di Silvana LAZZARINO
Eugenia Serafini riceve il Premio “Regina dei Poeti” a Firenze dal critico e storico dell’Arte prof. Carlo Franza, con l’attribuzione del Premium International Florence Seven Stars, Firenze 2026. La cerimonia si svolge il 13 giugno 2026 alle ore 20.00 al Plus Florence presso la Gran Terrazza del Belvedere

Entro rappresentazioni tra memorie e tempo presente dove ritrovare un nuovo ascolto di sé e di quanto intorno a partire dal recupero di quell’originario legame tra l’uomo e la natura, dove l’onirico diventa possibile, conduce l’arte di Eugenia Serafini artista, multimediale di fama internazionale, poetessa di successo con numerose mostre in Italia e all’estero e prestigiosi riconoscimenti e premi ricevuti durante la sua luminosa e prestigiosa carriera. Oltre ad essere una pittrice di grande spessore comunicativo, è installazionista, performer, giornalista, nonché direttore responsabile della rivista semestrale dell’Artecom-Onlus (Accademia in Europa di Studi Superiori) il “FOLIVM”.
Nella sua opera in cui ritroviamo temi che vanno dalla natura all’ecologia fino al sociale, viene messo in luce non solo il riconoscimento della propria autenticità, ma anche il guardare ai quei valori quali la libertà individuale e il rispetto, essenziali per vivere in armonia, con gli altri e quanto intorno, nella certezza di recuperare quell’amore che consola e avvicina, lasciando andare atteggiamenti giudicanti.

Nata a Tolfa (RM) piccolo e interessante borgo etrusco, terra ricca di boschi e macchia mediterranea, attiva tra Roma e la Toscana, per anni docente presso l’Università della Calabria, all’Accademia di Belle Arti di Carrara e all’Accademia dell’Illustrazione e della Comunicazione Visiva di Roma, Eugenia Serafini, attraverso la sua opera ha dato voce alla possibilità di trovare un nuovo modo di osservare quanto accade intorno: a partire dall’assumere un rinnovato atteggiamento di consapevolezza che porta a soffermarsi sulle bellezze presenti tra terra e cielo apprezzandone ogni sfumatura, come anche a riflettere su situazioni critiche che hanno segnato la società.
Il prossimo 13 giugno 2026 ad Eugenia Serafini viene assegnato un importante riconoscimento: “Regina Dei Poeti” dal notissimo critico e storico dell’Arte prof. Carlo Franza, con l’attribuzione del Premium International Florence Seven Stars, Firenze 2026. Questo Premio prestigioso è il risultato di una scelta estremamente selettiva, effettuata da una Giuria Internazionale presieduta dal prof. Carlo Franza, che da decenni percorre le vie dell’Arte nel ventaglio delle sue espressioni estraendone le Eccellenze. Altre personalità, vengono premiate per l’occasione, ciascuna nella propria specificità.

La cerimonia, sempre molto partecipata da esponenti della Cultura e delle Ambasciate, si svolge a Firenze sulla Gran Terrazza Belvedere del Palazzo Plus Florence, dalla quale gli ospiti possono assistere alla premiazione, avendo sullo sfondo la magnifica veduta del Campanile di Giotto e di Santa Maria Novella, preziose perle dell’arte fiorentina. Durante la Cerimonia di Premiazione il Prof. Carlo Franza, Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, Giornalista e critico de “Il Giornale” e Presidente della Giuria, terrà una lectio magistralis “La Mediazione nelle dispute artistiche e peritale”.

La Cerimonia di premiazione si volge durante il Gran Concerto d’Estate Fiorentina tenuto da valenti professionisti dell’Accademia Fiorentina MusicArca di Firenze sul Belvedere del Plus Florence. Il Premio vanto della città di Firenze con la sua internazionalità, vive destinazioni colte, mirate, professionali, e viene assegnato alle migliori figure delle Arti, della Diplomazia e del Giornalismo, della Cultura e della Scienza, alle Imprese innovative, al quel Made in Italy con capacità tali nel generare significative ricadute positive negli ambiti sociali, culturali, ambientali e produttivi. L’assegnazione del Premium International Florence Seven Stars nel rivolgersi alle Eccellenze attesta il valore dell’operato dei premiati.


