di Silvana LAZZARINO
Jin Shin Jyutsu: l’arte di autoguarigione che restituisce benessere e rinnovata consapevolezza. Intervista a Heike Hoerdemann, operatrice Jin Shin Jyutsu, insegnante yoga e naturopata.
Nell’arte cosmica del Jin Shin Jyutsu,arte di autoguarigione mediante il tocco delle mani, il respiro rappresenta il primo passo verso l’armonizzazione dei flussi energetici a livello del corpo fisico, mentale e spirituale, proprio perché esso ricollega con l’energia universale.
Avere la consapevolezza del proprio respiro permette di centrarsi su di sé, nell’essere nel qui ed ora, osservando cosa accade dentro il proprio universo. Proprio perché l’atto di respirare ci connette alla vita, la respirazione diventa principio chiave durante le pratiche di meditazione come anche ad introdurre diverse sequenze del Jin Shin Jyutsu.
Questa arte giapponese che utilizza il leggero tocco delle mani per armonizzare corpo fisico e corpo energetico in allineamento con l’aspetto legato alle emozioni, risale ad oltre mille anni fa e a riscoprirla è stato Jiro Murai all’inizio del XX secolo-

Egli ha trasmesso questa preziosa conoscenza ad un gruppo di allievi tra cui Mary Burmeister che rientrata in America ha diffuso questa arte non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa in particolare nei Paesi del centro nord Europa come Germania, Svizzera, in Ialia questa Arte cosmica la si sta scoprendo da qualche anno grazie anche ad Heike Hoerdemann, operatrice Jin shin Jyutsu, insegnante yoga, naturopata e promotrice e organizzatrice di corsi di formazione a livello nazionale e internazionale riferiti alle discipline olistiche.
Il Jin Shin Jyutsu attraverso sequenze di autoaiuto e/o eseguite da un operatore sulla persona, lavora mediante l’energia di cui siamo fatti e che appartiene all’universo: energia intesa quale forza vitale presente in ogni cellula e quale principio unificante dell’individuo nel suo essere corpo fisico, mentale e spirituale. Se il corpo definisce l’aspetto materiale dell’energia, la mente manifesta questa energia mediante emozioni attitudini, mentre lo spirito rappresenta l’espressione più sottile dell’energia in coincidenza con l’energia universale atta a mettere in moto ogni essere.
Se l’energia si blocca nel corpo, si creano tensioni, rigidità e sintomi, se viene bloccata a livello emozionale nel senso che le emozioni vengono trattenute e non vissute ed elaborate. emergono preoccupazioni, paure ecc. Corpo ed emozioni sono strettamente connessi, infatti l’uno senza l’altra non possono esistere, e se il flusso di energia non scorre fluido a livello di uno dei due, l’altro ne risente. Mary Burmeister affermava che ogni sintomo fisico nasce da un’“attitudine” che crea tensione e disarmonia nel sistema energetico.
Le attitudini, che possiamo definire quali modelli emotivi fondamentali come: ansia, paura, rabbia, tristezza e ostinazione, vengono armonizzate con il Jin Shin Jyutsu attraverso il tenere le proprie dita delle mani e mediante la pratica dei Mudra, e poi anche con i flussi.
Di seguito ho voluto porre alcune domande ad Heike Hoerdemann per invitare le persone a conoscere il potenziale di armonizzazione di questa arte che accompagna verso un percorso di consapevolezza per ritrovare benessere e riconoscere la propria autentica natura.
-Puoi illustrare tre motivi per cui iniziare ad accostarsi a questa pratica o meglio arte cosmica?
Ritrovare l’armonia interiore
Il Jin Shin Jyutsu aiuta a ristabilire il naturale flusso dell’energia vitale, favorendo equilibrio tra corpo, mente ed emozioni.
Uno strumento semplice di auto-aiuto
Attraverso il contatto delle mani su punti energetici del corpo, ognuno può sostenere il proprio benessere in modo autonomo.
Trasformare il sintomo in guida
Nel Jin Shin Jyutsu il sintomo non è un nemico da combattere, ma un gentile segnale che può accompagnarci verso l’armonia completa, il sintomo diventa Armonizzatore.
-In cosa consiste l’eseguire i 36 respiri consapevoli da intendersi quale pilastro del Jin Shin Jyutsu?
I 36 respiri consapevoli sono una pratica fondamentale nel Jin Shin Jyutsue rappresentano uno dei suoi pilastri perché permettono di ritornare alla fonte dell’energia vitale attraverso il respiro.
Consiste nel portare l’attenzione al proprio respiro naturale, inspirando ed espirando lentamente e contando fino a 36 cicli di respiro. Durante la pratica si rimane seduti o sdraiati in modo comodo, lasciando che il respiro si approfondisca spontaneamente, senza forzarlo.
L’obiettivo non è controllare il respiro, ma diventare consapevoli del ritmo naturale della vita. Questa semplice pratica aiuta a calmare il sistema nervoso, sciogliere tensioni e ristabilire il flusso armonioso dell’energia nel corpo.
-Cosa rappresentano le mani essenziali in questa arte per favorire il flusso dell’energia vitale lungo il corpo al fine di sciogliere tensioni, vincere paure e stress?
Nel Jin Shin Jyutsu le mani rappresentano lo strumento fondamentale per armonizzare il flusso dell’energia vitale nel corpo. Possiamo usarle come “cavi di batteria” o “ponti energetici”, che permettono all’energia di circolare nuovamente in modo armonioso lungo il corpo. Allo stesso tempo, attraverso il semplice gesto di tenere un dito, possiamo armonizzare fino a 14.400 funzioni energetiche che in esso si raccolgono e si riflettono.
Nel Jin Shin Jyutsu le mani sono direttamente collegate alle attitudini, cioè agli stati emotivi fondamentali dell’essere umano. Ogni dito della mano rappresenta una specifica attitudine e la sua energia organica. Quando un’attitudine rimane a lungo in squilibrio (come paura, preoccupazione, rabbia, tristezza o sforzo eccessivo), può creare tensioni nel flusso dell’energia vitale. Attraverso il semplice gesto di tenere le dita della mano, possiamo armonizzare queste attitudini e favorire il ritorno dell’energia al suo naturale equilibrio nel corpo, nella mente e nelle emozioni.
Questa arte che aiuta a conoscere la propria vera natura, sostiene tra le altre cose, nel non lasciarsi influenzare dalle energie negative e diventa una sorta di protezione, di scudo per non permettere a nessuno di intralciare il proprio percorso. Mi spieghi meglio cosa si può fare al livello pratico in autoaiuto per proteggersi ?
Tenere alta la propria vibrazione energetica è la migliore forma di protezione. Quando noi vibriamo a una frequenza alta, le frequenze più basse non ci riguardano e non hanno effetto su di noi. Nel Jin Shin Jyutsu possiamo sostenere questo stato attraverso pratiche molto semplici di auto-aiuto. I 36 respiri consapevoli sono un ottimo esercizio per ritrovare centratura e stabilità interiore. Anche il semplice gesto di tenere il dito pollice e/o l’indice può essere di grande aiuto: il pollice armonizza preoccupazione e tensione mentale, mentre l’indice aiuta a sciogliere la paura e a ritrovare fiducia.
Grazie Heike per queste delucidazioni chiare per spiegare ai lettori l’efficacia di questa arte cosmica nel suo portare benessere
Per maggiori informazioni può rivolgersi a Heike Joerdemann: heikehoerdemann@yahoo.de e a Sissi: sissilazza@virgilio.it
Silvana LAZZARINO Roma 8 Marzo 2026
