di Adolfo SANSOLINI
Dai riflessi della migrazione caraibica alla riscoperta delle radici familiari, trenta anni di opere in mostra a Londra
Nascere a Birmingham da genitori giamaicani ha consentito a Hurvin Anderson di navigare sin dall’infanzia attraverso una molteplicità di suoni, colori e culture. Questo ampio ventaglio di sensazioni ha plasmato il suo percorso artistico, ispirandolo nello sviluppo di uno stile unico che riassume i vari mondi legati alla sua storia personale.
A lui è dedicata la mostra in programma alla Tate Britain di Londra fino al 23 agosto: una retrospettiva che include circa 80 lavori realizzati nell’arco di trent’anni.

Negli anni ’50 e ’60 le città britanniche stavano cambiando rapidamente volto: continuava la ricostruzione post-bellica e il governo di Londra decise di aprire le porte alla popolazione delle ex colonie per rimpinguare il mercato del lavoro. Circa mezzo milione di cittadini del Commonwealth ha colto questa occasione per cambiare vita.
Gli Anderson lasciarono la Giamaica per Birmingham, che in quel periodo era già la seconda città del Regno Unito e l’epicentro dello sviluppo industriale britannico. Nel 1965 Hurvin nacque nel quartiere popolare di Handsworth, di cui nel corso degli anni ha rappresentato luoghi e persone.
Quasi a riflettere la difficoltà di rappresentare quell’ambiente in modo categorico, nei suoi ritratti i volti spesso si dissolvono e i corpi acquisiscono forme indefinite ma comunque capaci di trasmettere la dinamicità del momento. Qualche passo indietro nelle ampie sale dell’esposizione aiuta a entrare ulteriormente nelle immagini scoprendone sfumature diverse. È riconoscibile un riverbero dello stile di Peter Doig, di cui è stato allievo.

I ritratti familiari sono ricordi che trasmettono emozioni, come Beaver Lake del 1998, in cui ha ritratto la sorella e la nipote emigrate in Canada, nell’atto di attraversare il lago ghiacciato.
Il tema della migrazione, soprattutto di chi era arrivato in Inghilterra in cerca di fortuna come i suoi genitori, è ricorrente e si incrocia con la scoperta graduale dell’ambiente circostante. Arrival è il titolo di opere stilizzate in bianco e nero del 1997, che raffigurano lo sbarco da un aereo. Sono da collegare idealmente alla grande installazione del 2024 Passenger Opportunity, presentata per la prima volta al PAMM di Miami: è un muro di immagini formato da sedici tavole di diverse dimensioni che formano una struttura di dieci metri di lunghezza e quattro di altezza. Racconta una storia in cui si intrecciano scene di vita familiare nei Caraibi e di sradicamento dalla terra d’origine.

Handsworth e dintorni sono raffigurati attraverso occasioni di incontro come le partite di pallone o luoghi significativi come la grande piscina di Audition (1998), che aveva conosciuto solo attraverso foto di archivio.
Un capitolo a parte è dedicato alle botteghe di barbiere, sia inglesi che caraibiche, a cui ha affidato il compito di rivelare spaccati di vita quotidiana che riflettono cultura, politica e colori locali in ambienti plasmati sia dai gestori che dai loro clienti.
Negli anni 2000, Anderson ha iniziato a rappresentare con effetti talvolta affascinanti spazi separati da barriere di vario tipo ma visibili attraverso di esse. Ne sono esempi di spicco la tende antimosca a perline di Beaded Curtain (Red Apples) del 2010, le sbarre di protezione alle finestre della serie Welcome (2005 e altre versioni sia precedenti che successive) e la rete di recinzione dietro cui si osserva un campo da tennis di Country Club: Chicken Wire.

Ci si avvia all’uscita accompagnati da paesaggi e piante monumentali dai colori intensi, che invitano all’osservazione da più angolazioni e distanze.
Hurvin Anderson ha conquistato uno spazio importante nel fertile panorama creativo britannico contemporaneo, arrivando a essere uno dei quattro artisti nominati per il Turner Prize del 2017. I suoi lavori sono stati esposti anche oltreoceano, rimanendo però sinora confinati soprattutto al mondo anglofono.
Questa sua presenza alla Tate Britain conferma il suo valore ma il suo percorso artistico è ancora in pieno sviluppo.
Fra i vari progetti in cantiere, a partire da novembre gli appassionati di murales potranno ammirare per un anno un suo lavoro nella fermata della metro londinese a Brixton.
Adolfo SANSOLINI Londra 7 Giugno 2026
