nonna aveva un banco di giocattoli al Mercato di Livorno), infatti nella copertina del libro è raffigurata la Madonna delle Grazie di Livorno, protettrice della Toscana. Le poesie di Marrucci sono state inserite nell’Antologia di Poesia Contemporanea Italiana, pubblicata nel 2025 dalla Phoenix Publishing di Nanchino, in Cina. Ha pubblicato diversi libri tra cui: il romanzo Ammettiamo che l’albero parli (Premio Città di Celano) e le raccolte poetiche Miles, e Soli d’Autunno e il libro di racconti Fantasme. Ha scritto drammaturgie per opere teatrali, spettacoli di teatro-danza e happening performativi, come Cécile Chaminade – La Giovane Mozart, ’Bout time, Soli d’Autunno e Fantasme. Insieme a Antonio Veneziani ha curato la rivista Ciclostile, a cui hanno collaborato tra gli altri Pedro Almodóvar, Gore Vidal e i premi Nobel Toni Morrison e Elie Wiesel.
Marco FIORAMANTI Roma 23 Novembre 2025
