“Interregnum. Memoria, potere e sospensione del tempo”; a Foligno personale di Adrian Paci (fino al 16 aprile 2026 presso la  SS. Trinità in Annunziata)

di Monica La TORRE

“Questa mostra induce ad esperire un tempo e uno spazio diacronici, attivati all’interno di un intertesto figurale che, più che creare una realtà alternativa al Reale, si propone di fermare, attraverso l’arte, il tempo del mondo. Si tratta della metafora teorica di una weltaschauung superiore che funziona come dispositivo propedeutico alla più vasta ricerca che Adrian Paci svilupperà ben oltre i temi e i confini di “Interregnum”.

È Italo Tomassoni – curatore di Interregnum,  -la personale di Adrian Paci allestita dal 16 febbraio al 16 aprile 2026 presso la  SS. Trinità in Annunziata – ad introdurre la materia espositiva e  definire la dimensione teorica dell’allestimento: un’opera video del 2017, visibile al piano superiore della chiesa-museo.

Attraverso un montaggio di materiali d’archivio e filmati televisivi ufficiali provenienti da diversi paesi e periodi storici – tra cui Albania, Cina, Corea del Nord, Unione Sovietica e Jugoslavia – Adrian Paci compone una scenografia transnazionale e trans-storica del lutto, centrata sulle cerimonie funebri dei leader comunisti del Novecento.

Le immagini delle masse silenziate, nell’assenza della salma oggettivata del leader, mostrano un pianto che diventa ieratico, astratto, arcaico e fluido, dove il singolo si scioglie in un movimento oltre la storicità. I modi ed i tempi raffigurati mostrano la coincidenza di contesti differenti, riuniti non per analogia ideologica ma per omogeneità rituale.

La materia comune, il lutto condiviso dalle folle, le serpentine senza volto,  consentono all’artista di operare per sottrazione sistematica: i corpi dei leader, i simboli del potere, i segni espliciti dell’autorità vengono progressivamente elisi. Scomparsi questi elementi, ciò che resta è la folla. Una massa composta, disciplinata, reiterativa, che restituisce al lutto una funzione al tempo stesso catartica e astratta, secondo una grammatica spersonalizzata e spersonalizzante, visivamente straniante.

Temporalità circolare

Il montaggio annulla le differenze storiche e geografiche, producendo una temporalità compressa e uniforme, in cui il passato non si conclude, ma riattiva sé stesso in una modalità circolare che coincide con il nucleo concettuale dell’opera. Il corpo del potere, ora invisibile, si manifesta per sottrazione e si riflette nella massa, che lo incarna e lo resuscita: dimostrazione fisica di una memoria collettiva grave, seriale, asfissiante.

Il corpo del potere

È proprio questa celebrazione del lutto a trasfigurare il potere assoluto: non come residuo, ma come principio operativo. Espressione di forza e, insieme, incubatore di sé stesso, capace di organizzare il tempo storico, sospenderne la linearità e renderlo nuovamente disponibile per la prossima messa in scena. La mostra non tematizza il passato, ma ne analizza i meccanismi di produzione simbolica, collocandosi in una zona di tensione tra potere, rappresentazione e costruzione del reale.

Italo Tomassoni precisa:

«Dietro a quei reperti liturgici  – prosegue Tomassoni – spinge infatti una energia primordiale e trasfigurante che dà senso alla vita. Questa energia è la memoria. Che non agisce come replica o nostalgia, ma problematizza i giacimenti dell’archeologia individuale del sapere fino a toccare la circolarità di una cosmologia totale che progetta, oltre la contingenza e sulle rovine degli anni e dei mondi, la storia collettiva di un futuro che fa tesoro di ciò che ricorda».

il campo teorico dell’opera di Adrian Paci definisce pertanto una memoria che  non è evocazione né archivio passivo, ma forza attiva: dispositivo che ordina e disarticola il tempo storico: un perenne memento che, in ultima istanza, funziona come potente deterrente e pesante denuncia dei totalitarismi.

Attualità del conflitto

Nel contesto geopolitico contemporaneo infatti, nel precario equilibrio di una pace sempre più limitata geograficamente, Interregnum assume un valore strutturale. Il lavoro mostra come il lutto pubblico, la commemorazione e la memoria storica possano funzionare come strumenti di stabilizzazione simbolica e di controllo. La sospensione che l’opera mette in scena non è transitoria: è una condizione permanente del presente.

Lo spazio sospeso

All’impatto emotivo scatenato nato dall’assenza di pathos, ad  aggiungere peso specifico è lo spazio della proiezione, la ex Chiesa della SS. Trinità in Annunziata. L’edificio agisce come struttura solo apparentemente neutra. La sua architettura impone una misura: verticalità, assialità, sospensione. La mastodontica opera di De Dominicis, la Calamita Cosmica, ospitata al pian terreno crea un dialogo silenzioso e profondissimo. Le astrazioni dei due artisti si attraggono pesantemente, creando un livello intermedio e fisico e archetipico perfettamente coerente con il  tema dell’interregno, inteso come attesa e ripudio delle forme di teologia laica

Contesto istituzionale

Il CIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, non è certo nuovo ad esposizioni di analoga portata. anzi, negli anni si è andato via via configurando come presidio di ricerca sul contemporaneo. Interregnum non appare come episodio isolato, ma come intervento coerente

Traiettoria dell’autore

La biografia di Adrian Paci conferisce ulteriore precisione a questa ricerca. Nato a Scutari nel 1969, formato all’Accademia di Belle Arti di Tirana, l’artista attraversa il collasso del regime comunista albanese e la migrazione in Italia, stabilendosi a Milano nel 1997. La sua pratica, sviluppata attraverso video, pittura, installazione e scultura, evita il racconto autobiografico e utilizza l’esperienza storica come materiale critico.

In Interregnum, questa postura raggiunge una forma essenziale, priva di enfasi: la memoria non è consolazione, ma problema. Una struttura da attraversare, non da abitare.

Monica La TORRE  Foligno 1 Marzo 2026

Informazioni

Interregnum, Adrian Paci
16 febbraio – 16 aprile 2026

CIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea, Foligno
Orari: martedì–domenica, 10.00–13.00 / 15.00–18.00
Info: info@ciacfoligno.it · www.ciacfoligno.it