di Marco FIORAMANTI
ROMA, TEATRO PIGNETOFF – VIA CARLO ERRERA, 44

IL GIOCATTOLAIO
di Gardner McKay
con Massimiliano Caiazzo e Cristina Cappelli
Regia di Michèle Lonsdale Smith
Fino al 26 maggio
ELOGIO DELLA FOLLIA
Una ex fabbrica al Pigneto/Casilino è stata trasformata in un meraviglioso ambiente teatrale, il Pignetoff, un openspace senza palcoscenico e senza postazioni fisse per il pubblico il quale, seduto liberamente sui tre lati, abbraccia la scena e ne è parzialmente coinvolto.
A inaugurare il primo spettacolo, Il Giocattolaio, tratto dal megaromanzo – 500 pagine – di Gardner Mckay, e anticipato da un generoso aperitivo, è stata venerdì scorso la compagnia internazionale (New York-Roma) Gracemoon Arts, fondata e diretta da Michèle Lonsdale Smith, conosciuta anche come attrice e sceneggiatrice per Race/ il colore della vittoria (2016), Matrimonio a 4 mani (1995) e Several (2025), Bradley Borgen/The Actor Who Could Not Cry (2019).
Due gli attori in scena, giovani ma già noti al grande pubblico: Cristina Cappelli (Sala Consilina, SA, 1993), la Matilda in Generazione 56k e Massimiliano Caiazzo (Napoli 1996), il Carmine Di Salvo in Mare Fuori.
Veniamo allo spettacolo. La locandina ci anticipa che
al centro del processo di costruzione artistica c’è la ricerca di una verità umana che emerge attraverso il corpo, la voce e la relazione tra gli attori in scena. “Il vero crimine non è che succeda, il vero crimine è che sappiamo che succede e giriamo pagina…”
Roma ponte Milvio, o forse periferia di Los Angeles, interno notte.
Mistero, terrore e inquietudine sono le tre porte d’accesso alla casa di Maude Cristoforo, una giovane e travagliata psicanalista le cui pazienti sono state vittime di un famoso fatto di cronaca che ha terrorizzato per mesi l’intero quartiere. Un serial killer infatti – definito The Toyer, il Giocattolaio appunto – sceglie con morbosa attenzione le sue “vittime”, dodici fino ad ora, tutte giovani donne, le seduce e dopo averle narcotizzate introduce loro un ago nel cervello paralizzandole, rendendole simili a bambole da salotto

Non rivelerò nessun dettaglio che potrebbe spoilerare gli intriganti ingranaggi perversi del racconto.
Posso però offrire al lettore alcuni inoffensivi indizi a margine. Si tratta del comportamento di alcuni animali, scelti dalla regista con opportuna stategia, atti a fondersi e a creare un percorso introspettivo con gli stessi attori. Ci sono pesci rossi che nuotano in una gelatina all’arancia, zebre e cani selvaggi, accennato perfino un rinoceronte. Ma il coccodrillo della locandina, pur non essendo mai nominato, sarà l’animale-chiave di tutta la faccenda.

L’incipit (e non solo quello) ha i tratti caratteristici di un racconto di Poe dove il lettore/spettatore è volutamente voyeur involontario.
È notte, suonano alla porta della casa dei Lei. La voce è quella di un uomo – incontrato casualmente nel pomeriggio per un guasto alla macchina. Il tipo, con fare disinvolto s’introduce nel salotto di Maude.
A questo punto non dirò altro. Ci sono tutti gli ingredienti per un thriller che ha già sul piatto vittima e carnefice (ma chi dei due domina e chi è dominato?), follia e ragione (chi è il pazzo trai due?), attese disattese negli scambi di ruolo, la sorpresa di trovarci teatro nel teatro e a chiederci quante delle nostre convinzioni rischino di affondare, nel caso ci trovassimo coinvolti e manipolati con raffinata abilità.
Ottima la recitazione dei due attori capaci di emozionare nei vari colpi di scena, nei dialoghi a volte ironici e disperati, a volte spiazzanti nelle loro reazioni. Fossi in voi che leggete queste righe e guardate queste foto, non mi lascerei scappare l’occasione. Fino a martedì 26 maggio.
Marco FIORAMANTI Roma 24 Maggio 2026


