“Le vicissitudini di Mattia Pascal sono il contrario della noia …”. Al Teatro Greco il capolavoro di Pirandello: una “Farsa trascendentale” retta sull’assurdo (fino al 23 Novembre, Via Ruggero Leoncavallo, 10)

di Marco FIORAMANTI

Roma, Teatro Greco

IL FU MATTIA PASCAL di Luigi Pirandello

Libero adattamento di Marco Tullio Giordana (regista) e Geppy Gleijeses (protagonista)

Con la partecipazione di Marilù Prati.

Fino al 23 novembre

In cerca della propria identità

Geppy Gleijeses (Mattia Pascal)

L’occasione fornitaci da Marco Tullio Giordana e Geppy Gleijeses nel riadattare, lasciando intatti sia lo scheletro che le dinamiche, il famoso romanzo scritto dall’autore girgentino nel 1904, ci porta a una nuova interessante interpretazione a partire dal ruolo del narratore. Non è più l’io narrante del protagonista, in prima persona, a raccontare ciò che accade in scena, ma questo ruolo viene traslato al personaggio di Don Eligio Pellegrinotto (un intenso e calibrato Totò Onnis), sacerdote, curatore della biblioteca di Boccamaza in cui lavora Mattia Pascal e destinatario del manoscritto delle sue memorie.

Nasce quindi da subito uno sdoppiamento narrativo che apre alle molteplici chiavi cicliche della storia consentendo ai vari personaggi di emergere, spesso in doppio ruolo, con eccellente autonomia nella articolazione dei dialoghi, spesso grotteschi, e con umoristici colpi di scena.

Marilù Prati (Silvia Caporale, la medium) ph Tommaso Le Pera

Le complicate vicissitudini del protagonista consentono al suo interprete, Geppy Gleijeses, di cogliere nei gesti e nelle pause di battuta di Mattia Pascal alias Adriano Meis, picchi di raffinata maestria. Marilù Prati, nel doppio ruolo delle opposte figure, quella della farsesca Vedova Pescatore, dalla voce acuta gracchiante, e quella della medium, l’elegante, distaccata, soffusa Silvia Caporale, conferisce straordinaria e centrale presenza nell’architettura drammaturgica dell’opera. Bravissimi tutti gli altri attori nei rispettivi ruoli: l’enigmatico Anselmo Paleari è Antonio Tallura, il doppio ruolo di Romilda e Pepita Pantogada è interpretato dall’elegante Roberta Lucca, Giada Lorusso è la sognante e irraggiungibile Adriana; due straordinari personaggi anche per Ciro Capano, Batta Malagna e Papiano; Salvatore Esposito è Pantogada, Teo Guarini è Pomino l’amico riservato di Mattia; Davide Montalbano e Francesca Iasi interpretano con grande efficacia rispettivamente Scipione e Oliva.

 

Maestoso – proprio nella sua semplicità ed efficacia – l’impianto scenografico ideato da Gianni Carluccio composto da due file di grandi teli neri, oscillanti, a fasce verticali sfalsati tra loro in cui gli attori entrano ed escono e su quali vengono proiettate immagini o filmati a ricostruire ambienti onirici e visionari sia interni che esterni.

Raffinatissimi i numerosi costumi di scena realizzati da Chiara Donato che rappresentano perfettamente l’epoca del romanzo. Le musiche originali di Andrea Rocca accompagnano con enfasi l’intera rappresentazione esaltandone i momenti chiave. Lunghi e prolungati gli applausi a fine rappresentazione per un lavoro elegante e pienamente riuscito nella sua articolata complessità.

Scrive Marco Tullio Giordana nelle sue note di regia:

[…] Nel romanzo seminale di Pirandello le vicissitudini di Mattia Pascal e del suo specchio Adriano Meis sono il contrario della noia: tanti sono i colpi di scena, e lo spazio/tempo dove si consumano in continue sovrapposizioni, da suggerire nella riduzione per la scena una chiave non realistica e indurre la macchina teatrale a mescolarsi col linguaggio parallelo del cinema, sviluppatosi anch’esso agli inizi del “secolo breve””.

Marco FIORAMANTI  13 Novembre 2025