L’80^ Stagione Lirica dello Sperimentale di Spoleto è partita con un applaudita edizione di Dido and Aeneas di Purcell.

di Claudio LISTANTI

È partita lo scorso 7 agosto l’edizione 2026 del Festival del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto che quest’anno raggiunge il ragguardevole traguardo del 80 anni.

I responsabili della programmazione, il direttore artistico Enrico Giurardi e il presidente dell’istituzione Roberto Calai hanno predisposto un cartellone con appuntamenti di grande interesse che accrescono la valenza artistica di una manifestazione che ha saputo vincere la sfida del tempo.

Come da tradizione lo Sperimentale punta anche quest’anno su quattro pilasti: una esecuzione dedicata al 6-700 musicale, una all’opera contemporanea, un agli anni ’50 della nostra tradizione lirica e uno spettacolo dedicato ad opere di grande repertorio. Ad essi si aggiunge un quinto pilastro quello del lied e del canto da camera con una specifica serata ad esso dedicato.

Fig. 1 Il compositore Henry Purcell in un dipinto di John Closterman. Olio su tela, 1695 (National Portrait Gallery, Londra)

Lo spettacolo inaugurale è stata fatta una scelta molto impegnativa oltre che rischiosa per i risvolti storico-musicologici che porta con se. Infatti, per la parte dedicata al 6-700 musicale la lente di ingrandimento è stata orientata verso uno dei capolavori dei quel periodo: Dido and Aeneas di Henry Purcell.

Come è noto Dido and Aeneas è una delle opere più importanti della storia perché occupa un posto di privilegio nell’ambito dello sviluppo di questo genere musicale che raccoglie l’eredità musicale di compositori come Carissimi e Cavalli per generare una diversa forma di espressività teatrale più incisiva e funzionale da intendersi, per l’epoca (intorno al 1689), una vera e propria manifestazione di modernità per il teatro in musica che fa addirittura intravedere, come molti critici hanno evidenziato, i prodromi della cosiddetta riforma di Gluck.

Per di più il capolavoro di Purcell è uno degli scarsi esempi di opera lirica nel campo della scuola musicale inglese che, dopo Purcell, dovrà aspettare il 900 con Britten per avere uno stile autonomo nazionale dopo che nel corso degli anni fu comunque la scuola italiana con Bononcini e Haendel a dominare il campo oltre manica.

Dido and Aeneas ha un’altra caratteristica quella di essere giunta a noi in un aspetto incompleto rispetto al libretto del poeta irlandese Nahum Tate. Infatti non ci è arrivata la musica del prologo, che in adesione al barocco ha un contenuto celebrativo sganciato dall’azione vera e propria, assieme ad un coro e una danza. Inoltre dell’opera di Purcell non abbiamo l’autografo della partitura mentre il capolavoro è giunto a noi tramite fonti apocrife di quasi un secolo successive alla prima, influenzate così non solo dall’opera di diversi copisti ma anche da possibili interventi di tutti coloro che hanno contribuito a tramandare le peculiarità di questo grande capolavoro.

Allo stesso tempo non sono chiare date e luoghi delle prime esecuzioni. Si pensava che la prima fosse avvenuta presso il collegio femminile di Josias Priest nel quartiere londinese di Chelsea nel 1689. Studi successivi, di Bruce Wood e Andrew Pinnock (come riporta Enrico Girardi nel programma di sala), ipotizzano una precedente rappresentazione a corte nel 1684, ipotesi che giustifica la presenza del prologo. C’è anche chi avanza un’altra ipotesi quella che immagina le parti mancanti non perdute ma volontariamente espunte dallo stesso Purcell a favore di una sua precisa scelta di carattere drammaturgico-teatrale.

Questa nostra sintetica introduzione ci fa capire come lo Sperimentale di Spoleto, in regione di quella ‘sperimentalità’ insita nel dna dell’istituzione, abbia pensato di solennizzare i primi 80 anni della propria attività proponendo un completamento delle parti mancanti affidando l’impresa ad uno dei compositori italiani oggi tra i più in vista, Riccardo Panfili, che è intervenuto contrapponendo il suo stile compositivo a quello esistente di Purcell.

Fig. 2 Gianpiero Delle Grazie (Maga), Joaquin Cangemi (Prima Strega) e Federico Vita (Seconda Strega). Foto di Niccolò Perini.

Questo tipo di intervento trova oggi diversi esempi. Personalmente, anche se in circostanze diverse, abbiamo assistito ad operazioni analoghe come quella messa in atto dal Cantiere di Montepulciano con la commissione a compositori di oggi di nuove cadenze da inserire nei Concerti per pianoforte e orchestra di Mozart con risultati in certi casi accettabili tranne quelli derivati dalla musica cosiddetta elettronica. A questa aggiungiamo l’esperienza di Kovancina al Festival di Pasqua di Salisburgo 2025 con l’affidamento al compositore inglese Gerard McBurney di alcuni interventi di raccordo tra le precedenti operazioni di completamento dell’opera di Mussorgsky, anche qui di carattere elettronico e di dubbia efficacia per quanto riguarda gli aspetti storico musicali.

