redazione
Al via dal 5 al 9 novembre la 7^ edizione di Amart, la mostra dell’antiquariato organizzata dall’Associazione Antiquari Milanesi e Promo.Ter: l’evento si tiene nell’ormai consolidata location del Museo della Permanente di Milano.
Dopo il successo della mostra tenutasi a Roma con la mostra-mercato “Arte e Collezionismo a Roma” svoltasi dal 18 al 23 settembre 2025 a Palazzo Barberini, cui seguirĂ a giorni, dall’8 al 16 Novembre la 41^ edizione di Antiquaria Padova, e in attesa della prestigiosa Modena Antiquaria in programma nei primi mesi del 2026, sembra che l’antiquariato in Italia stia rialzando la testa dopo anni di difficoltĂ e crisi.
C’è da credere che il recente provvedimento concernente l’introduzione in Italia dell’aliquota IVA agevolata al 5% sull’acquisto di opere d’arte, oltre a rappresentare senza dubbio una novitĂ positiva dopo anni di  immobilismo e occasioni perse, abbia aperto finalmente una opportunitĂ per gli operatori del settore, collezionisti compresi, per far fronte alla concorrenza degli operatori stranieri, in ragione del riconoscimento del valore economico – oltre che culturale – dell’arte e del suo mercato.
In questo senso l’evento che si apre a Milano sarĂ una vera cartina di tornasole, dal momento che trasformerĂ il capoluogo lombardo nel crocevia della storia dell’arte, dall’antichitĂ fino ai giorni nostri, mettendo in mostra opere di ogni epoca, dai dipinti degli Antichi Maestri fino a pezzi unici di design. 61 espositori sia italiani che internazionali, tra cui 13 nuovi partecipanti, porteranno ad AMART il meglio delle loro offerte antiquarie: ogni stand rappresenterĂ un piccolo universo di bellezza, frutto dell’esperienza dei galleristi e della qualitĂ della loro selezione.
Dipinti, sculture, mobili, preziosi, argenti, tappeti e molti altri oggetti di altissimo pregio saranno presenti negli stand di galleristi con una offerta che -secondo quanto afferma il Presidente dell’Associazione Antiquari milanesi, Michele Subert–
“rende mertito alla grandezza dell’arte e alla professionalitĂ degli antiquari stessi, divulgatori di una profonda tradizione culturale”,
la stessa tradizione, va aggiunto, che rende unico e ineguagliabile il patrimonio culturale del nostro paese.
Tra i galleristi presenti segnaliamo alcuni tra quelli ‘storici’, come Lampronti, Altomani, Orsi, Tornabuoni, Piva, Giamblanco, lo stesso Subert; ma una breve quanto significativa rassegna di quanto collezionisti e semplici curiosi avranno modo di osservare e valutare ci porta a segnalare la Galleria milanese Ars Antiqua di Federico e Francesco Bulgarini che festeggia i 25 anni di attivitĂ . Si deve proprio a Federico Bulgarini l’idea perchè anche Milano avesse una sua fiera antiquaria di alto livello. La Galleria presenta tra le altre cose un capolavoro di Carlo Arienti, raffigurante “Un episodio della Congiura dei Pazzi” corredato da scheda critica del prof. Ferdinando Mazzocca, il piĂą qualificato esperto di arte tra neoclassicismo e Ottocento.

Provenienza: Collezioni del conte Alfonso Porro Schiaffinati, Villa S. Albino Monza Sui due lati verticali del telaio la cimasa di carta reca le seguenti vecchie scritte abrase: “Dipinto da […] Milanese […]” e “ProprietĂ […]”. Scheda critica del Prof. Fernando Mazzocca.
Com’è noto Carlo Arienti fu tra gli artisti della sua epoca un protagonista del Romanticismo storico e non a caso questo dipinto ne è una testimonianza. Si collega in questo con l’altro grande protagonista di questo peri0do, Francesco Hayez.
All’artista veneziano/milanese dedica la sua esposizione la Galleria W. Apolloni, con una mostra di grande rilievo storico artistico e filologico approntata precisamente sulla figura e sull’opera di Francesco Hayez, con cinque quadri, tra cui la impressionante tela raffigurante la “Testa del Conte di Carmagnola” e due disegni, fortunosamente ritrovati per l’occasione, come ha dichiarato il titolare Marco Fabio Apolloni al Corriere della Sera.

Il dipinto può effettivamente essere considerato una metafora della contemporaneitĂ , se si considera come gli anni della sua realizzazione fossero proprio quelli dello sviluppo dei primi moti risorgimentali, di “un’epoca di patrioti e carbonari votati alla causa nazionale”, allorquando, come scrive ancora il Corriere della Sera in un articolo dedicato all’evento:


