Grandi intepreti e grande musica all’ International Tyrrenhian Jazz Festival del 2025.

di Sabatina NAPOLITANO

Vi racconto l’International Tyrrenhian Jazz Festival del 2025, secondo ciò che ho percepito, nella sua morbida luce serale. A Wilma, che lo organizza appoggiata dal marito Edoardo, piace dire che il jazz è improvvisazione ed è questo che la spinge a invitare artisti da tutto il mondo a Santa Domenica Talao. Aggiunge poi spesso che “adora la sinergia” che si viene a creare al giardino (il giardino di Palazzo Campagna). La sinergia tra il pubblico, i musicisti, gli artisti. Che cosa è questo festival? È un’alba quasi metafisica, l’avventura di tanti inizi. Si tiene nel giardino antistante Palazzo Campagna a Santa Domenica, appunto, un giardino, che come ci racconta Wilma con il marito Edoardo, prima era abbandonato. Sono stati loro, col loro amore, a rendere unico questo posto. Qui Wilma ha creato qualcosa di mirabile, tra un bicchiere di vino e un panino assistiamo alla architettura di una magia che non può essere clonata in parallelo, un evento unico che rende fortunati e privilegiati i partecipanti.

Wilma ci tiene a dire anche che molti sono stati gli artisti da tutto il mondo a chiedere di prendere parte al Festival, ma lei ha scelto artisti che restituissero al suo gusto, e al luogo, l’importanza artistica, lontani dalla rozzezza predatoria che può diventare l’accaparrarsi dei locali per le serate. Un rito indiscusso di quattro giorni dal misterioso interesse.

Il primo giorno, cioè il giovedì 17 luglio si sono esibiti gli studenti stellati del centro aggregazione musicale Birdland (“Studenti Stellari del C.A.M. Birdland”) guidati da Gianfranco Perrone, maestro di pianoforte, protagonista indiscusso della serata che ha avuto cura anche la parte tecnica del suono, nonché l’organizzazione complessiva e strumentale delle serate. Affettuosissimo coi ragazzi, attentissimo e paziente coi musicisti. Insieme a Gianfranco non possiamo non menzionare tra i maestri Francesco Formoso alla chitarra e Roberta Lippo alla voce.

I ragazzi

Ho chiesto a Gianfranco dei ragazzi, in modo da non dimenticarne nessuno, si sono esibiti Giulio Vallelunga al sax, Giacomo Mazzilli al piano, Mario Maiorana al basso, Francesco Formoso alla chitarra, Samuele Viscido alla fisarmonica, Alessandro Di Lascio al drum, Ludovica Buonaiuto alla voce, Giada Cassiano alla voce, Francesco alla voce, Giovanna Maceri al sax, Francesco Cutrignelli alla voce.

2. foto. Lorenzo Iorio Trio

Lo stesso giovedì, si sono esibiti anche Lorenzo Iorio Trio e lo Yugen Trio. Lorenzo Iorio è il trio composto da Lorenzo Iorio, alla chitarra elettrica, Alessio Iorio al basso e contrabbasso, e Maurizio Mirabelli alla batteria. Hanno pubblicato diversi album, tra cui “I’m the Sea” (2020), “Connessioni” (2021) e “Anatomy of a Dream” (2025). Lorenzo ha collaborato con artisti internazionali come Joan Chamorro, Mateusz Smoczynski e Atlys string quartet. È orientato al jazz contemporaneo. Un trio dalla forte personalità artistica, con dei brani dolcissimi, una melodia sperimentale che intreccia il jazz ad una efficace sperimentazione. Hanno suonato dei brani inediti e altri dagli album pubblicati. Una sensibilità che irradia sogno. Il groove che avvolge, si incontra al jazz, si inventa. Lasciano un segno profondo e gentile, trionfale ma senza esaltazioni. Un’apertura lucida sul futuro, sulle possibilità delle occasioni.