Armonia, vitalità ed entusiasmo, ma anche verità e sogno caratterizzano le opere di Eugenia Serafini dove la bellezza e il mistero del cosmo, così come il contesto umano e sociale con le sue fragilità, permettono a chi osserva di “entrare” in queste dinamiche per riscoprire come il senso di questa esistenza si celi dentro l’universo interiore. È nell’universo interiore che albergano nostalgie per affetti lontani, verità non dette, e il bisogno di cercare un appiglio verso quell’infinito che sfugge ma che richiama a nuova vita. Ogni scorcio, ogni veduta, ogni albero, ma anche ogni stella che illumina il cielo notturno restituisce quella sensazione che l’infinito sia ad un passo, oltre la linea dell’orizzonte e si manifesti nei cambiamenti presenti nell’esistenza proprio come accade nel succedersi delle stagioni.


Eugenia Serafini utilizzando i diversi linguaggi tra pittura, scultura, installazione e performance, definisce sentieri emozionali che dal visibile aprono all’invisibile grazie alle vibrazioni di colori ora decisi e intensi, ora tenui e delicati, mentre forme e linee avanzano segnando il respiro del tempo dove il passato si lega al presente portando speranza. A questi linguaggi si unisce la forza della narrazione che la Serafini esplora e ricama attraverso la parola scritta e declamata, come per il Teatro di performance di cui citiamo la raccolta “Canti di cantaStorie” (Ediz, Artecom, Roma 2008). All’interno di quest’opera sono racchiusi testi di grande forza evocativa legati ad accadimenti significativi del XX secolo come “Donde estan?” dedicato alla tragedia dei Desaparecidos degli anni ’70 in America Latina o le “Migrazioni” a partire da quella italiana per giungere a quella in Australia, fino alle migrazioni contemporanee.
Tra gesto, parola e corporeità: l’arte totale di Eugenia Serafini

Eugenia Serafini, è portatrice di un’arte totale tra gesto, corpo, parola, atto creativo, a definire una nuova sinergia di emozioni coinvolgendo più sensi, ed è in questa prospettiva che ha dato vita a opere di grande suggestione come le Performances tratte dal sopracitato “Canti di cAnta stOrie”, Roma 2008 e l’installazione ambientale “Nuvola” portata fuori presso l’ambiente dell’Eur sotto il Colosseo quadrato in cui si avverte un forte valore estetico ed esistenziale restituiti da una cascata di immagini realizzata su cartoni che scendono lungo la gradinata. Su queste tre “Nuvole” si possono vedere i cicli della natura, della vita a ricercare quell’armonia che la stessa natura riesce sempre a recuperare rinascendo ogni volta.

Fondendo gli apporti di diversi rami creativi: da quello visivo-digitale a quello teatrale, poetico e musicale, Eugenia Serafini, ha guardato ad una contaminazione tra le arti che le ha sempre permesso di restituire un più ampio sguardo sulle dinamiche di esplorazione dei processi emozionali. Attraverso le sue installazioni/ambientazioni performative e la ricerca sui materiali ha portato una ventata di innovazione nell’ambito dell’espressione artistica, aprendo la strada ad un nuovo modo di intendere l’opera d’arte, che vive sia delle sue immagini che delle poesie da lei scritte ed interpretate in performance. Predilige la poesia visuale e visiva; ha al suo attivo numerosi video, alcuni dei quali realizzati in collaborazione con la regista Angela Cannizzaro. È stata invitata a tenere stages o mostre/installazioni oltre che in Italia, anche in diverse nazioni: U.S.A., Egitto, Francia, Romania, Macedonia, e nel 1998 ha fondato, con un gruppo di artisti internazionali e per la volontà del maestro romeno Horea Cucerzan, il Museo di Arte Contemporanea “Micu Klein” di Blaj, in Transilvania.
Diverse sue opere sono presenti in collezioni, musei e archivi di diversi paesi quali: Francia, Germania, Egitto, Lituania, Norvegia, Romania, Ucraina, Uruguay, Argentina.