Per Dido and Aeneas Riccardo Panfili ha preparato una partitura del tutto aderente al suo stile compositivo ma sobria e, per certi versi, elegante dal punto di vista musicale soprattutto per la parte vocale che è sembrata unirsi con una certa efficacia a quella originale ed alla quale si abbina una parte strumentale che utilizza un organico comune per tutta l’opera. Come egli stesso ha dichiarato il suo intervento è basato sia sulla semplicità della musica diatonica sia sulla complessità della musicale seriale e dodecafonica, restituendoci però una parte musicale certamente fluida e scorrevole. Il suo intervento principale è stato rivolto al Prologo mancante per il quale ha prodotto una entità a se stante intitolata Purlogue’s Procell, A little mythological cantata che può essere eseguita in maniera del tutto autonoma e che qui a Spoleto è stata eseguita in prima rappresentazione assoluta.

Nella rappresentazione questo nuovo prologo è stato scomposto, per esigenze registiche, in due parti, una all’inizio dell’opera e l’altra all’inizio del terzo atto elemento che, a nostro giudizio ha favorito l’interconnessione tra antico e moderno così come altri interventi dello stesso Panfili nell’ambito dell’esecuzione.

Per quanto ci riguarda, pur riconoscendo a Panfili grande professionalità di compositore, dobbiamo dire che l’operazione non ci convince a pieno come non ci convincono tutti i tentativi di finalizzare gli incompiuti in tutti i campi dell’Arte dalla Musica all’Architettura e alle Arti Visive perché si creano sempre contrasti il più delle volte fuorvianti.

Questo capolavoro di Purcell, per come lo sconosciamo, ha il grande pregio di mostrare, pur nella sua incompletezza, una unitarietà di base al servizio dello sviluppo teatrale e drammaturgico. Questo grazie a linee vocali semplici ma estremamente espressive con la ‘moderna’ concezione delle arie più orientate verso l’arioso e l’utilizzo dei recitativi in senso puramente teatrale per raggiungere l’espressione drammatica senza concessioni e virtuosismi di sorta. In definitiva una entità musicale che con logica e coerenza esprime una incontestabile modernità che in questa nuova veste appare nel complesso appesantita.

Doti che rendono l’opera del tutto autonoma riuscendo a condurre l’ascoltatore-spettatore nell’evoluzione del dramma personale di Didone che si conclude prima della morte con il magistrale lamento “Thy hand, Belinda, darkness shades me.” (La tua mano, Belinda; le tenebre mi fan velo) suggellato dal successivo coro finale. Quanto l’opera lirica deve a questo finale che con semplicità ci fa capire il dramma di Didone che qui a Spoleto ha trovato nella voce del soprano Benedetta Grasso, tra i vincitori di concorso 2026, una voce appassionata che valorizza un momento catartico tra i più significativi del teatro in musica.

La realizzazione scenica

In omaggio alla già citata ‘sperimentalità’ di questo festival c’è stata la messa in scena ideata da Tommaso Amadio, artista molto apprezzato in campo teatrale le cui doti sono riconosciute dal fatto che dal marzo 2008 è stato nominato co-direttore artistico del Teatro dei Filodrammatici di Milano.

Fig. 3 Anna Pieri (Aeneas) durante un momento di Dido and Aeneas. Foto di Niccolò Perini.

Come capita spesso oggi nel teatro lirico la sua realizzazione è stata improntata ad una sorta di attualizzazione di quanto viene rappresentato. Per quanto riguarda Dido and Aeneas la sua versione parte dal fatto che l’opera fu scritta presumibilmente per un collegio femminile. Quindi molti personaggi sono stati affidati a donne con la contrapposizione dei personaggi magici delle streghe affidati a uomini. La storia lineare dell’infelice Didone filtrata dagli interventi di Belinda e del suo amore verso Enea la cui delusione la porta a suicidarsi viene sostituita da una rappresentazione interna del collegio. Il prologo di stampo classicista viene qui ambientato in una aula del collegio dove ci sono tutte le allieve.

Fig. 4 Anna Pieri (Aeneas) e Benedetta Grasso (Dido) durante un momento di Dido and Aeneas. Foto di Niccolò Perini.

Tra le ragazze che interpretano Didone ed Enea si stabilisce un rapporto saffico che porta le due donne ad essere represse nei loro sentimenti da una triade di uomini che sostituisce la parte magica dell’originale, vale a dire la maga e le streghe. Sono uomini perché il regista ha individuato le loro figure come rappresentanti del potere dittatoriale che affligge (e affliggerà) da sempre l’umanità che castigano le donne amanti ree di sacrilegio per il loro non celato amore. Una situazione drammatica che porta poi la ragazza che interpreta Didone a suicidarsi. Il tutto avviene nonostante il testo del libretto è rimasto lo stesso rendendolo così avulso dall’azione scenica creando inevitabilmente incomprensioni di base e la non distinguibilità, viste le divise delle collegiali, tra i vari personaggi in scena.

