di Silvana LAZZARINO
Per l’attualità delle tematiche affrontate da quella ecologica rivolta al rispetto per l’ambiente a quella sociale che affronta i motivi della libertà, del rispetto a livello individuale e collettivo, e allo stesso tempo per la grande sensibilità nel restituire le emozioni dell’uomo tra memoria e tempo presente, l’arte di Eugenia Serafini continua a destare sempre grande interesse da parte della critica e del pubblico. A conferma di questo è la mostra a lei dedicata che apre a Roma al Circolo degli Esteri della Farnesina, dal 12 dicembre 2025 al 24 gennaio 2026, dove sono esposte per l’occasione le sue immaginifiche “Mappe Stellari”: sculture di cartoncini dipinti e manipolati sì da creare forme simili ad ali di farfalla o ventagli che nascondono invece, secondo il linguaggio dell’artista, le segrete strade dell’Universo.
In questo contesto infatti colori e trame, tracce e segnali stellari si rincorrono nel gesto che ha dipinto con cromatismi vivaci le carte, piegandole e intersecandole, seguendo strutture di fertile inventiva: una innovazione totale nell’ambito della concezione scultorea contemporanea, che ben si pone alla testa di una nuova concezione nell’uso dei materiali che diventano segni/significanti in ogni loro particolare.

Originalità e bellezza sono tra le caratteristiche che subito colpiscono il fruitore, attratto da forme inaspettate, metamorfiche, perfino ingannevoli, come ingannevole può rivelarsi una traccia nel cielo. Eppure Serafini compone le sue carte dipinte senza esitazioni, dando loro forme in transizione dalla natura al cielo e oltre: un viaggio per cosmonauti affidati alle “MAPPE STELLARI”, inseguendo un sogno, perseguendo itinerari probabili, chissà!
Forse le forme che suggeriscono ali di farfalla nascondono nei colori e nei segnali costellazioni ignote e le pieghe che si aprono a ventaglio, invitano a scrutare strade stellari prima che il ventaglio stesso si richiuda, in un gioco artistico che Carlo Franza, curatore della mostra, così definisce:
“La sua dimensione sacrale e spirituale si è infittita di simboli, svelando la densità storica di ogni immagine, come se per una intuizione antica, avesse dato origine a una lettura del mondo e ai suoi alfabeti, tramite una riconciliazione tra «imago imaginata e imago imaginans.”. La sua arte è possibile definirla un «axis mundi» che ci indica le altezze del cielo e le profondità della terra.”
Speranza e desiderio di infinito pervade l’arte di Eugenia Serafini cui rimandano gli alberi, elementi centrali in riferimento alla natura, caratterizzati da colori accesi e spesso abitati da creature del cielo e del bosco, come anche gli astri e i pianeti con le loro luci diffuse nel cosmo, per volgere il pensiero al destino dell’umanità e al senso di questa esistenza da vivere come dono in cui riascoltare sé stessi, gli altri e le creature della Terra. Così nei suoi dipinti, nelle sue installazioni performative quali ad esempio “Nuvola” e “ Fossili di Petrolio nel Giardino InCantato” e “Domino- Dominio” dove si intrecciano fiori, voli di farfalle, ma anche oggetti che alludono ai danni causati all’ambiente, Eugenia Serafini racconta di sogni e speranze, di entusiasmi e affetti che l’uomo può recuperare e della sua necessità di ritrovare quel rapporto autentico con la natura da rispettare, ora più che mai in linea con quel pensiero prelogico che permette di agire senza sovrastrutture e condizionamenti.
E ancora a riguardo queste le parole della nota poetessa e organizzatrice di eventi Anna Manna:
”Eugenia è l’artista per eccellenza, è il tramite tra noi e il cielo, ci allaccia ai raggi della luna, ci farà galleggiare in una dimensione che non è sempre o soltanto sogno ma comunque è sempre qualcosa che supera la realtà. Eugenia dona le sue mani alla penna, al pennello, diventa tramite della parola, l’abbraccia, la cangia, la possiede e ce la dona ad ogni capoverso.”

