di Claudio LISTANTI
Il tenore Gregory Kunde è uno degli artisti lirici più acclamanti di oggi, un cantante che raccoglie successi in tutto il mondo per le sue interpretazioni intense e del tutto coerenti con i contenuti musicali e drammatici dei personaggi a lui affidati.
Oggi è considerato da larga parte della critica un vero e proprio ‘fenomeno’ vocale per la sua importante carriera caratterizzata da un repertorio affrontato che va dal tenore leggero del Rossini buffo per transitare dai ruoli fondamentali del repertorio romantico, offrendo prove di grande statura nel Rossini tragico come nell’opera francese, nei diversi personaggi belliniani e donizettiani, nei grandi ruoli verdiani come in quelli più significativi e coinvolgenti di Puccini senza evitare importanti tappe nelle parti vocali preminenti del cosiddetto verismo italiano, un repertorio molto esteso se si considera anche la presenza dell’opera lirica delle origini, vale a dire i ruoli significativi di Claudio Monteverdi in Orfeo e Incoronazione di Poppea.
Nato a Kankakee nell’Illinois nel febbraio 1954 la carriera del tenore statunitense si sviluppa dalla fine degli ‘70 dello scorso secolo per arrivare fino ad oggi. A più di settanta anni oggi, a carriera ancora in atto, è considerato interprete di riferimento per il canto lirico grazie alle sue interpretazioni che riescono a catalizzare all’interno dei teatri di tutto il mondo un pubblico vasto affascinato dal suo modo di cantare ed interpretare che produce sempre grandi e significativi successi.

Per comprendere bene i motivi di questi successi e la felice evoluzione di una carriera che non ha pari al mondo, almeno per quanto possiamo conoscere nei nostri tempi, è stata recentemente pubblicata nella traduzione italiana un importante biografia grazie al Gruppo Editoriale Sial Pigmalión e curata da José Luis Jiménez, giornalista molto attivo nel campo della cronaca e della critica musicale.
Il titolo del libro, inserito nella Collana Ex Libris. Letterature della memoria è Gregory Kunde. Una vita da cantare, traduzione italiana curata da Elisa Vacalebri dall’originale in lingua spagnola Una vida para cantarla, risulta essere un excursus, ma con dovizia di particolari, all’interno di una carriera di circa cinquanta anni ma che non è ancora conclusa perché sono già previste altre tappe importanti, tutti elementi questi che rendono Kunde una personalità artistica particolare.
Tutte le tappe da lui percorse fin qui sono messe in luce in maniera cronologica per farci capire quale è la particolarità di questo ‘miracolo’ che è la voce di questo tenore che risulta all’ascolto sempre pronta ad affrontare le difficoltà delle linee vocali proposte dal repertorio praticato che il tenore supera con sicurezza, naturalezza ed efficacia drammatica.
La sua vita artistica è piena di punti focali che è difficile sintetizzare. Di particolare importanza è l’episodio che ha portato il cantante a scegliere la via teatro d’opera, una forma d’arte che come americano-statunitense può essere a prima vista un po’ ostica. Ma una recita di Salome di Strauss alla Staatsoper di Vienna risulta per Kunde illuminante per le sue scelte. Dal quel giorno del 1978 sentire quel tipo di canto, fluente ed entusiasmante, lo convince ad abbandonare l’idea di studiare per direttore di coro per convergere nei corsi universitari per cantante lirico ed entrare così nel progetto per giovani artisti della Lyric Opera di Chicago. Da questo momento inizia una carriera, che nonostante la presenza di alcuni ostacoli impegnativi da superare lo conduce fino ai trionfi di oggi.
Nel libro appare con molta evidenza la maturazione della voce e la spiegazione del ‘come’ tutto ciò è avvenuto, grazie all’adozione di un percorso privo di forzature nel repertorio che ha seguito il progressivo irrobustirsi della voce che gli ha permesso di passare dal repertorio leggero a quello belcantistico del Rossini serio e di Bellini fino ai grandi personaggi tenorili verdiani e pucciniani eccellendo anche nel repertorio più strettamente verista. Tutto ciò, e questo libro lo pone in evidenza, rinunciando alle diverse proposte per il repertorio wagneriano, scelta del tutto condivisibile perché questo tipo di repertorio può comportare una sorta di salto dello steccato che può avere compromettere la frequentazione del repertorio belcantistico e romantico che, da quello che si legge nel libro, è per lui più attraente.
