In difesa dei Pini di Roma l’incontro organizzato dall’Associazione CURAA.

di Silvana LAZZARINO

Si è svolto lo scorso 3 febbraio 2026 davanti ai Mercati di Traiano l’incontro organizzato dall’Associazione CURAA – Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e i suoi Abitanti – che ha promosso una conferenza stampa proprio davanti ai Mercati di Traiano, anche in seguito ai crolli improvvisi in Via dei Fori Imperiali di alcuni pini (il cui apparato radicale era stato precedentemente lesionato).

L’evento è stato pensato per presentare al pubblico e alle istituzioni le più moderne tecniche di monitoraggio e telerilevamento non invasive, strumenti fondamentali per prevenire efficacemente i crolli degli alberi in città. Tra gli ospiti di rilievo, il Dott. Massimo Morigi, geomatico di spicco e specialista nelle tecnologie satellitari, e di telerilevamento, ha illustrato le potenzialità offerte dall’innovazione tecnologica non invasiva a servizio della tutela del verde urbano.

Il pino prima del crollo

L’associazione CURAA critica le dichiarazioni dell’Assessore Sabrina Alfonsi e la gestione del patrimonio arboreo di Roma, accusando l’amministrazione di non ascoltare i suggerimenti di esperti, agronomi e tecnici.

Jacopa Stinchelli, presidente di CURAA, ha affermato:

“Da anni avvertiamo il Comune che i crolli degli alberi possono essere evitati con tecniche di monitoraggio non invasive. Perché non ci ascoltano? Il bilancio degli incidenti è ormai da dimissioni e siamo stati costretti a chiederle a gran voce.”

Inoltre, CURAA denuncia gli abbattimenti indiscriminati degli alberi, che vengono dichiarati “malati” senza un’adeguata valutazione delle cause.

Negli ultimi anni sono oltre trentamila gli alberi abbattuti a Roma con queste modalità di ‘prevenzione’. Eliminare alberi sani non previene i crolli!”, ha affermato Stinchelli.
Il pino crollato

Secondo quanto sostiene CURAA la causa principale dei crolli è dovuta alla mancanza di controllo e monitoraggio delle radici e delle chiome degli alberi, che vengono danneggiati da scavi e cantieri non regolamentati. Le soluzioni esistono, e CURAA invita l’amministrazione a utilizzare tecniche di monitoraggio non invasive, già presenti da anni, come il telerilevamento e la tecnologia satellitare, al fine di garantire la sicurezza senza abbattere gli alberi.

L’Associazione critica, inoltre, l’idea che i pini di Roma siano giunti al “fine ciclo vita”. Jacopa Stinchelli e il professor Daniele Zanzi, esperto in arboricoltura, hanno sottolineato che i pini non muoiono naturalmente a causa dell’età, ma sono danneggiati da pratiche errate e dall’assenza di manutenzione. Stinchelli ha aggiunto inoltre:

“Non sono gli alberi a suicidarsi, ma sono le amministrazioni a non curarli come dovrebbero.”

Alcuni esperti, tra cui l’archeologo Cristiano Carocci, pongono dubbi sull’impatto degli scavi lungo Via dei Fori Imperiali, che continuano da oltre 25 anni, danneggiando le radici degli alberi storici. Carocci ha affermato che il pino crollato il 1 febbraio scorso

aveva una parte della sua circonferenza radicale compromessa da uno scavo. La Sovrintendenza Capitolina sta considerando correttamente gli alberi o li vede come un impedimento?”

Infine, l’Associazione CURAA denuncia il “business delle motoseghe e delle ruspe”, che in questi anni ha avuto un forte sviluppo, senza affrontare in modo serio e scientifico la causa dei crolli. Stinchelli conclude:

Vogliamo fare chiarezza, mostrando tecniche di prevenzione non distruttive che sono già conosciute nel settore.”

Nelle foto il pino crollato domenica 1.2.2026 in via dei Fori Imperiali a Roma.

Silvana LAZZARINO  Roma, 7 Febbraio 2026