La mostra “Marina Ortona, Ceramiche & Sculture” spiegata opera per opera – LAMPADA OTTAGONALE

Marina Ortona 11-09-2026

Lampada ottagonale

Il design è lavoro da ingegneri e forse proprio per questo mi attira: perché non ho studiato ingegneria, ma probabilmente mi sarebbe piaciuto. Un’altra sfida da accettare.
Ho creato molte lampade con l’idea di farne qualcosa di unico. Le forme sono semplici: parallelepipedi di diverse misure, a base triangolare, quadrata o rettangolare. La base ottagonale scelta per questo lavoro ha complicato tutto perché l’angolazione delle varie facce e il loro spessore hanno cambiato le misure interne dell’oggetto. I tagli dell’argilla non erano facili: non dovevo tagliare un semplice foglio di carta, bensì delle lastre di argilla spesse che poi avrei dovuto assemblare. Bisogna pensare in tre dimensioni e non è semplice.
La forza di gravità che fa spiombare qualsiasi cosa, poi, non aiuta. In più è necessario calcolare la perfetta centratura, la corrispondenza perpendicolare tra il buco superiore e quello inferiore, per poter inserire, poi, un’asta di bronzo, di metallo, o di ottone che possa sostenere il portalampada.
Sembra ovvio, ma ovvio per me non è, è anche considerare che ci sia un buco alla base inferiore, dietro, attraverso il quale far passare il filo elettrico di alimentazione della lampadina. La lampada non doveva essere in bilico perché il filo passava sotto. Tutto questo calcolare mi affascinava enormemente.
La ricerca degli smalti ad alta temperatura, che ha segnato diversi mesi di lavoro, ha avuto i suoi frutti in questo verde misto a “blue jeans”. Gli spigoli hanno catturato un colore nerastro e, qua e là, sulla superficie, ci sono macchie più chiare, non definite, che rendono lo smalto mosso.
Questa colorazione particolare l’ho provata su argille di colorazione diversa. Qui ho usato un gres rosso ad alta temperatura pieno di ferro che ha scurito il colore iniziale. Lo smalto si è fuso con il corpo argilloso, scurendo anche lo stesso gres.
La cottura finale è arrivata a 1260°C.

Non so se considerare questa una base di una lampada. Trovo che abbia una sua autonoma presenza, a prescindere dalla sua funzione.