La scelta oculata del repertorio l’ha portato a raggiungere una sorta di primato, veramente invidiabile per una cantante d’opera, riuscire ad interpretare i due Otello più famosi della storia dell’Opera, quelli di Rossini e Verdi. Il primato era già riuscito a Roberto Stagno, famoso alle cronache per essere stato il primo Turiddu della storia. Ma se per il tenore palermitano tra i due Otello intercorsero quasi venti anni, 1867 Rossini e 1888 Verdi, per Kunde la cosa è avvenuta nell’ambito dello stesso mese, cosa che rende l’evento praticamente miracoloso. Infatti era l’estate del 2015 quando Kunde, nel luglio, interpretò alla Scala il moro rossiniano mentre nei primi giorni di agosto in Spagna, al Festival Internacional de Música “Castell de Peralada”, fu un grande Otello verdiano personaggio ormai divenuto per lui iconico fin dai primi anni 2000.

Ad essere determinanti per la sua carriera furono personaggi come Alfredo Kraus, un altro grande tenore del ‘900 che non lesinò consigli per consentire a Kunde di adottare le scelte ideali per raggiungere questi altissimi traguardi in campo operistico. Altra personalità importante fu quella di Alberto Zedda, lo specialista rossiniano al quale lo stesso Jiménez dedica il libro “in memoriam”, che gli aprì le porte del Rossini Opera Festival di Pesaro conducendo così il tenore statunitense ad essere protagonista ed interprete ‘rossiniano’ di riferimento, e ad arricchire l’elenco, variegato e policentrico, delle sue interpretazioni che conta, ad oggi, più di cento titoli.
Per completare la personalità di Kunde il libro mette in risalto anche gli aspetti extramusicali della vita del cantante a partire dalla drammatica esperienza della scoperta del cancro avvenuta nei primi anni di carriera, che poteva essere definitivamente compromessa ma, fortunatamente, grazie alla sua tenacia e convinzione, la malattia venne felicemente sconfitta. Così come i rapporti strettamente familiari che possono soffrire della lontananza derivati dai lunghi impegni in tutto il mondo ma superati dallo stretto legame coniugale con la moglie Linda, come lei stessa pone in evidenza nel breve ma significativo epilogo finale.
Allo stesso tempo sono citati anche i contrasti con diversi esponenti del mondo della lirica così come la solitudine di un interprete in giro per il mondo, osannato e riverito in teatro ma profondamente solo negli altri momenti dell’attività ed infine la sua profonda amarezza per il poco interesse nei suoi confronti dei teatri della sua amata patria, gli Stati Uniti.
Gregory Kunde. Una vita da cantare propone quindi una visione a tutto campo della personalità artistica di quello che è uno dei tenori più importanti di oggi la cui carriera promette ancora, ne siamo certi, sorprese ed altre tappe importanti. Infatti, molto significativa sarà la prossima prevista per il mese di dicembre 2025 quando a Piacenza affronterà per la prima volta Stiffelio di Verdi (spettacolo replicato poi a gennaio 2026 anche a Modena e Reggio Emilia), un ruolo molto importante per la drammaturgia verdiana le cui caratteristiche, vocali e teatrali, sono ideali per valorizzare le caratteristiche odierne di Kunde che con l’occasione arricchirà il suo già cospicuo repertorio, non solo comprendente i maggiori personaggi verdiani, ma anche tutti quei ruoli fondamentali per tenore di tutta la Storia dell’Opera.
A nostro giudizio è un libro particolarmente interessante per tutti gli appassionati d’opera perché, con semplicità e rigore, focalizza gli aspetti di un cantante che si ascolta sempre con piacere e che ci regala ad ogni sua recita interpretazioni di enorme peso specifico dal punto di vista musicale e artistico.
José Luis Jiménez
Gregory Kunde. Una vita da cantare
Ex Libris. Pigmalión
Claudio LISTANTI Roma 28 Settembre 2025
