“I riti del tempo: la Pace”, l’opera di Paolo Mayol alle scuderie Aldobrandini (Frascati, 9 – 21 Settembre)

di Silvana LAZZARINO

A Frascati gli spazi delle Scuderie Aldobrandini si illuminano con l’opera di Paolo Mayol che sottolinea il bisogno di pace. L’esposizione “I riti del tempo: la Pace” curata da Franco Campegiani inaugura il 9 settembre 2025 alle ore 17.00

Attraverso e oltre quell’invisibile linea del tempo che crea un’apparente separazione tra finito e infinito, memoria e presente, dove il pensiero ricontatta quello spazio di ascolto profondo in cui ritrovare il senso dell’esistere per far rifiorire una rinnovata consapevolezza, accompagna l’opera di Paolo Mayol scultore di richiamo internazionale attivo nella provincia di Roma che apre ad un dialogo interiore dove ciascun individuo possa iniziare ad accogliere ogni evento quale sfida per elevarsi e rinascere. Osservando quanto l’uomo è riuscito a raggiungere sul paino della conoscenza e delle scoperte ottimizzando diversi aspetti dell’esistenza e migliorando la qualità della vita, seppur diverse popolazioni restino indietro e altre si trovino in situazioni drammatiche a causa della povertà, resta ancora da raggiungere quella meta tanto sperata denominata pace in cui ritrovarsi nella condivisione e nel reciproco rispetto dettato dall’amore.

È di questa pace di cui si parla tanto e di cui l’umanità ha un disperato bisogno che tratta l’esposizione di Paolo Mayol che  inaugura il 9 settembre 2025 nelle suggestive sale delle Scuderie Aldobrandini- MUSA a Frascati (in Piazza Marconi, 6). Rispetto alla precedente e omonima mostra romana di Palazzo Valentini dello scorso giugno, in questa esposizione “I riti del tempo: la Pace” patrocinata dal Comune di Frascati, oltre alle sculture dalla suggestiva eleganza e imponenza, troviamo nuove opere di pittura e grafica tra cui un gruppo di incisioni dove protagonisti sono gli uccelli e in particolare colombe e cigni.

Dopo i saluti da parte delle Autorità, il critico d’arte e saggista, nonché affermato poeta Franco Campegiani ha introdotto alla mostra dando risalto a come ogni tensione e apertura con cui si elevano le sculture dell’artista e allo stesso tempo la nettezza e l’intreccio del suo segno inciso, aprano al desiderio e bisogno di fratellanza universale.

Di origini napoletane, con un percorso artistico variegato che coniuga lo studio del teatro e e percorsi legati all’arte prima al liceo artistico, poi all’Accademia di Belle Arti di Napoli nella sezione Scultura, Paolo Mayol, ha arricchito la propria formazione presso l’atelier della Scuola Superiore d’Arte di Randwick, in Australia, e con una specializzazione in tecniche di incisione d’arte all’Istituto Nazionale per la Grafica della Calcografia Nazionale a Roma.

Le diverse possibilità espressive impresse nelle sculture di Paolo Mayol, dove spiccano forme eteree e audaci grazie all’utilizzo di diversi materiali quali legno ferro, pietre e metalli tra cui il bronzo a cera persa, mettono in scena le possibili manifestazioni del sentire dell’uomo nel suo mostrare sicurezza e quindi accoglienza e apertura, come incertezza e dunque diffidenza e distacco. Sono queste linee eteree e intrepide di forme essenziali organiche e fluide a disegnare l’evoluzione della natura e dell’esistenza dove vige il cambiamento e la possibilità necessari per avanzare ed aprirsi al nuovo. Sta nel cambiare atteggiamento e nel riconsiderare quanto questa vita sia unica e preziosa, la possibilità di trovare una riconciliazione/pacificazione con se stessi e quanto intorno. La pace inizia con il guardare dentro  di sé, in quegli angoli bui dove si annidano ferite e dolori rimasti silenti. È da lì che si può ripartire, dalla comprensione piena di se stessi per non colpevolizzarsi e non giudicarsi, così da poter comprendere l’altro.

Dalle sculture ai bassorilievi in bronzo, gesso e alabastrino, sino  alle incisioni su zinco a tecnica mista, , emerge la poetica di questo artista dalla grande sensibilità, che racconta i volti oscuri e minacciosi della guerra portatrice di dolore e separazione, morte e distruzione, e allo stesso tempo  quella possibilità data all’umanità di cambiare il proprio destino mirando alla pace, ora sempre più urgente e necessaria per non perdersi. Citiamo le parole della Sindaca Francesca Sbardella alla presentazione dell’evento:

“:,,,le sculture di Paolo Mayol trovano oggi spazio alle Scuderie Aldobrandini per raccontarci le storie della vita, quelle che viviamo ogni giorno ma che spesso ci sfuggono nella frenesia del quotidiano, La  pace, così fragile e necessaria, diventa qui tangibile,  percorribile, qualcosa che si costruisce guardando, sentendo e comprendendo (citazione tratta da https://www.giornaleinfocastelliromani.it/frascati-i-riti-del-tempo-la-pace-di-paolo-mayol-in-mostra-al-museo-tuscolano-scuderie-aldobrandini/)

Tra le 84 opere esposte citiamo: Ali in gabbia, Il Volto della pace, Centauro allo specchio realizzate in bronzo a cera persa e CronostasiLa priamide del Tempo (incisione su lastra in zinco a tecnica mista: acquaforte, puntasecca e acquatinta) che rappresentano un invito a proiettarsi con altri occhi sul presente per scoprire come anche il sogno della pace sia possibile. Questa nuova visione la si può ritrovare- come prima accennato- lasciando andare preconcetti, giudizi e riconciliandosi con quelle zone d’ombra in cui spesso si resta imbrigliati lasciando che a rischiararle sia una rinnovata consapevolezza che mette al centro il rispetto per sé e l’altro.

Le opere di Mayol fanno luce sul vissuto dell’uomo ascoltando le sue paure e speranze, soffermandosi sui suoi interrogativi riguardo il senso della vita e sul perché di tanta indifferenza, e alienazione quali ombre unite all’insano egoismo che non aiutano a guardare con amore oltre il proprio confine.

Silvana LAZZARINO   Roma, 7 Settembre 2025