di Maurizio BERRI
Il 12 aprile per questa rivista ho scritto un articolo sulla vita ed eroica morte di un pittore massone, ateo e repubblicano che risponde al nome di Giordano Bruno Ferrari (Cfr. https://www.aboutartonline.com/un-altro-giordano-bruno-a-campo-di-fiori-e-urgente-un-doveroso-riconoscimento-alleroica-dimenticata-figura-di-giordano-bruno-ferrari-1887-1944-massone-artista-partigiano-fucilato-a-forte/ ).

Lui, figlio del noto scultore, Ettore Ferrari, scelse la morte davanti ad un plotone di esecuzione fascista, piuttosto che rinunciare al suo ideale di Libertà, rendendo così omaggio al grande pensatore di Nola, di cui portava il nome.
Nel silenzio assordante della politica (come in occasione delle numerose feste di Liberazione neanche in questa occasione è stato ricordato), per uno scherzo del destino si sono ricordati di lui (ateo e repubblicano) soltanto un re ed un sacerdote. Il Re d’Italia Umberto II (nel suo breve regno) che gli conferirà la medaglia d’oro al valor militare con un’esaltante motivazione e don Mario Nasalli Rocca, allora cappellano di Regina Coeli, che, venti anni dopo, diventato cardinale, scriverà un libro commovente: “Accanto ai condannati a morte”, nel quale racconterà con grande partecipazione umana le ultime nobilissime 24 ore del pittore massone. .
Era il 24 maggio 1944. Giordano Bruno ed i suoi 4 amici furono gli ultimi fucilati di Forte Bravetta. Dieci giorni dopo gli Americani entravano a Roma.
Anche questo 25 aprile nessuno commemoreà Giordano Bruno Ferrari. Tra i tanti pomposi discorsi del politico di turno la memoria degli ultimi fucilati di Forte Bravetta passerà sotto silenzio.
Tocca a me così, fare un appello ai nostri lettori di levare un pensiero riverente a questa figura di pittore ma soprattutto di uomo.
Maurizio BERRI Roma 25 Aprile 2026
