“Le comiche di Sapò”. Gag, risate, comicità d’azione e di inciampo nelle scene di vita quotidiana di Daniele Isabella.

di Marco FIORAMANTI

Daniele Isabella

Le Comiche di Sapò. Racconti

La Caravella editrice pp 176, € 14,00

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RACCONTI BREVI IN BIANCO E NERO

Daniele Isabella c’incanta con il surreale mondo di Sapò che, leggero e fiabesco, racconta gli orrori del nostro quotidiano trasformandoli in poesia.

Flavio Sciolè (antiattore, regista, drammaturgo, performer)

Daniele Isabella

Daniele Isabella (Torino, 1981), insegnante di scuola primaria e videomaker, è autore di racconti e di romanzi brevi. Attraverso il suo personaggio, Sapò, mette in scena il dramma reale dell’esistenza, evidenziandone ogni possibile dettaglio.

Non mi sarei stupito se, in un immaginario salto nel tempo, l’autore si fosse trovato a dialogare con il Padre nei Sei personaggi, e Pirandello lo avesse inserito come settimo della famiglia, ben identificabile nel ruolo e nel comportamento dell’essere umano senza via d’uscita. È Isabella stesso, nelle sue interviste a fornirci le basi del patrimonio espressivo da cui ha tratto Sapò, il suo personaggio-maschera. L’ispirazione infatti attinge alla storia del cinema muto – da Charlie Chaplin e Buster Keaton al Monsieur Hulot di Jacques Tati – e a quella comicità fatta soprattutto della dinamica dei gesti, di atteggiamenti e di azione, a quel gesticolare con il corpo che ci riporta alle gesta “giullaresche” di Dario Fo e alle peripezie “accelerate” del ragionier Fantozzi.

Il genere rappresentato dall’autore è quello comico-satirico-grottesco. Io ritrovo inoltre in Sapò quell’insinuazione – alla Mr. Bean, senza quel cinismo vendicativo del personaggio alla guida della Mini “citron”- nel mondo dei paradossi, che scivola (proprio come fa l’attore Rowan Atkinson) improvvisamente nelle più im/probabili scene di vita quotidiana.

Dalla bandella di copertina apprendiamo che l’atmosfera del libro è quella a noi contemporanea, siamo nell’estate 2019, e che Sapò, personaggio strampalato, è un uomo di quasi mezza età, vive da solo in un quartiere residenziale di una metropoli del nord, di lavoro fa il traslocatore, ha la passione per la fotografia e si diletta di cucina, ascolta musica rock anni Cinquanta (porta il ciuffo alla Elvis), e ama Lisa, la sua musa, pur non ricambiato.

[…] “Sapò, ti cercavo! Sono in videochiamata con una persona importantissima. Domani è il tuo giorno d’ufficio, fai sempre mezza giornata il pomeriggio, ma dovresti comunque coordinarmi un super trasloco fuori città per l’intera giornata”.  – “Oh!” – “Ovviamente non puoi dirmi di no, sono il tuo capo e sai… in un momento ti licenzio e ti mando a fare in culo, chiaro? Ti ho chiamato solo per dirti che ci troviamo da noi alle otto in punto. A domani. Ciao, ciao…”
Era la voce di Tony, che insieme al suo gemello Pony era il proprietario della ditta di traslochi Tony&Pony. Sapò lavorava insieme a loro dalla fine degli anni Novanta, quando poco più che ventenne, ancora senza pancia, con i capelli sparati e i baffetti già un po’ grigi, era stato assunto dopo vari periodi di prova dal padre dei due gemelli, un certo Lori, un uomo buono, generoso e cinico. Uno che si era fatto da sé, tragicamente scomparso nella primavera del 2010, a causa di un infarto che lo aveva colto durante una notte brava passata in auto con un tizio di Toluca, Messico. Per l’occasione Lori si era travestito da Marylin Monroe, l’altro da Yeti. […]
L’autore con l’antiattore e regista sperimentale Flavio Sciolè alla libreria Feltrinelli di Pescara

La dimensione scenica che l’autore riesce a creare è sempre appassionante, così come la sua capacità di inserire e trasportare il lettore direttamente dentro a ogni storia, nel tentativo di trasmettergli e fargli comprendere la trasparente, forforale follia che lo circonda. È così che anch’io mi sono ritrovato un lunedì ore 7:12 sull’autobus numero 19, direzione periferia nord e, come Sapò, ho potuto non soltanto vivere, percepire  e inorridire davanti alla presenza del lezzo nauseabondo – e chiaramente individuabile – provenire da ciascuno dei passeggeri Non solo, ma ho potuto perfino gioire nel sollazzo delle analogie che Isabella trovava in alcuni di quegli odori:

il pannolone del Signor X, empito dei suoi freschi bisogni, richiamava a un dolce caldo infuso di camomilla aromatizzata al miele; l’alito dell’elegantissima Signorina Y era un omaggio alle antiche fognature romane.

La forza evocativa dei racconti di Daniele Isabella sta proprio nella sua capacità di meravigliarsi davanti a ognuna delle decine di situazioni che gli vengono offerte ogni giorno. Ed è proprio questa stimolante capacità attrattiva dell’autore a trasformare inizialmente le semplici gag nel ciclone Sapò, e mi riferisco a tutto quel mondo dello spettacolo che l’autore, grazie al suo personaggio, è riuscito a coinvolgere: le prefazioni di artisti teatrali e televisivi del genere comico del calibro di Maurizio Milani, Gianni Fantoni e Alessandro Ciacci; del critico cinematografico Enrico Giacovelli, nonché di uno dei massimi registi sperimentali, l’antiattore Flavio Sciolè. Perfino la copertina ha la forma di un autore di alto pregio, quella del disegnatore torinese Enrico Mazzone. Peccato solo per l’assenza dell’indice, essenziale rimando immediato ai racconti più esilaranti.

Marco FIORAMANTI  Roma 31 Agosto 2025