“La vita è un mozzico …” L’improvvisa scomparsa di Pericle Guaglianone, una mente che sapeva capire e raccontare l’arte, nel ricordo di Barbara Martusciello

di Barbara MARTUSCIELLO

Mi è stato chiesto un ricordo di Pericle Guaglianone, amico e collega di lunga data ed è per me difficile raccontarlo senza provare la sensazione dell’errore di un uso di verbi al passato e che purtroppo errore non è.

Pericle è stato un conoscitore e fruitore dell’Arte contemporanea, settore in cui lavorava magnificamente scrivendo articoli e testi critici, divulgandola in speeches, seguendo e consigliando gli artisti.

Era facile incontrarlo negli studi degli artisti, oltre che agli opening della vita artistica romana, e spesso ti segnalava questa o quel talento.

Aveva l’aplomb e gli outfit di un eterno, credibile ragazzo di 54 anni, con quell’espressione un po’ così di uno nato e cresciuto a Roma e una sua aria scanzonata e svagata, ma solo all’apparenza, perché invece guardava e carpiva ogni dettaglio che usava per riassumere il senso di ogni mostra, ogni opera di cui raccontava. Scriveva in modo originale con uno stile tagliente tutto suo, essenziale ma giungendo a una completezza che si leggeva d’un fiato. Intelligente e gentile nei modi, lo era anche nell’esercizio della critica: erano noti i suoi lapidari giudizi che diventavano subito aforismi. L’ironia e l’autoironia contraddistinguevano i suoi comportamenti e tutto il suo fare.

Aveva una vita privata lavorativa non esibita – era da anni agente della Polizia Stradale in servizio presso il Dipartimento Lazio Umbria – evidentemente perché non lo rappresentava del tutto, poiché Pericle Guaglianone era votato alla cultura e all’arte. Lettore forte, conoscitore anche di musica e cinema, di cui si cibava quotidianamente, ammiratore di auto d’epoca, eccelleva anche in cartografia e in meteorologia, tanto da aver tenuto, su questo, una geniale rubrica per un po’ su “Artribune”, dove pubblicava regolarmente articoli recensivi e di riflessione teorica, Pericle c’era sempre, anche se poi ti giravi e – pouf! – era sparito all’improvviso, perso accanto a una nuova corteggiata/corteggiatrice che intravedevi ma non ti presentava che raramente. Ma potevi non volergli bene?!

Ci siamo conosciuti nel lontano 1997 (o ’98) in una vacanza a Ponza con un gruppo affiatato: dieci giorni o poco più restati per tutti memorabili. Quella informale familiarità nata al mare è restata tra noi e le nostre frequentazioni, pur non quotidiane ma genuine, sincere, erano caratterizzate da profondità intellettuali ma anche da grandi risate; insomma, mostre, biblioteche, vernissage e musei e pure tante birrette e molti spritzini (“rigorosamente con l’oliva, con l’oliva, capito??!). Come ho avuto modo di dire e scrivere altrove, io dispensavo spesso consigli – richiesti – a Pericle, e una ripetuta raccomandazione di decidersi a “mettere la testa a posto”: a questa rispondeva ogni volta, e guasconamente, con un “ma del doman non c’è certezza!!” che alla luce della sua morte pare un macigno di premonizione incredibile e terribile.

Perché Pericle se ne è andato improvvisamente e precocemente: in un giorno della settimana ozioso, quindi preferito, la domenica, in questo 12 luglio della sua stagione preferita da sempre e in un luogo adorato, il mare (stavolta quello di Torvaianica, Roma) dove ha avuto un istantaneo malore.  Avevi ragione tu: “la vita è un mozzico” e a noi tu mancherai davvero tanto.

Barbara MARTUSCIELLO  Roma 14 Luglio 2026