“La” storia che cambiò la Storia. Successo al Teatro Marconi per “Il Quarto Geografo” ( v.le G. Marconi, 698e)

di Marco FIORAMANTI

Roma, Teatro Marconi

Il Quarto Geografo

di Domenico Matteucci

con Felice Della Corte, Roberto D’Alessandro, Dario Panichi, Francesca Faccini, Riccardo Musto, Andrea Meloni, Emilio Francesco Russo.

Regia Felice Della Corte

UN POPOLO DI SANTI, POETI, NAVIGATORI…

Incipit, voce fuori campo:

Alcuni anni fa in Portogallo un contadino dissodando il suo campo andò a sbattere su un vecchio bianco di pietre e trovò una cassetta contenente 87 fogli datati 1506, una specie di diario o meglio un racconto dal quale una vicenda che ha che fare con Cristoforo Colombo. Questa vicenda comincia nel 1484, otto anni prima della scoperta dell’America.
Cristoforo Colombo al cospetto di re João II e della commissione di geografi

C’era una volta un re…

Così cominciano le favole, ma questa non è una favola, è proprio una storia, anzi è “la” storia che cambiò la Storia. È il 1492, anno spartiacque tra Medioevo ed Età Moderna. Il re è quello del Portogallo, João II, il quale nomina una commissione di geografi che hanno dato parere negativo al progetto di Cristoforo Colombo di voler raggiungere le Indie navigando verso Occidente. La storia ci viene raccontata, con grande efficacia scenografica, attraverso il diario di Pedro Mendoza (Felice Della Corte), allievo del maestro Bernardo de Almaviva (Roberto D’Alessandro), il più famoso geografo del suo tempo.

Lo scontro, nella drammaturgia dello spettacolo, è tra Maestro Bernardo e Cristoforo Colombo (Dario Panichi). Il primo che sa solo di libri, di calcoli e di teoria, il secondo è invece uomo d’esperienza e di conoscenza diretta. La questione non era certo quello di far accettare che la terra fosse rotonda, come spesso si legge nei libri di scuola, già lo sapevano tutti: il principale Trattato di astronomia in uso nelle università medievali si intitolava la Sphaera. Il problema erano le dimensioni della Terra e quindi la durata del viaggio attraverso l’Oceano.

Paolo dal Pozzo Toscanelli, famoso cartografo, era convinto che la Terra fosse molto più piccola delle dimensioni generalmente accettate o che il continente antico, fosse più esteso tanto da rendere fattibile la traversata dell’Oceano per raggiungere le Indie navigando verso occidente.

Pedro Mendoza
Maestro Bernardo de Altavilla e il suo allievo Pedro Mendoza

Colombo si basò su questa teoria, che si rivelò errata.

Sperava comunque di scoprire nuove terre, ma lo scopo ultimo era di arrivare in Asia. Aveva calcolato che per arrivare dalle Canarie al Giappone ci fossero circa 3.000 miglia marine (in realtà sono 22.000, ndr). Fu salvato dal fatto che a meno di metà strada andò a sbattere nell’America ma gli esperti avevano ragione a bocciargli il progetto. Sappiamo che Colombo trovò finanziamenti grazie alla corte di Spagna per proseguire la grande impresa e la furia di re João II causò la disperata fine del maestro Bernardo.

In tutti i testi si dice che in Portogallo la commissione convocata per il progetto di Colombo fosse composta da tre grandissimi scienziati, tre geografi, o meglio, tre cosmografi di grande sapienza. Tre e non quattro. Non compare il maestro Bernardo de Almaviva che pure in quella commissione era per così dire il presidente.

C’era dunque nella commissione un quarto geografo del quale si è persa la memoria.

La consapevolezza scientifica dei dati degli esperti, legati a osservazioni e prove empiriche – portatori quindi di verità – nulla ha potuto stavolta davanti alla volontà e alla convinzione dell’esperire, comunque vada, e che spinge l’essere umano oltre i confini della comprensione.

Gli attori insieme all’autore e alle maestranze salutano il pubblico a fine spettacolo

Tutti bravi gli attori, splendidi i costumi dell’epoca di Lucia Mirabile. Il testo di Domenico Matteucci è stato vincitore della VI edizione del Premio Cendic di Drammaturgia.

Marco FIORAMANTI  Roma 12 Ottobre 2025