“Il prigioniero della luce”, Danilo Poggiogalli presenta la sua silloge al Caffè Letterario Horafelix (Roma, 14 giugno alle ore 18,00).

di Silvana LAZZARINO

“Il prigioniero della luce”

La luce della vita che imprigiona negando la stessa vita. Modera l’incontro Maria Rizzi, relatori Valeria Bellobono e Roberto De Luca, letture a cura di Federica Sciandivasci

Di solito la luce è portatrice di vita, ma può diventare una prigione quando per un disegno imperscrutabile scandisce la negazione della stessa, come accade nel destino del piccolo Valerio nato prematuro, la cui vita appena germogliata viene interrotta. Per riflettere su come nascita e fine della vita siano legate, e su quanto sia doloroso per un genitore apprendere e accettare la cruda realtà riguardo la negazione della vita per il proprio figlio, ancora prima che gli sia data la possibilità di viverla, vi invitammo a non perdere la presentazione della silloge. “Il prigioniero della luce” (Controluna 2024) del poeta Danilo Poggiogalli che si svolge il 14 giugno 2026 a Roma presso il Caffè letterario Horafelix (Via Reggio Emilia, 89) alle ore 18.00.

Tra i fondatori dell’Accademia degli Scrausi, Danilo Poggiogalli è autore di saggi in lingua italiana antica e moderna ed è attivo tra scuola e università.

L’incontro, dedicato alla presentazione del suo primo libro di poesie, che chiude la serie di appuntamenti della Rassegna Iplac, prima della pausa estiva, è moderato da Maria Rizzi, Presidente Iplac e nota autrice di gialli, relatori: Valeria Bellobono scrittrice, segretaria amministrativa e Consigliera Iplac, e Roberto De Luca poeta, scrittore e Vice Presidente, Iplac, mentre le letture sono affidate all’interpretazione impeccabile di Federica Sciandivasci poetessa e Consigliera Iplac.

La trama: protagonista del libro è un bambino, Valerio, venuto «alla luce per non vederla mai». A seguirne il breve passaggio nel mondo è il padre, che cerca nelle parole — ora lievi, ora taglienti — un appiglio per non annegare nell’insensatezza del lutto, in un ostinato dialogo con il figlio e con la propria coscienza. Sullo sfondo si stagliano la solitudine della madre e quella del piccolo fratello, forse il più consapevole di tutti.

Attraverso le parole il padre evoca un rapporto con un figlio che la luce ha come inghiottito. Ma in questo viaggio che lo porta a distaccarsi da quanto accade intorno, egli si scontra e confronta con l’eterno cambiamento della vita che dona e toglie senza una logica, quella vita che può anche arrivare a gelare un germoglio, prematuramente caduto dopo aver visto la luce. Il vuoto profondo nel quale l’autore-padre rischia di perdersi e smarrirsi, viene da lui elaborato anche attraverso i versi poetici in cui si intrecciano tristezza, paura e quella consolazione che si fa strada con la possibile ma dura accettazione di un così devastante dolore.

L’opera di Danilo Poggiogalli, che si è classificata nella cinquina vincitrice del Premio “Voci” Città di Roma 2025, non solo coinvolge il lettore sul piano emotivo, ma lascia un segno profondo che accompagna, alla fine, ad affidarsi al flusso della vita anche quando tutto sembra perduto e senza una via di uscita. Inoltre, nel processo di elaborazione del dolore per il lutto, nell’impotenza innanzi al destino, la poesia rappresenta una strada per esprimere anche le mozioni più drammatiche ed iniziare a lasciare andare ogni forma di giudizio, ogni aspettativa a domande che non sempre trovano una risposta consolatoria. Quella consolazione inizia con il provare ad accettare e accogliere il dolore, restando focalizzati entro quel sentimento di amore che unisce oltre questo tempo, anche quando la vita tradisce ogni sogno o desiderio. La poesia come suggerisce la stessa Maria Rizzi; “è una grande luce tra le ombre che ci circondano”.

Il titolo del libro richiama l’idea di una luce che può anche imprigionare poiché la nascita ha negato la stessa vita. Come spiega l’autore “Mio figlio è prigioniero del suo venire al mondo troppo presto.”  E inoltre: “la luce rappresenta l’astro sfavillante che ti fa nascere e morire “in un lampo” e che “ti chiude gli occhi all’alba La sua è una nascita che lo imprigiona sulla soglia di una vita che non vive” (tratto da https://www.ilsecondomestiere.org/prigioniero-della-luce/ )

Dopo l’evento, per chi lo desidera, sarà possibile trattenersi per un’apericena con brindisi di Prosecco, antipasti misti, un primo, torta e bevande, al costo di € 15,00. La prenotazione è indispensabile e può essere effettuata telefonando alla libreria al numero 06/45618749 oppure al seguente numero di cellulare: 3475789139.

Silvana LAZZARINO  Roma 14 Giugno 2026

Il prigioniero della luce

 di Danilo Poggiogalli

Caffè letterario Horafelix Via Reggio Emilia, 89-  Roma

Domenica 14 giugni ore 18,00

Per informazioni: cellulare: 3475789139