di Claudia ZACCAGNINI
NATASCIA MARINELLI TORNA A VENEZIA CON LA MOSTRA PERSONALE “LUCE E OMBRA”
A distanza esatta di dieci anni dal suo esordio veneziano, Natascia Marinelli torna ad esporre in Palazzo delle Prigioni, presso il Circolo Artistico di Venezia, con un nuovo ciclo ideativo dal titolo “Luce e Ombra”, curato dalla storica e critica d’arte Claudia Zaccagnini.
Originaria di Città di Castello ma residente da molti anni nelle Marche, a Fano, sin dalla tenera età ha provato attrazione per il disegno e la creazione manipolativa. Dopo gli studi presso l’Istituto Statale d’Arte di Sansepolcro, in Toscana, ha affinato le sue competenze tecniche e la sensibilità visiva, sviluppando una particolare attenzione per l’equilibrio tra gesto e materia. Nel tempo, ha consolidato il suo cammino con la ricerca e la sperimentazione nell’ambito dell’Arte Informale Materica (Fig. 1).

Tale scelta operativa, nella quale la materia si allontana dalla forma cristallizzata di un’immagine ben definita e riconoscibile, la spinge a generare modelli di comunicazione e concetti che toccano la sfera personale dell’espressività, dell’irrazionalità e della spontaneità, rivelando lati del proprio inconscio.

La manipolazione della materia l’avvicina alle sperimentazioni di alcuni importanti artisti italiani del Novecento, quali Giuseppe Capogrossi, Emilio Vedova ma soprattutto quell’Alberto Burri, con il cui lavoro l’artista ha avuto una particolare consonanza spirituale e sulla cui forza espressiva ha avuto modo di meditare, tanto da incidere sulle sue scelte artistiche della maturità
A Venezia la Marinelli espone un gruppo di 11 dipinti, espressione del suo paesaggio interiore e realizzati su tela, in tecnica mista. Il Circolo Artistico di Venezia, grazie all’interesse del suo Presidente, Stefano Bellato, e del suo Direttore, Silvia Marsella, accoglie ed espone tale gruppo inedito di lavori, che viene presentato per la prima volta nella città lagunare.
Il tema attorno al quale ha lavorato l’artista, “Luce e Ombra”, è incentrato, da un punto di vista formale, sul contrasto che si genera tra la contrapposizione di opposti luministici e, per via estensiva, sui conflitti che caratterizzano l’animo umano (Fig. 3).

Personale vissuto, intensa passione, profonda introspezione si coagulano mettendo in scena nei suoi lavori pittorici, in parallelo all’uso di una materia diversificata per composizione, spessore e cromia, un continuo divenire, espressione vivifica dell’esistenza.
La sua riflessione è mediata dall’istintività del gesto manipolativo, dal pouring che goccia a goccia imprime alla sostanza l’energia di un serrato dialogo tra colori freddi e caldi. Essi si respingono per il contrasto tra l’intensità dei chiari, cristalli riflettenti di luce, e la profondità degli scuri, costellazioni del mistero profondo, ma, al contempo, si lambiscono, scivolando con le loro propaggini l’uno nell’altro, in una continua e affannosa ricerca di equilibrio (Fig. 4).

La personalità dell’artista si eviscera poco a poco tra le pieghe delle superfici increspate, nella sorprendente danza delle inaspettate sovrapposizioni, tra i meandri densi e vischiosi di una materia caotica, che imprigiona e quasi fagocita gli impalpabili fili di luce, attenuando la loro vibrazione vitale.
La pittrice ingaggia una strenua lotta che si consuma sulla tela per affermare il proprio essere, tra esplosioni di luce e dolorosi soffocamenti nell’ombra. Tensione e moto irrazionale si fronteggiano con una sottile bramosia di quiete e controllo (Fig. 5).

La massa cromatica si muove sulla tela con rinnovata energia e la mani dell’artista le imprimono un afflato vitale.
Le sapienti stesure prendono la forma del suo spirito manifestando, tra il gorgo dei rossi e dei blu profondissimi, l’incommensurabile ignoto che alberga nel suo essere. Positività e cadute repentine nelle tenebre dell’anima sono gli estremi tra cui si muove la riflessione della Marinelli. La gioia e il dolore convivono inestricabilmente legati.
È il mondo delle passioni: non vi è esperienza di vita che non li accolga entrambi (Fig. 6).

Con la sua poetica del colore e della forma, l’artista esplora la magia dell’esistenza, per scoprire il suo sé più nascosto e rivelare che nulla è così distante. Inferno e Paradiso, morte e vita, bianco e nero sono prepotentemente vincolati.
Con il suo lavoro artistico, Natascia Marinelli esplicita, mediante la forza della materia e dei pigmenti policromi, quel concetto di transizione – già noto nell’Antichità romana e personificato nelle fattezze del dio Giano – tra ciò che si è vissuto e ciò che verrà dal futuro, quella idea simbolica della ciclicità dell’esistenza e dei sentimenti nella quale dopo la notte viene sempre l’alba, dopo la morte c’è sempre una rinascita (Fig. 7).

Creazione e alto stato emotivo caratterizzano la dinamica produzione dell’artista che, tra lampi di luce e cesure d’ombra, mette a nudo, senza veli, la sua più intima essenza.
Osservando le opere di Natascia Marinelli, così intense e pregnanti, affiora nella mente una frase pronunciata da Pablo Picasso: «L’arte è una bugia che ci fa realizzare la verità». E la Marinelli, con l’affascinante artificio della forma e del colore, mette in scena la sua verità.
Claudia ZACCAGNINI, Roma 1 Marzo 2026
Natascia Marinelli
Luce e ombra
a cura di Claudia Zaccagnini
Arte di pittura informale – 11 opere in tecnica mista su tela
Circolo Artistico di Venezia. Palazzo delle Prigioni, Castello 4209, 30122 Venezia
dal 06 al 15 Marzo 2026, tutti i giorni dalle 10,30 alle 17,30
VERNISSAGE: 06 Marzo ore 18,30
ORGANIZZAZIONE: Circolo Artistico di Venezia
INFO: 39 041 521078; www.cicoloartisticodivenezia.it