Eugenia Serafini, ha percorso il mondo invitata in simposi di Arte e Poesia, facendosi apprezzare dal pubblico e dai critici italiani ed esteri per l’originalità dei testi, per la profondità delle tematiche rivolte tanto ai sentimenti comuni a tutta l’Umanità, quanto alle problematiche sociali ed esistenziali.
Neppure ha trascurato nel suo operare artistico e scritturale, le esigenze di una attenzione alla salvaguardia del pianeta Terra, nelle sue componenti globali e del pianeta Cosmo, nel quale l’uomo dagli anni Sessanta si è inserito con mezzi tecnologici di studio e ricerca, senza tuttavia tenere nella dovuta considerazione la cosiddetta “spazzatura spaziale”.

La complessità delle ricerche e delle scritture di Eugenia Serafini, la pongono all’attenzione internazionale come una delle esponenti più significative e incisive per la modernità del linguaggio ma anche delle tematiche affrontate, tanto da essere premiata in eventi di altissimo prestigio, come questo di Firenze, ma anche al Menotti Art Festival di Spoleto, con il premio Comunicare l’Europa 2026 (patrocinio de L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026) e il Leone d’Oro di Venezia per la Cultura e la Letteratura, consegnatole dal Presidente prof. Luca Filipponi, oltre al Premio per la Letteratura “Oscar Wilde” 2025 assegnatole dal prof. Umberto Giammaria Presidente dell’“Associazione TAU”. Da sottolineare anche il Premio per l’”Eccellenza IPLAC” fuori Concorso assegnatole a Roma mel 2023, e la “Menzione Speciale” del prestigiosissimo “XXXV Premio Letterario Internazionale per la Letteratura Camaiore -Francesco Belluomini 2023”, per il prezioso poema “Canto dell’Effimero”,(Roma 2022).

Sarebbe ancora lungo l’elenco dei riconoscimenti e premi, senza tacere del “Premio Leone d’Argento per la Creatività delle Scuole”, conferitole dal Presidente della Biennale di Venezia 2013 Paolo Baratta e il Red Carpet al Festival Internazionale del Cinema della Biennale di Venezia per la partecipazione al film “Poeti” di Tony D’Angelo 2009.
Numerose le sue pubblicazioni tra racconti, fiabe, saggi tra cui citiamo” Les oiseaux”, fiaba in versi, Prefazione del Prof. Mario Verdone, (Roma 1997) e “I racconti del Laurentino 38”, prefazione del Prof. Dante Maffia, postfazione Prof. Cesare Pitto, Presidente Centro RAI Unical,(Roma 1998) tradotti, commentati e pubblicati in lingua Araba dal poeta Ahmed Sawaier sul Quotidiano Giordano “Gli Arabi Oggi”, 1998.

