di Claudio STRINATI
Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l’Odissea di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo.
L’Odissea in effetti è forse l’opera d’arte che ha influenzato, almeno riguardo al mondo occidentale, il modo futuro fino ad oggi, in una maniera davvero potente. E il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l’ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l’Ulisse di James Joyce, che è proprio modellato sull‘Odissea in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
Invece una cosa notevole secondo me è il suo aggancio con la grande tradizione figurativa, antica e moderna. Faccio un esempio: all’inizio del film si vede il cavallo sulla spiaggia, ovviamente il famoso cavallo di Troia che dovrà essere portato in città;

ebbene sono rimasto folgorato, perchè mi è venuta in mente una immagine a me molto cara, ossia il grande capolavoro di Mimmo Paladino, intitolata la Montagna di sale; provate a vederela e paragonarla poi con l’immagine del film.

Non voglio con questo dire che Nolan abbia copiato l’immagine del cavallo da Mimmo Paladino però la suggestione visiva è la stessa, ed è mirabile sia pure in un contesto diverso.
Così pure la scena dei Lestrigoni, quando Ulisse sbarca sull’isola di Eea presidiata da questi terribili guerrieri, giganteschi, tutti catafratti di cui non si vede il volto, non si vede nulla se non questa corazza metafisica …

A me ha richiamato l’immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio Saturno che divora i suoi figli, capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c’è; occorre trovarla !


Insomma, cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
È questo il destino dei capolavori come l’Odissea: non appartengono al passato. Trovano sempre un nuovo modo per raccontare il presente.
Claudio STRINATI Roma 19 Luglio 2026
