James Abbott McNeill Whistler cittadino del mondo: alla Tate Britain la più ampia retrospettiva degli ultimi 30 anni

di Adolfo SANSOLINI

Nella seconda metà del XIX secolo James McNeill Whistler ha spaziato senza posa fra continenti e stili.

Nato in Massachusetts, già all’età di tre anni ha dovuto trasferirsi in Connecticut al seguito della famiglia. Il lavoro del padre George, ingegnere ferroviario, ha poi costretto tutti dopo un paio d’anni a tornare al luogo d’origine. Non durò molto.

Lo zar Nicola I aveva appreso delle grandi capacità professionali dell’ingegnere americano e lo chiamò a lavorare per la costruzione della linea San Pietroburgo-Mosca. A San Pietroburgo James ha ricevuto le prime lezioni d’arte e a undici anni si è iscritto all’ Accademia imperiale di belle arti.

Durante una vacanza a Londra ha visitato gallerie d’arte e assistito a conferenze, aumentando il suo interesse per l’arte. In quei giorni di arricchimento culturale non poteva presagire l’imminente tragedia: in Russia, il padre sarebbe morto di colera a soli 49 anni. La famiglia tornò in Connecticut patendo serie ristrettezze economiche.

James si arruolò all’accademia militare di West Point, dove era comunque evidente il suo maggiore interesse per l’arte che per la disciplina, al punto di venirne espulso. Anche in divisa, ha continuato a produrre vari bozzetti e caricature, oltre alla copertina di un libro di musica prodotto dall’accademia militare.

FIGURA 1: Copertina per un libro di musica realizzata da Whistler a West Point

A vent’anni aveva già realizzato quasi duecento incisioni e disegni, per la maggior parte in formato tascabile.

Dopo alcuni mesi passati a Baltimora, a 21 anni prese la decisione di trasferirsi a Parigi. Gli spostamenti non sarebbero terminati in Francia ma fu un addio definitivo agli Stati Uniti.

A Parigi, pienamente immerso nella vita bohémien, si sono sviluppate le sue connessioni artistiche e sociali. Ciò nonostante, quella permanenza è terminata dopo quattro anni, con la decisione di stabilirsi a Londra dove riteneva – a ragione – che il suo lavoro sarebbe stato maggiormente apprezzato.

Le vedute del Tamigi, sia dipinte guardando fuori dalla finestra di casa a Chelsea che traendo immagini dalla memoria, rimangono fra le sue opere più celebri.

FIGURA 2: Notturno

Nel 1879 un processo lo portò alla bancarotta, con il conseguente trasferimento a Venezia per un paio d’anni, prima di tornare definitivamente a vivere a Londra. Nel periodo veneziano ha realizzato circa 200 acqueforti. A Venezia aveva affittato un teatro per tenere lezioni provocatorie, sviluppando polemiche con vari personaggi pubblici, fra cui Oscar Wilde.

FIGURA 3: Piazza San Marco

Assieme ai numerosi spostamenti geografici, Whistler ha anche spaziato fra varie tecniche e stili,  sperimentando e innovando ma anche lottando per far riconoscere il suo talento. I suoi notturni, ora riconosciuti come capolavori a livello globale, hanno talvolta attirato critiche feroci dei suoi contemporanei.

Il 21 maggio si è aperta alla Tate Britain di Londra la maggiore retrospettiva europea degli ultimi trent’anni dedicata al suo lavoro.

FIGURA 4: Entrata alla mostra

Sono esposte 150 opere, presentate in nove sale attraverso una sequenza cronologica che corrisponde alla sua evoluzione artistica.

FIGURA 4: Entrata alla mostra

Sono presenti lavori provenienti da musei e collezioni private di vari Paesi. Fra gli altri, è esposto con il rilievo che merita “Arrangiamento in grigio e nero, ritratto n. 1”: il ritratto della madre Anna realizzato a Londra, uno dei quadri più celebri dell’età vittoriana.

FIGURA 5: “Arrangiamento in grigio e nero, ritratto n. 1”

La mostra rimarrà aperta alla Tate Britain di Londra fino al 27 settembre. Da ottobre continuerà al Museo Van Gogh di Amsterdam.

Adolfo SANSOLINI  Londra 24 Maggio 2026

https://www.tate.org.uk/whats-on/tate-britain/whistler

https://www.vangoghmuseum.nl/en/visit/whats-on/exhibitions/whistler