Alessio si è esibito nonostante fosse infortunato alla gamba sinistra. Ci hanno deliziato con dei brani dall’album “Anatomy of a dream” come vi dicevo prima. Maurizio Mirabelli ha collaborato con artisti internazionali. Ha seguito seminari con molti batteristi di fama mondiale, tra cui Steve Gadd, Dennis Chambers, Vinnie Colaiuta, Horacio Hernandez, Dave Weckl, Billy Cobham, Terry Bozzio, Virgil Donati, Steve Smith, Simon Phillips. Ha collaborato e suonato con numerosi artisti nazionali e internazionali, tra cui Paul Gilbert (Mister Big), Billy Sheehan, Steve Hackett (Genesis), Miguel Martins trio, Amanita Jazz, Sheila Cooper, Andy Middleton, Kekko Fornarelli, Maurizio Solieri, Ricky Portera, Daniele Scannapieco, Tonino Carotone, Madasky, Hocine Hadjati, e molti altri. È stato coinvolto in diverse incisioni in studio, tra cui “The Rome Pro(g)ject” di Vincenzo Ricca (dove ha suonato con Steve Hackett), “Gente a Sud” degli Amanita jazz, “Sunday” dei Multicolor e “Kilometrando” della Spasulati Band.

3. foto. Yugen Trio
“Arrivare alla selezione dei musicisti non è stato facile, ho dovuto scegliere tra cinquantaquattro musicisti o band e non è stato facile scegliere”.

Queste le parole di Wilma prima di introdurre il trio. Lo Yugen Trio è salentino composto da Katya Fiorentino al pianoforte, Stefano Compagnone al basso, Maurizio De Tommasi alla batteria. Hanno pubblicato l’album Tears and Light. Anche in questo caso si tratta di sperimentazione jazz, una chicca, la parola “yugen” in giapponese esprime qualcosa di misterioso, una bellezza profonda, oltre il tangibile. Infatti la loro musica è una danza di concetti, uno spettacolo sul quale costruire una vita. Melodie mai immaginate prima che si raccolgono fino a ricongiungersi in ambizioni altissime. Per questa occasione i musicisti hanno presentato appunto l’album “Tears and light”. Una scalata per raggiungere ciò che si vuole. Lo Yugen Trio è capace di picchi filosofici e umani, insieme, picchi davvero elevatissimi di tensione emotiva.

Passiamo alla serata di venerdì, aperta da Elena Welsh , a cui sono seguiti Christian Mele e Sasa Calabrese e il grande Ray Brown Jr, figlio di Ella Fitzgerald e del bassista jazz Ray Brown.

foto 4. Elena Welsh

Abbiamo parlato di Elena Welch nell’articolo della scorsa edizione, ma ne continueremo a parlare anche ora. Voce potente, graffiante, e ancora più significativa dopo averla già apprezzata lo scorso anno. Anche per questa edizione Elena ha mostrato la sua passione straordinaria per il blues e il jazz, chiamata ad improvvisare anche con gli altri musicisti come con Ray Brown Jr. Mi sono sentita veramente a Chicago, insieme anche a Rob Moore di cui potete leggere scorrendo l’articolo. Elena si è esibita anche con Donna Lorraine Verzaro ed Armando Estima da Parigi. Elena: voce rara, tripudio ai grandi del passato che lascia rivivere in sé stessa facendosi attraversare, donandoci un canto mitologico, interno all’anima. Voce dalla tensione profonda, inafferrabile se non attraverso il vero blues, coscienza di una epoca grandiosa in cui si pone con la sua voce concreta e poetica in una soluzione di continuità.

foto 5 Christian Mele e Sasa Calabrese

Un maestro dell’improvvisazione e un trombettista impareggiabile, Christian Mele non è equiparabile negli accompagnamenti con la tromba. Musicista straordinario, passionale e costantemente proteso all’opera d’arte. Fino a dedicarsi in un modo apparentemente classico ma che sbircia autenticamente ad una sperimentazione personale assai interessante. Bella anche l’interpretazione insieme al suo collega Sasa. Lui una persona accogliente, sincera, verace e calda. Proprietario di un noto caffè jazz a San Nicola Arcella. Protagonista rilevante della realtà della Riviera dei Cedri, amico divertente, positivo, allegro e estremamente raffinato.

Sasa Calabrese, bassista, compositore e arrangiatore, il cui nome è Rosario Calabrese, ha suonato con artisti come Sergio Cammariere, Fiorella Mannoia, Samuele Bersani, Mario Biondi, Nina Zilli, e molti altri. Mi sono venuti i brividi quando hanno riletto il blues di Pino Daniele, così come l’ispirata interpretazione della canzone di Marinella di De Andrè. Insieme spingono un piccolo nucleo di emozioni e senso, un groviglio che non passa i secoli ma li attraversa. Temi della tradizione musicale italiana in note jazz e blues, passioni realiste, eppure fuori dagli schemi nella voce di Sasà che impressiona e lascia un ricordo indelebile nei cuori e nelle anime.

