di M. Lucrezia VICINI
Cristo e la Samaritana al pozzo

Esposizioni:Mostra della Pittura Italiana del ‘600 e del ‘700, Firenze,1922
Genova 1992?
Cortes del Barocco. Bernini,Velazquez,Luca Giordano. Madrid, ottobre 2003-gennaio 2004
Secondo il parere di Cannatà il dipinto fu commissionato al pittore da Fabrizio Spada qualche tempo dopo la sua elezione a Cardinale avvenuta il 27 maggio 1675, quando era ancora nunzio in Francia. All’epoca lo Spada, come ritiene ancora Cannatà, poteva essere stato messo in contatto con l’artista dall’ambiente di Papa Clemente X Altieri, oppure dagli stessi Gesuiti per i quali il pittore lavorava, legati alla famiglia Spada da ottimi rapporti (1).
Del resto in questo stesso periodo il Gaulli eseguirà per il Cardinale il bozzetto dell’affresco della Volta del Gesù e un suo ritratto, conosciuto attraverso un’incisione del Clouet fino a quando di recente non è apparso sul mercato antiquario ed esposto alla Mostra intitolata al pittore nel 1999 ad Ariccia ( 2).
Nell’Inventario dei suoi beni del 1717 il dipinto è menzionato con la corretta attribuzione dell’artista:
Un quadro in tela di tre palmi con cornice intagliata, et indorata rappresentante la Samaritana opera del Bacicci.
Risulta collocato Nella camera avanti la cappella, che riesce sopra la ringhiera di ferro, corrispondente oggi alla stanza denominata dei Fasti Romulei, nel Piano Nobile del Palazzo (3). Nel successivi inventario dei Beni Mobili del 1759 viene elencato nello stesso ambiente e come
Altro di palmi 2 largo, e 2½ avantagiato in piede, cornice intarsiata e rabescata con viti e grappoli d’uva con Aquila tutta dorata, rappresenta Cristo con la Sammaritana in qualche luogo scrostato, opera del Bacicci (4).
Non è riportato nel Fidecommesso del 1823, mentre è segnalato nell’Appendice al Fidecommesso del 1862, come La Samaritana, Baciccio, e spostato tra le opere della prima Sala del Museo (5). Come imitazione di Gaulli e sempre in prima sala, compare nella ricognizione inventariale del 1925 (6). Nella coeva stima di Hermanin che lo valuta lire 5000 è di nuovo citato con il giusto riferimento al Baciccio. Permane l’esposizione in prima sala (7). L’attuale collocazione in Terza Sala fu voluta da Zeri nel 1951 in occasione del riassetto del Museo per la sua riapertura al pubblico.

L’opera è stata data con certezza al Gaulli dal Barbier de Montault (8). Hermanin (9), notando delle forti affinità del dipinto con l’incisione di Francois Spierre (Nancy,1639- Marsiglia, 1681) raffigurante la Moltiplicazione dei pani, da un disegno originale del Bernini, del 1677, respinge l’attribuzione al Gaulli e propone con riserva quella allo stesso Bernini. Proposta che ad un secondo esame (10), dopo che Pollak (11) l’aveva ritenuta inaccettabile, rinnega, per restituire l’opera al Gaulli.
Pollak propone come datazione il 1674 circa, e fa notare che le forti accentuazioni berniniane presenti in essa, dipendono soltanto dall’influsso sul Gaulli della Stampa. Opinione accettata da Voss (12), Porcella (13) Lavagnino (14) Watherhaouse (15). Anche per Brugnoli (16) si tratta di un’opera certa del Gaulli fortemente influenzata dalla incisione dal Bernini. La studiosa pertanto ne posticipa la datazione all’anno stesso della pubblicazione della stampa. Longhi (17) rimanda l’esecuzione a poco prima degli affreschi della Basilica dei SS. Apostoli a Roma 1707, periodo condiviso anche da Zeri (18). Cannatà (19) è pure lui del parere che sia stata eseguita intorno al 1677. Il Cristo seduto col braccio levato, verrà riproposto più tardi dal Gaulli nel Cristo nella casa di Simone presso Bughley House(20).
Lo Spierre, fedele collaboratore e abile interprete delle opere del Bernini, trasse l’incisione con la Moltiplicazione dei pani dal disegno del pittore per l’antiporta delle Commentationes in Genesium opera di cinque tomi scritta da Padre Gesuita Giovanni Paolo Oliva, e pubblicata a Lione nel 1677. Tredici anni prima, nel 1664, ne aveva eseguito un’altra con la Predica de Battista che il Bernini aveva disegnato nel frontespizio del secondo volume delle Prediche sempre di Giovanni Paolo Oliva, dal 1661 Generale dell’ordine dei Gesuiti(21). Nel 1685 il Gaulli farà dipendere da quest’altra incisione il suo dipinto con la Predica del Battista del Louvre.