Eugenia Serafini, è portatrice di un’arte totale tra gesto, copro, parola, atto creativo, a definire una nuova sinergia di emozioni coinvolgendo più sensi, ed è in questa prospettiva che ha dato vita a opere di grande suggestione come le Performances “Canti di cAnta stOrie”, Roma 2008 e l’installazione “Nuvola” portata a Roma fuori, presso l’ambiente dell’Eur sotto il Colosseo quadrato in cui si avverte un forte valore estetico ed esistenziale restituiti da una cascata di immagini realizzate su cartoni che scendono lungo la gradinata. Su queste tre “Nuvole” si possono vedere i cicli della natura, della vita a ricercare l’armonia attraverso la stessa natura poiché l’uomo da solo non riesce a trovarla, mentre la natura recupera sempre quell’equilibrio necessario per rinascere ogni volta.
“L’installazione ‘Nuvola’ rientra nel ciclo della natura come armonia. In essa l’Artista registra tutto un mondo in evoluzione dove, dal buio del nulla, scaturisce la forma, il colore e si arriva alla realtà esistenziale” queste le parole di Mirella Chiesa che prosegue “Sui circa 100 metri di cartone ondulato farfalle, libellule, delfini, nuvole si delineano con efficaci effetti cromatici…l’arcobaleno terminale tradisce l’utopica ricerca di armonia dell’Artista. L’installazione diventa elemento di riflessione e di rivolta alla società di oggi”.
La personale dell’artista Eugenia Serafini è curata dal prof. Carlo Franza nell’ambito del progetto “STORIE”, appositamente ideato per il Circolo Esteri del Ministero Affari Esteri di Roma nel quadro della Collezione Farnesina di Arte Contemporanea. Con “STORIE” (2024-2027) si porgono dodici mostre personali di dodici artisti contemporanei, taluni di chiara fama. L’esposizione curata dall’illustre Storico dell’Arte Contemporanea Prof. Carlo Franza, che firma anche il testo in catalogo dal titolo “Codice Naturale” riunisce questa volta una serie di opere degli artisti Eugenia Serafini, Julianos Kattinis, Marisa Settembrini,
“già apparsi agli occhi della critica italiana e internazionale come figure delle più interessanti e propositive dell’arte contemporanea, ed ancor oggi nella memoria di tutti ricordati come chiari e significanti interpreti”.
Artista multimediale internazionale, docente universitaria, poeta/performer e giornalista, Eugenia Serafini è nata a Tolfa, ridente borgo etrusco, e la sua vita, come la sua attività artistica, si svolge tra Roma, Tolfa e la Toscana. Direttore responsabile della rivista FOLIVM, Redattore associato della rivista Romena “Noul Literator”. Le sue rappresentazioni tra pittura, scultura, installazioni ambientali, performance sono come sospese tra visione ed emozione dove viene restituita l’immagine di una natura densa di solarità che contrasta con uno scenario grigio figlio di un progresso pronto a stemperare ogni colore costruendo giungle di cemento. Osservando i suoi dipinti si possono respirare profumi, ascoltare suoni e cogliere i colori di spazi aperti tra alberi, prati fioriti, farfalle, dove la vita prende nuova forma lasciando indietro paure e malinconie, almeno per quel tempo in cui si è immersi con lo sguardo in quelle rappresentazioni a cogliere il senso di infinito che dalla terra porta al cielo dal visibile all’invisibile. Accanto a tematiche che spaziano dalla natura all’ecologia, dagli affetti al sogno e alla fiaba, vi è l’aspetto legato al sociale e alla storia da cui emerge il bisogno di amare la vita mostrando coraggio per essere pronti a nuove prospettive in cui essere parte tutti di uno stesso universo, lasciando cadere sete di potere e dominio, odio e violenza.
Ama viaggiare e portare la sua arte a contatto con i popoli, confidando nella creatività come mezzo di comunicazione e conoscenza pacifica. Le sue opere e le installazioni/ambientazioni performative hanno portato una ventata di innovazione nell’ambito dell’espressione artistica contemporanea internazionale, che si è riversata anche nell’ambito della sua docenza all’Accademia di belle Arti di Carrara e all’Università della Calabria dove è stata chiamata per Chiara fama ad insegnare disegno ininterrottamente dall’A.A. 1999 all’A.A. 2013.
Allieva del grande Natalino Sapegno, si laurea in Lettere classiche con il massimo dei voti e frequenta la Scuola Nazionale di Archeologia di Roma, mentre l’amicizia profonda e le collaborazioni con Lawrence Ferlinghetti, Mario Verdone, Giorgio Di Genova e Carlo Franza, Duccio Trombadori la spingono alla ricerca e alla sperimentazione nelle arti visive. La poesia visuale e visiva e la creazione di video e storie animate sono incursioni frequenti nel suo lavoro.
