La fiera della vanità: alla “Nuvola” in mostra la “Non Art” ovvero il fascino dell’insignificanza e del vuoto nel contemporaneo.

di Franco LUCCICHENTI

A quanto pare, alla fiera di arte contemporanea alla NUVOLA tra le altre opere sono state esposte numerose “INSTALLAZIONI”.   Ovviamente l’argomento “installazioni” è dibattuto da studiosi e critici da molto tempo. Mi permetto qualche breve riflessione, che richiamano alla mente la visione del film The Square di Ruben Ostlund.

Parte della storia si incentra sull’idea di un artista di individuare su una piazza un luogo quadrato delimitato da un perimetro luminoso entro il quale le relazioni interpersonali si idealizzano. Emergono dal film considerazioni interessanti e divertenti su certa arte contemporanea. In seguito sono tornato su alcune mie brevi considerazioni. Ovviamente l’argomento è dibattuto da studiosi e critici da molto tempo.

Parto da due archetipi:  l’ orinatoio di Duchamp  e la merda di artista di Manzoni.

Queste opere e tantissime altre che chiamerei “presentazioni” o “cose” non appartengono  evidentemente al territorio che viene esplorato da millenni dagli artisti per fare arte.

La tipologia di ricerca quasi sempre non è motivata per sostanziare nella materia bellezza, mistero, illuminazioni, emozioni estetiche. Infatti per assumere significato l’opera di questo tipo ha bisogno  sempre di almeno un paio di pagine di considerazioni socio culturali senza le quali rimane muta, sorda, addormentata.

Direi che cerca il risultato non nella sostanza e nella forma  delle “cose”, ma nella loro apparente insignificanza. Operazione alchemica all’inverso. Un mondo che si esprime spesso con umorismo, disperazione e impotenza e forse questo è il messaggio segreto che queste “presentazioni” custodiscono gelosamente. L’ insignificanza ha lo stesso fascino del vuoto che come tale attende di essere riempito, illuminato o custodisce come direbbe un fisico quantistico una forma di energia nascosta.

Forse non accadrà mai e la NON ARTE rimarrà per sempre vuota e senza forma. Radice sottesa di qualcosa che ancora non è. Ritengo corretto chiamare questo tipo di attività NON ARTE o NON ART. La definizione di NON ART è semplice: tutta la produzione di artisti che nell ’insignificanza formale dell’apparire (del loro lavoro) cercano l’essere .

Franco LUCCICHENTI     Roma novembre 2021