foto 6. Ray Brown Jr

Tutti aspettavano l’evento del concerto di Ray Brown Jr, una irrefrenabile quanto immediata scarica di vero blues. Autentico. Il migliore blues che si potesse avere. Da questo momento noi non siamo più gli stessi, questo concerto fuori dall’ordinario ha inciso nei cuori un ritratto contemporaneo della vera storia. Considerazioni tutt’altro che banali dal momento che in tutti c’è quel pizzico di invidia per chi realmente ha potuto lasciarsi andare alle note dal vivo. Figlio di due icone, ne incarna appieno lo spirito e l’anima: non solo jazz, anche rock’n’roll e il rhythm and blues con echi di Nat King Cole, Louis Armstrong e Frank Sinatra.

Ray Brown sul palco evolve nella forma contemporanea del jazz e del blues, incidendo un canone che regola gli esiti futuri delle sperimentazioni. Sublimando il passato, anticipando il futuro, avvicinandoci all’avventura definitiva dell’amore.

Fabrizio La Fauci, di padre siciliano e madre molisana. All’età di cinque anni conosce l’arte del “percuotere” grazie al nonno materno, timpanista all’Accademia di S. Cecilia. Ha collaborato con musicisti tra i quali: Charlie Cannon, Paolo Fresu, Chicago Bue, Wess, Antonio Onorato, Alex Britti, Lutte Berg, Marvin Stamm, Marco Tamburini, Baraonna, Enrico Granafei, Davide Santorsola, Robertinho De Paula, Mauro Verrone, Eric Daniel, Daniele Scannapieco, Crystal White, Giancarlo Ciminelli, Jenny B, Gegè Telesforo, Franco Califano, Claudio Baglioni, Rossana Casale, Linda Valori, Raiz, Joe Amoruso, Dario Deidda, Tony Armetta, e DiBona&Sangiovanni. Dal 2000 ad oggi, ha partecipato ai più importanti festivals jazz in tutta Italia, tra cui “Marechiaro JF” Napoli giugno 2008; “Fiesta” Capannelle Roma 2003; “MarcoFiumeBluesPassion; ” Roccella Jonica 2010; “RoccelaJazzFestival”: Roccella Jonica 2015, BergamoJazz, VeneziaJF, Tuscia in Jazz, Ronciglione JF, Umbria Jazz, Siena Jazz, Terni Jazz ed altri, ed alcuni importanti festivals in Europa, più precisamente in Svizzera (Ascona , Locarno, etc), Slovenia (Jubiliana), Olanda (Amsterdam, Haarlem, etc.), Austria, Belgio, Francia, Spagna.

Salvatore Sangiovanni è un e pianista virtuoso le cui capacità compositive e di arrangiamento spaziano dall’opera classica italiana al jazz. Ha conseguito un diploma post-laurea in performance di pianoforte classico presso la Royal School of London. Come pianista si è esibito in Europa e Stati Uniti, inoltre è stato premiato in concorsi nazionali ed internazionali. Ha studiato musica da film e orchestrazione sotto Carlo Crivelli ed è stato guidato personalmente dal Maestro Ennio Morricone in un incontro privato avvenuto nel 2010. Nei suoi studi spiccano i le Master-Class con Michel Camilo (membro della facoltà della Juilliard School), la leggenda del be-bop Barry Harris, e il famoso bassista e contrabbassista John Patitucci.
Insieme alla compositrice americana Susan DiBona hanno composto oltre 50 colonne sonore originali di film e televisione, nonché musica per spot pubblicitari, opera, top 40 pop music, teatro musicale e balletto.
DiBona&Sangiovanni hanno vinto 3 Global Music Awards, World Soundtrack Awards, Shortlist David di Donatello e Gloobo D’Oro, e vari premi e onorificenze nel Regno Unito, in Italia e negli Stati Uniti per il loro speciale stile compositivo.
Il duo è stato nominato nel 2017 dalla prestigiosa rivista Colonne Sonore di Milano come miglior compositore italiano e per la migliore musica cinematografica italiana del 2016, trovandosi tra le fila dei vincitori degli Oscar John Williams, James Horner, Ennio Morricone e Alexandre Desplat.
Susan DiBona e Salvatore Sangiovanni hanno composto le musiche per film in tutto il mondo, da Dubai all’India, dagli Stati Uniti alla Grecia, Indonesia e Regno Unito; la loro musica da film, serie e spot televisivi in prima serata è stata ascoltata da decine di milioni di spettatori in tutto il mondo, come ad esempio il loro ultimo Film “Midway to Love” (in Italia, “Ritorno a Midway”) sul canale americano Hallmark entrato nelle case di 56 milioni di persone. I loro lavori sono trasmessi dai canali Rai, Mediaset, Sky, Amazon Prime, Infinity, ZDF, ecc.
Con Il Film “I Liviatani – Cattive attitudini” una produzione Play Entertainment con la regia di Regista Riccardo Papa. Tra i protagonisti l`attore Fortunato Cerlino, già noto per la serie Netflix Gomorra sono stati in concorso ai David di Donatello 2021 ed al Globo D’Oro 2021 (uno tra i soli 3 festival qualificanti per gli Oscar).
Hanno composto la colonna sonora per l’ultimo film con Paolo Villaggio “W Gli Sposi, ed in 2023, la colonna sonora per il feature film “The Answer to My Prayer” col Premio Grammy Luis Fonsi (Despacito)