Numerosi sono gli Stages e le mostre in Italia e all’estero da lei realizzate e le sue opere si trovano in collezioni, musei e archivi di diversi paesi quali: Francia, Germania, Egitto, Lituania, Norvegia, Romania, Ucraina, Uruguay, Argentina.
Numerosi e prestigiosi i premi e i riconoscimenti ricevuti durante la sua carriera tra cui vanno citati:
Premio Oscar Wilde per l’arte e la Letteratura 2025; Premio internazionale DivinamenteDonna per la Narrativa 2025, VerbumlandiArt, 2^ Ediz. , Senato della Repubblica, Roma; Premio Internazionale D’eccellenza Citta’ Del Galateo- Antonio Ferraris, 2024 XI Edizione, Milano; Premio Internazionale Menotti Art Festival Spoleto per la Letteratura 2024 alla raccolta “Il Preside che camminava sui rami di pino e I Racconti della Luna”, Roma 2019. Premio Menotti Art Festival Spoleto-Art in the City 2024, per la Mostra “Omaggio A Puccini: Madama Butterfly”;Premio Internazionale Spoleto Art Festival 2024 Alla Carriera Artistica Premium International Florence 12 Stelle per l’Arte 2024; Menzione Speciale Al XXXV Premio Letterario Camaiore -Francesco Belluomini 2023, per Il Poemetto “Canto Dell’effimero”, Roma 2022, ed. bilingue, italo-romena. E ancora il Premio IPLAC 2023 per l’Eccellenza, fuori concorso. Premio Biennale Internazionale per il Libro d’Artista e la Grafica 2022, Firenze; Premio “Veterana dell’Arte Internazionale” Premium International Florence Seven Stars nel 2021, il Premio Le Fondazioni dell’Unione Europea, Bruxelles nel giugno 2019.
In occasione del Centenario della Romania, il Riconoscimento del Centro Culturale Romeno Italiano di Roma, come Membro d’Onore e Messaggero della Cultura Romena in Italia, 2018;
Premio Le rosse pergamene del Nuovo Umanesimo: Silloge inedita-Poesia&Pittura,2018; senza dimenticare il Premio alla Carriera “Premium International Florence Seven Stars” Grand Prix Absolute 2017 consegnatole dal Professor Carlo Franza e il “Premio Artista dell’anno” al Premium International Florence Seven Stars Firenze 2016, la “Targa alla Carriera” dal Comune di Tolfa nel 2014, Premiata con il Leone d’Argento per la Creatività 2013 alla Biennale di Venezia; Riconoscimento della Segreteria di Stato Vaticana e Benedizione di Papa Francesco, 2013. Red carpet alla 66^ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, interprete nel film “POETI” di T. D’Angelo 2009; Lettera Del Consigliere Direttore Dell’ufficio Di Segreteria del Presidente della Repubblica Napolitano e della Signora Clio, Con Ringraziamento per Il dono della scultura “Farfalla leggera” 2009.
Della sua arte hanno trattato ampiamente critici e scrittori italiani e stranieri: da Mario Verdone a Carlo Franza, Vito Apuleo, Mirella Chiesa, Giorgio Di Genova, Fabia Baldi, Mihail Banciu, Leo Strozzieri, Chiara Strozzieri, Duccio Trombadori, Domenico Cara, Silvana Lazzarino, Anna Manna, Luigi Rendine, Maria Rizzi, Maurizio Vitiello.
Eugenia Serafini dirige la Collana di Libri d’Artista e di HAIGAI e la rivista FOLIVM dell’Artecom-onlus ed è tra i promotori del prestigioso “Premio ARTECOM-onlus” per la Cultura. Ricordiamo che la sua produzione teatrale, poetica, narrativa e performativa è vastissima; tradotta e pubblicata in arabo, inglese, francese, norvegese e rumeno. Vanno citate a riguardo: Piccola utopia; Frammenti per un ideale, Frosinone, 1995, tradotta e pubblicata in rumeno (Oglinda sufletului, Craiova, 2001); Les oiseaux, Roma, 1998; L’uccellino d’argento, Roma 2000; Canti di CantaStorie, Roma, 2008 sopra citata; Canto dell’effimero ebook, Roma, 2013 e la più recente edizione cartacea Artecom-onlus Roma, 2022 premiata con la Menzione Speciale al XXXV Premio Camaiore-Francesco Belluomini 2023.
Silvana LAZZARINO Roma 7 Dicembre 2025
Bibliografia essenziale

