Latina – Palazzo della Provincia, Foyer Sala Cambellotti Massimo Palumbo, Architetto e Artista

di Marco FIORAMANTI

LA REDENZIONE DELL’ARTE CONTEMPORANEA

Disegni – Progetti – Installazioni

a cura di Fabio D’Achille                  Fino all’8 gennaio 2026 – Ingresso libero

“… NODI TERRITORIALI DI RICUCITURA”

Promossa dal MAD – Museo d’Arte Diffusa e curata da Fabio D’Achille con il supporto dell’Ente Provinciale si è inaugurata domenica 7 dicembre a Latina presso il Foyer Sala Cambellotti del Palazzo della Provincia la mostra/progetto: “Redenzione dell’arte contemporanea” di Massimo Palumbo. Architetto, artista, teorico, operatore culturale, Palumbo lancia uno sguardo costruttivo, attento e visionario sul territorio con l’idea di ricucire l’area identitaria del comprensorio pontino attraverso tredici interventi puntiformi, dislocati in aree diverse.

Foto 2 plastici

La mostra presenta una serie di schizzi, progetti in area urbana, bozzetti, interventi site-specific che stimolano l’attenzione del fruitore sul rapporto opera-paesaggio, su come le città, nel corso del tempo, hanno interagito e debbano interagire – attraverso i percorsi, le strade, le piazze – con la natura e il territorio nel rispetto dell’ambiente.

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Scrive Palumbo:

Lavorare sul paesaggio significa avere dimensione vasta del problema, significa dover e saper fare un lavoro di ricucitura tra ambiti diversi, inevitabilmente diversi, ma anche capire le stratificazioni e come leggere le continuità tra momenti e situazioni storiche differenti. Sicuramente un lavoro culturale, che vedrà cultori di storia locale e non, insieme ad antropologi, artisti, architetti e studiosi a lavorare come fosse un immenso scavo archeologico. La storia ci regala un asse portante di questo pensiero ed è la via Appia, la “Regina viarum” che attraversa da nord a sud, da Cisterna a Minturno, l’intera lingua di questa provincia che si affaccia sul Tirreno.

Arte, architettura e ambiente sono sempre stati i tratti pertinenti con i quali Massimo Palumbo è intervenuto in prima persona e ha inteso indagare dall’interno la fruizione pubblica ed estetica dello spazio urbano.

IL MAACK

Foto 7 Massimo Palumbo

Un’altra operazione interessante – nata da un progetto artistico-visionario – dell’architetto Palumbo è legata in ambito molisano a Casacalenda (CB), sua terra natale, quando nei primi anni Novanta del secolo scorso diede vita al Museo MAACK, acronimo di MUSEO all’APERTO d’ARTE CONTEMPORANEA KALENARTE con opere dislocate nell’intero territorio comunale. La sua idea, etica e poetica, di unire arte e architettura lungo strade, piazze, boschi ha trovato a Casacalenda (l’antica Kalene1) e nei territori circostanti la sua ragion d’essere. Nel 2021 è stato pubblicato un interessante volume dal titolo “LO SPAZIO, IL TEMPO, L’UTOPIA – maack caso studio” (Palladino editore), che l’autore considera la realizzazione di un’utopia.

Dalla quarta di copertina:

Il Maack a Casacalenda con l’Arte Contemporanea tra le pieghe di luoghi antichissimi è un caso studio, come detto da più osservatori. Occasione, questa, per rivendicare l’aver fatto parte, nello scenario italiano, delle esperienze che si sono situate ai margini, territoriali e disciplinari. Esperienze promotrici di un decentramento della cultura che ha visto nelle periferie e nella provincia italiana un’”alternativa” alle città sconvolte dalle crescite infinite dei non luoghi. Progetti da leggere e da considerare come “opportunità di riscatto”.
Foto 8 poeta di pietra

Il Maack, per i grandi meriti acquisiti negli anni sul territorio, il suo lungimirante e visionario progetto e la sua indiscutibile riuscita, si è guadagnato l’ammirazione dei visitatori e la stima degli addetti ai lavori e ha ottenuto nel 2020 il riconoscimento più prestigioso: il Premio Bruno Zevi, sezione ‘Comunicazione Architettonica’.

Foto 9 Efesto

Così Massimo Palumbo commenta questo grande evento:

 “Per noi Zevi è un mito oltre che un grande professore ai tempi dell’Università, questo Premio e questa iniziativa aiuteranno tutti a costruire quel mondo migliore nel quale le idee, la creatività, la cultura, le relazioni umane e la qualità della vita avranno più valore”.

Marco FIORAMANTI  Roma 14 Dicembre 2025

  1. L’antica “Kalene” viene menzionata per la prima volta da Polibio nelle sue “Storie”, in cui tratta della seconda guerra punica e di Annibale il Cartaginese che nel 217 a.C. pose il campo trincerato nei pressi di Gerione, antica rocca Frentana di cui esistono ancora i ruderi ad est di Casacalenda. Nel corso dei secoli il nome ha subito numerose variazioni: Kalene, Arx Kalene, Casamcalendam, Casamtelendam, Casa Arcalenda, Casal Calenda, Casal calende, Casacalenda.