Con questa realizzazione Tommaso Amadio ha dimostrato comunque di essere uomo di teatro di grande esperienza, visto il lavoro fatto su ogni interprete per modellare la realizzazione sul piano narrativo da lui stesso individuato.

Fig. 5 Il suicidio di Didone. Foto di Niccolò Perini.

Quello che non si comprende però è perché ciò avviene con l’opera lirica, legata indissolubilmente al testo rappresentato, creando vistose incomprensioni tra le varie componenti in quanto l’azione immaginata non può essere diversa da quella creata dagli autori dell’originale. Ciò avviene, purtroppo, con drammatica frequenza nei teatri di tutto il mondo e per ora non se ne vede la luce.

Questa messa in scena di Dido and Aeneas è stata concepita nel pieno rispetto della visione di Amadio grazie alle efficaci scene e luci di Fabrizio Visconti, agli appropriati costumi di Clelia De Angelis ed al contributo determinante dei Tecnici del Teatro Lirico Sperimentale. Tutti collaboratori essenziali per il regista e per la sua interpretazione scenica.

I protagonisti dell’esecuzione.

Per un evento musicale come questo, come del resto emerge anche dalla nostra esposizione sintetica, è stato scelto l’interprete ideale per una proposta musicale di questi contenuti: il direttore d’orchestra Marco Angius. Artista in possesso di una esperienza esecutiva che va dalla musica antica fino alla musica contemporanea della quale è sempre considerato interprete di riferimento, ci ha regalato una esecuzione intensa e curata in ogni suo particolare, dalla parte orchestrale a quella meramente vocale.

Questo grazie al contributo dell’Ensemble strumentale formata dai Solisti dell’Orchestra Filarmonica Umbra V. Calamani e del Coro madrigalistico del Teatro Lirico Sperimentale guidato da Mauro Presazzi.

Fig. 6 La scena finale di Dido and Aeneas. Foto di Niccolò Perini.

Concludiamo con i cantanti che, tutti, nel complesso, hanno offerto una prova del tutto efficace che conferma la piena validità dei contenuti e dei principi dello Sperimentale e del Concorso che conduce alla scelta degli interpreti vocali.

Oltre alla già citata Benedetta Grasso, di rilievo la Belinda del soprano Sara Di Santo tra i vincitori del concorso 2025 (alla quale è stata affidata anche la Venus del Prologo) e l’Enea del mezzosoprano Anna Pieri tra gli idonei del 2026 (alla quale è stato affidato anche il ruolo della Seconda pastorella nel Prologo). Tre cantanti questi appena citati che hanno superato con facilità le difficoltà delle tre parti principali che risultano essere l’asse portante dell’architrave che sorregge tutta l’opera.

Nel resto della compagnia il baritono Gianpiero Delle Grazie proveniente da libere audizione 2026 (Maga), il tenore Joaquin Cangemi primo premio concorso 2025 (Prima Strega e Febo nel Prologo), il tenore Federico Vita idoneo concorso 2021 (Seconda Strega), il soprano Aurora Bertoldi da libere audizioni 2026 (Seconda Donna e Primavera nel Prologo), il soprano Chiara Guerra tra i vincitori del concorso 2022 (Uno spirito e Prima pastorella nel Prologo), il soprano Beatrice Caterino tra i vincitori del 2025 (Un marinaio e Prima Nereide nel Prologo) e il soprano Giorgia Cavaliere tra i vincitori del 2026 (Seconda Nereide nel Prologo)

Tutta la compagnia di canto ha mostrato piena validità per le parti vocali ad ognuno affidate e particolare preparazione e partecipazione per la parte squisitamente recitata.

La recita del 7 agosto alla quale abbiamo assistito si è conclusa con un notevole successo dedicato da un pubblico particolarmente numeroso convenuto al limite della capienza nella splendida sala del Teatro Caio Melisso luogo del tutto ideale per una operazione musicale come questa.

Fig. 7 Dido and Aeneas. Applausi per tutti gli interpreti al termine della recita del 7 agosto. Foto di Niccolò Perini.

A margine di questo nostro articolo ricordiamo che la Stagione del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto è stata insignita della Targa del Presidente della Repubblica, un riconoscimento che il Capo dello Stato ha voluto destinare, quale suo premio di rappresentanza, alla celebrazione dell’80°anniversario di fondazione dello Sperimentale e all’80a stagione in programma a Spoleto e nei principali teatri dell’Umbria dal 6 agosto al 28 settembre 2026.

Un riconoscimento che costituisce un notevole attestato di stima per l’attività svolta dal Teatro Lirico Sperimentale nel corso dei suoi ottant’anni di storia, dedicati alla formazione delle nuove generazioni di interpreti e alla produzione e diffusione del teatro musicale.

Claudio LISTANTI  Roma 9 Agosto 2026