Sabato 19 è stata la volta di Armando Estima, Rob Moore e All about that, con Veronica Dito e Nacho Cantero. Il sax di Armando Estima ci ha ammaliato. Proveniente da Parigi, ne incarna la lo spirito più profondo. Creando un concerto appassionante e magnetico.

foto 7. Armando Estima e Rob Moore

Rob Moore da Chicago, ha oltre cinquanta anni di carriera, ha pubblicato diversi album, tra cui “Used to be Wild” (2022) e “Chicago Dog“. Mi ha fatto anche dono di due cd, Chicago Dog, appunto e Used to be wild. Ha suonato con leggende del blues come Muddy Waters, Otis Rush e John Lee Hooker. Se Estima ha un timbro delicato e profondo, Moore ha una visione allegra e dinamica delle cose della vita. Rob, intraprendente e curioso ci regala un blues intellettuale, sapiente, prezioso, come di un pensatore e un poeta allegro. Straordinaria eredità di una intera vita dedicata al blues, che dona al pubblico commozione e uno straordinario brio.

foto 8. Veronica Dito e Nacho Cantero

All about that è un duo composto da Veronica Dito e Nacho Cantero. Veronica Dito è una musicista e cantante giovanissima, del ’99, ma con una carriera avviata. Ha ottenuto il premio il “Vinile d’argento”, diretto da Jimmy Fontana e suo figlio Andrea Fontana e “Il Cantagiro”, arrivata in finalissima. Ha partecipato come ospite agli eventi di Casa Sanremo nel 2015, con interviste radiofoniche ed esibizioni dal vivo. È stata finalista in un concorso diretto da Mogol e ha partecipato al Tour Music Fest. Nacho Cantero è argentino, accompagna Veronica con un sound davvero originale: alcuni brani della tradizione musicale italiana, altri della tradizione cubana. Sono due musicisti a cui vogliamo bene, perché sono capaci di affetto, di affezione cura e amore. Doti dei grandi musicisti e non di quelli di passaggio. Tramandano anima mirabilmente, con leggerezza, nostalgia italiana, affondando le radici nella cultura, imprimendosi come connessione profonda tra i racconti della tradizione e le ambizioni sperimentali continue.

La domenica 20, in chiusura, un ultimo concerto di Rob Moore, di Ray Brown Jr, e Salvatore Sangiovanni Trio con Salvatore Sangiovanni, Frank Marino, Maurizio Mirabelli.

Nell’enfasi del festival l’ultima sera non poteva che essere l’incalzare di emozioni alchiliche e sublimi. Rob Moore con le sue divertenti elaborazioni, Ray Brown e la sua brezza di blues romantico e sicuro, il Salvatore Sangiovanni Jazz Trio con le loro sensazioni felici e fiduciose.

foto 9. Salvatore Sangiovanni Tree Trio

Stavolta non ho condiviso delle foto mie per questo articolo ma eravamo rimasti d’accordo di pubblicare alcune foto di Pierangelo. Sono state quattro serate di profondo entusiasmo. Piacere artistico, delicatezza dei suoni, la morbidezza del blues. Momenti di tensione emozionale che consegna ai cuori visioni per i percorsi successivi. Un vortice di profondità e mistero, fra elegante poesia e melodie immense. Mi sono preparata al futuro, e al suo amore, piena di gratitudine e contenta per davvero.

Sabatina NAPOLITANO  Asciano,  27 Luglio 2025