L’associazione CURAA contesta il “bilancio arboreo di Roma Capitale”.

di Silvana LAZZARINO

“numeri senza riscontri verificabili”; l’associazione rincara sui pini ai Fori Imperiali, “eliminati con poca scienza e molto arbitrio”.

Il “Bilancio Arboreo di Roma Capitale” presentato dall’Assessore all’Ambiente e Rifiuti Sabrina Alfonsi, secondo l’associazione CURAA è irricevibile.

L’associazione di “Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e Abitanti” contesta l’assenza di dati verificabili e realmente trasparenti. Al centro della querelle i numeri degli alberi abbattuti e di quelli ripiantati, secondo l’associazione il conteggio senza possibilità di verifica sarebbe uno “stratagemma” dell’Assessorato per ottenere un bilancio arboreo positivo, ma solo sulla carta. Dall’insediamento della giunta Gualtieri Roma ha assistito a una manutenzione che molti esperti hanno definito “punitiva”, che ha privilegiato ruspe e motoseghe piuttosto che conservazione e cura.

Una foto sull’abbattimento degli alberi (ph credit curaa da comunicato stampa)

Nell’ultimo anno poi anche gli alberi considerati monumentali e ” intoccabili” di Roma sono stati eliminati senza appello: dai cipressi del “bosco sacro” del Mausoleo di Augusto, agli esemplari centenari delle paulonie di Piazza della Chiesa Nuova, al bosco dei lecci di Castel Sant’Angelo, i lecci di Viale Mazzini, i platani centenari alti e bellissimi del quartiere Prati, i platani di Testaccio e i filari storici del Lungotevre e il dimezzamneto dei pini ai Fori Imperiali.

 Solo alcuni esempi di una furia che non sta risparmiando gli alberi nemmeno in periodo di nidificazione. Un’emorragia arborea senza numeri pubblici che ora invece sono stati dichiarati. Secondo il Campidoglio gli alberi abbattuti negli ultimi quattro anni sarebbero 29.842, ma per CURAA il numero reale sarebbe molto più alto, stando ai dati forniti da ACOS nell’autunno del 2023 e ai report settimanali conteggiati da allora.

Passeggiata del Giancolo (maggio 2026)

La forte accelerazione degli abbattimenti negli ultimi due anni, in concomitanza con i cantieri finanziati dal PNRR e dopo la Deliberazione Capitolina n. 66 del 16 luglio 2024, che ha consentito il conferimento della legna alle biomasse, ha aperto nuovi scenari rispetto alle “spiegazioni” fornite di volta in volta dall’ amministrazione.

Le nuove ripiantagioni per compensare gli abbattuti, dichiarate pari a 67.640 sono “solo numeri”, poiché non risultano dichiarate né verificabili le percentuali di attecchimento, che sono state fallimentari in molti casi documentati non solo da CURAA ma anche da WWF, LIPU e Italia Nostra.

Senza citare il premio Nobel Moomaw secondo cui per compensare nell’immediato un grande albero ce n’è vorrebbero 3000 piccoli, le nuove piantine dichiarate dal Comune necessitano non solo di acqua e cure costanti nei primi tre anni, ma non potrebbero compensare i benefici eco-sistemici e il valore paesaggistico degli alberi maturi prima di 20 / 30 anni.

 CURAA evidenzia inoltre l’inaccessibilità della piattaforma GreenSpaces sul portale del Comune di Roma.  30.000 alberi abbattuti corrispondono a circa 6.000 tonnellate di ossigeno sottratte ai cittadini. CURAA richiama come attendibile il Rapporto 2024 di ACOS – Agenzia per il Controllo e la Qualità dei Servizi Pubblici Locali – che nel triennio della Giunta Gualtieri 2021-2023 registrava 19.106 abbattimenti contro appena 9.517 nuove messe a dimora con un saldo negativo di oltre 10.000 alberi. Tra i punti contestati da CURAA vi è anche il cosiddetto “modello Fori Imperiali”, che l’assessora Alfonsi ha dichiarato vorrebbe applicare ai circa 51.000 pini di Roma. Secondo CURAA, ai Fori Imperiali si sarebbe passati da circa 120 pini a poco più di 50 in tre anni. Dagli atti dei recenti abbattimenti risultano inoltre 9 pini abbattuti che avrebbero superato le “prove di trazione” con fattore di sicurezza 2.0 anziché 1.5, come riportato sulla tabella delle relazioni tecniche (in foto) con valutazioni di stabilità “buone” o “ottime”, risultando quindi strutturalmente stabili.

Così dichiara Jacopa Stinchelli Presidente CURAA:

La domanda cruciale è una sola: quale metodo si intende adottare per i 51.000 pini di Roma quello scientifico o quello arbitrario, come avvenuto ai Fori Imperiali? La tutela del patrimonio arboreo della Capitale non può trasformarsi in una manutenzione punitiva fondata sulla pinofobia o sugli abbattimenti preventivi.  I pini necessitano piuttosto di una tutela giuridica speciale. Roma rischia una perdita arborea, ambientale, climatica e sanitaria irreversibile, mentre i cittadini respirano sempre meno ossigeno, subiscono più inquinamento e temperature sempre più elevate con maggior rischi di malattie respiratorie e colpi di calore”.

Silvana LAZZARINO  Roma 10 Giugno 2026

Per informazioni: Jacopa Stinchelli Presidente CURAA soci.curaa@libero.it