Il tema dell’incontro di Cristo con la Samaritana è trattato da Giovanni (4,1-30). Giunto dalla Giudea nella Gallilea, presso la città di Sichar, in Samaria, Gesù si fermò per riposare presso il Pozzo di Giacobbe. Una donna del posto, un’adultera, che si era recata ad attingere acqua, rimase meravigliata nel sentirsi chiedere da bere, perché non era in uso che un ebreo si rivolgesse ad uno straniero, e soprattutto per l’antico odio che legava giudei ai samaritani. Il Salvatore colse l’occasione per dare un insegnamento. Disse:
Chi beve di quest’acqua tornerà ad avere sete, chi invece berrà l’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno, ma l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna.
In quel momento tornarono dalla città gli Apostoli che si stupirono nel vedere Cristo parlare con una donna. Nel dipinto la scena perfettamente aderente al testo, è ambientata vicino ad un pozzo, all’ombra di un grande albero dove siede Cristo, rivolto alla donna che sorregge una brocca ancora appoggiata sulla sponda stessa del pozzo, dalla bellezza sensuale e dall’aria schiva, vicina iconograficamente alla figura in primo piano a destra della stampa berniniana. In fondo, un verdeggiante paesaggio con edifici allusivi alla città, mentre a sinistra, seminascosti dal corpo di Cristo compaiono alcuni Apostoli. Un’opera contrassegnata da una particolare vivacità coloristica e da un senso scultoreo del modellato che rimanda indubbiamente all’opera del Bernini, talvolta enfatizzata nell’accento dinamico delle forme(22)
M. Lucrezia VICINI Roma 13 Settembre 2026
NOTE
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1)Cannatà R., Il Collezionismo del Cardinale Fabrizio Spada in Cannatà,Vicini, La Galleria di Palazzo Spada. Genesi e storia di una Collezione, Roma, s.d., ma 1992, p.132
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2)Fagiolo dell’Arco M., in Giovanni Battista Gaulli,Il Baciccio, Milano 1999,pp.116-117
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3)Cannatà R., 1992,op. cit. 1992, 146
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4)Zeri F., La Galleria Spada in Roma, Firenze 1954, pp.84-85 e 168, n.782; Cannatà,’ R.
Vicini M.L., La Galleria di Palazzo Spada. Genesi e storia di una Collezione, s.d., ma 1992, p.175, n.782, 189,193,197
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5)Cannatà R.Vicini M.L. op- cit.1992, p.189
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6)Cannatà R., Vicini M. L. op cit.1992, p.193
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7)Cannatà R., Vicini M.L. op.cit. 1992, 197; Hermanin F., Inventario di stima per l’acquisto della Galleria Spada da parte dello Stato Italiano, 12 settembre 1925, in Cannatà,Vicini, op.cit. 1992, pp.196-199 n. 26 Copia in Archivio Museo
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8)Barbier De Montault, X., Les Museès et Galeries de Rome, Roma, 1870, p.441
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9))Hermanin, F., , Un probabile quadro di Gianlorenzo Bernini, in L’Arte, XV, 1912, p.1Gianlorenzo Bernini, in L’Arte, XV, 1912, p.1
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10) Cannatà R., Vicini M.L. op.cit. 1992, pp. 196-199
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11)Pollak , Was Wissen Wir von Lorenzo Bernini Tatigkeit als Maler? In Kunstkronik, 1912, n.38, p.596
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12)Voss, H., Die Malerei des Barock in Rom, Berlino 1924, p.587
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13)Porcella, A., Le pitture della Galleria Spada, Roma, 1931, pp. 131 e 173
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14)Lavagnino, E., La Galleria Spada in Roma, Roma, 1933, pp. 8 e 12
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15)Waterhouse, E.K., Baroque painting in Rome. The Seventeenth Century. Londra 1937, p.166
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16)Brugnoli M.V., Contributi a Giovanni Battista Gaulli in Bollettino d’Arte, 1949, p.237
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17)Longhi R., Comunicazione orale, in Zeri,op.cit. 1954 84-85
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18)Zeri , 1954, cit., p. 84-85
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19)Cannatà’ R., in Cannatà, Vicini op.cit. 1992, 132
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20)Bruno S., in Gianlorenzo Bernini, Regista del Barocco. Catalogo della Mostra, Milano 1999, pp.440-441; Canestro Chiovenda, B., Cristina di Svezia, il Bernini, il Gaulli e il libro ritrovato di appunti di Nicodemo Tessin ( 1687-1688), in Commentari, 1966, 3, pp.172-173; Engass, R., The Painting of Baciccio, University Park, PA, 1964, pp.152-153
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21)Fagiolo Dell’Arco M., Gian Lorenzo Bernini. Illustrazioni e disegni per due volumi di Gian Paolo Oliva, in Gian Lorenzo Bernini, regista del Barocco, Catalogo della Mostra, Milano, 1999, pp.415-418
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22) Petrucci, F., Tre momenti del Baciccio, in Giovan Battista Gaulli. Il Baciccio, Catalogo della Mostra, Milano, 1999, pp.64-65
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Cannatà R., La Galleria Spada in Roma, Roma, 1995, p.96
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Vicini,M.L. Guida alla Galleria Spada, Roma, 1998, p.70
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Colomer J.L., in Cortes del Barocco. Bernini, Velazquez a Luca Giordano, Madrid,2003-2004, p.185
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Bartoletti M. sub voce Dizionario Biografico degli Italiano, V.52, 1999
