redazione
Eugenio Moretti Larese (Venezia, 1823 – 1874)
La morte di Dante Disegno, cm 92 x 69.

Si tratta con evidenza del disegno preparatorio per il dipinto, di analogo soggetto, eseguito dall’artista veneziano Eugenio Moretti Larese, ed attualmente conservato al Museo Civico di Treviso.
Formatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, frequentandone i corsi di pittura, figura e paesaggio al tempo tenuti da Lipparini, Grigoletti e Bagnara, egli fu ben presto attivo, come artista indipendente, sia a Venezia (partecipando, fra l’altro agli annuali concorsi della stessa Accademia), sia a Treviso. Fu abile ritrattista e rinomato frescante, a tal punto da essere celebrato dalla critica contemporanea come un novello Veronese (affreschi dei palazzi Bragadin e Giovannelli a Venezia, di villa Grassi-Tornielli a Zerman di Mogliano Veneto, di palazzo Lugo Vinati a Bassano del Grappa, ecc.).
Nel Trevigiano, in particolare, tenne stretti rapporti di lavoro con il facoltoso industriale tessile friulano Sante Giacomelli, che, nel 1850, aveva acquistato villa Barbaro a Maser, affidando a Moretti Larese ed allo Zanotti il compito di restaurare e rinnovarne gli interni. Lo stesso anno e nello stesso luogo il nostro artista realizzò gli affreschi che raffiguravano la famiglia del committente, poi rimossi, quasi un secolo dopo, nel 1940, per recuperare i sottostanti dipinti cinquecenteschi.
Per lo stesso Giacomelli, fra il 1852 ed il 1854, Moretti Larese eseguì la tela (127 x 185) raffigurante La morte di Dante, un momento poco rappresentato nella tradizione iconografica relativa all’Alighieri. Tale soggetto, che vede il poeta, sul letto, assistito da religiosi ed amici, nell’atto di dettare le sue ultime volontà, sarà poi replicato a fresco, dallo stesso artista, una decina di anni dopo, nel Museo Civico di Torino, in una lunetta sulla sinistra dello scalone d’ingresso.

Quando, nel 1875, Sante Giacomelli donò la sua collezione al Museo di Treviso anche il dipinto con La morte di Dante entrò a far parte della nuova ed attuale collocazione, mentre il disegno in oggetto tenne altra strada. Ce lo testimonia la scritta ottocentesca chiaramente leggibile in basso a sinistra dello stesso:
“Questo cartone mi fu dato / dall’amico Prof. Eugenio Larese Moretti;/ io lo consegno e dono al mio vecchio / e stracarissimo amico Nane Soletti perché / lo tenga per mia memoria Ant. Pavan / Treviso, Ottobre 1883”.

Sappiamo che Moretti Larese fu spesso ospite, nei suoi soggiorni trevigiani, di Antonio Pavan, al quale, nel 1864, fece pure un Ritratto, anche questo attualmente conservato presso il Museo di Treviso.
Bibliografia: Inedito