Di grande spessore per il portare in luce emozioni indelebili in riferimento a memorie di luoghi e persone, è il suo poemetto il “Canto dell’Effimero” le cui pagine attraverso i versi aprono a ricordi talora velati da una carezzevole nostalgia che mette in luce quella leggerezza con cui affacciarsi ad ogni nuovo giorno, vivendo ogni momento con consapevole meraviglia perché anche le più piccole cose e situazioni seppur di breve durata, sono importanti.
Gli scritti di Serafini, siano poesia o racconti, sono apprezzati al punto da essere tradotti e pubblicati spontaneamente da Docenti universitari dagli USA al Portogallo, Romania, Francia, Norvegia e persino in lingua Araba.
Così Luigi Rendine, Regista e Attore, Direttore della Accademia di Arte Drammatica Pietro Scharoff si esprimeva con queste bellissime parole, nella presentazione alla Raccolta di Eugenia Canti di cantaStorie, Roma 2008: “Nel mese di Novembre 2006, Eugenia ha “regalato” all’Accademia un ciclo di quattro incontri sulla Performance, lavorando con i ragazzi sul suo testo ‘¿Donde estàn?’, dove esprime la dolorosa ricerca delle Madri dei Desaparecidos, riscuotendo vivo successo didattico e soprattutto, emozionale. In quella particolare occasione, ha rivelato anche ai giovanissimi aspiranti Attori ed Attrici della “Scharoff “ la sua onestà intellettuale, per niente gelosa dei propri traguardi, non dedita alla loro illustrazione e alla propria auto-celebrazione, bensì pronta a riconoscere ed assecondare spunti altrui, lasciandoli ‘lievitare’ liberamente, pur intervenendo con pronta e certa intuizione a ‘timonare’ i passaggi strutturalmente deboli, come il filmato, che ho tratto da quella splendida esperienza, può testimoniare. Tutto questo perché sia chiaro che il nostro rapporto è stato assolutamente ‘concreto’ ed emotivo, ancor più negli ambiti di una concettualità largamente condivisa e di una visione morale e sociale assolutamente simbiotica. Per questo posso, onestamente e sinceramente, parlare a ragion veduta e ‘sentita’: Eugenia Serafini è, al di là di qualsiasi dubbio o piaggeria, persona eccezionale, rara e preziosa. E non solo per le sue qualità artistiche, che la fanno muovere agevolmente tra Poesia, Teatro, Arti Figurative, Installazioni, Performances, in ognuno lasciando tracce profondissime, nonostante l’incomparabile “leggerezza” che la contraddistingue; ma anche, e per chi la conosce direi soprattutto, per la sua, sempre più difficile da trovare, umanità. Eugenia, nonostante la sua grande cultura e la pronta intelligenza, è, come pochi, capace di vivere tutto con lo stupore di una bambina – ovviamente sana ed amata – che apre gli occhi ogni giorno su una realtà in perenne divenire. Di questo ‘divenire’, la bimba-Eugenia percepisce, acquisisce e restituisce trasmettendoli l’essenza profonda, gli impulsi primari, la ‘semplicità’ universale dell’ineluttabile, l’inaccoglibilità del dolore e dell’ingiustizia inspiegabili, il respiro ‘cosmico’ della Natura e del Caso!”
A chiusura di questo articolo, Riportiamo le parole del prof. Mario Verdone, Professore Emerito Università “La Sapienza”:
“Colpisce uno scritto di alcuni anni fa, sulla poetica dell’ ’installazione’, forma che la Serafini teorizza e pratica nelle sue frequenti ‘performances’, perché l’autrice vi afferma il suo intendimento complesso in cui confluiscono i segni dell’essere umano e del tempo: questo spiega la sua innata poliespressività. Ed è allora naturale che si vedano (o si guardino?) poesie e fiabe, piccoli racconti e testi drammatici dove le lettere attinte dalla cassa tipografica o dal computer, sembrano voler sempre condurre un ‘volo’, un ballo. La sua fantasia è libera, ma si identifica nella natura disubbidiente a leggi prestabilite, nella materia che incontra e assoggetta alla sua sensibilità, fossero pure ritagli, carta rozza o da màcero, frammenti di specchio, di cartone o di metallo, e soprattutto ‘parole’, che nei versi diventano forme, ali, sogni, trasgressione, carne.
C’è una costanza di poesia in tutto ciò che scrive, fa, tocca, compone e con-fonde, sempre inebriata di luce, di profumo di nuvole, con occhio che vince la notte e rende creativa, chiaroveggente, anche l’insonnia, possibile produttrice di “rivelazioni”. Il sogno – come appare dalle sue composizioni scritte – è l’humus vero che produce le ‘rivelazioni’: il sogno di Alice, del viaggiatore, della sposa e dell’immigrato calabrese, dell’esule; e del ‘pescatore di sogni’: sogni dalla tensione alta, vibrante, che svelano originalità e personalità, femminilità e ingenuità mai perduta, linfa vitale di ogni momento di vita, vissuto in un tempus dove cerca instancabilmente, naturalmente, la sorpresa e l’armonia. ‘E’ il tempo della magìa che sta tornando’ diceva Apollinaire nei suoi Calligrammes.’ Aspettatevi miliardi di prodigi’.
Silvana LAZZARINO Roma, 6 Giugno 2026
Eugenia Serafini riceverà il Premio “Regina dei Poeti” durante la Cerimonia di Premiazione dei vincitori del Premium International Florence Seven Stars edition 2026 palazzo Plus Florence, Gran Terrazza del Belvedere Via Santa Caterina d’Alessandria, 15 – Firenze Sabato 13 giugno 2026 ore 20.00
