di Francesco CARACCIOLO
Pubblichiamo questo intervento del nostro collaboratore Prof. Francesco Caracciolo su un tema che ha tenuto impegnata la comunità scientifica in numerose pubblicazioni e dibattiti dopo l’attribuzione a Caravaggio di un ‘angelo’ comparso nella Deposizione di Simone Peterzano ( a tutti noto come il ‘maestro del Merisi’); come si sa non tutti gli esegeti ‘caravaaggisti’ e addetti ai lavori hanno confermato l’attribuzione e quindi suscita interesse l’intervista che il prof. Caracciolo ha realizzato col restauratore autore della scoperta. Come sempre, About Art è aperta ad allargare il confronto a chi pensi di poter intervenire poer favorire ulteriori approfondimenti.
-Ho il piacere di intervistare il professore Carmelo Lo Sardo, docente di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico di Magenta (Milano) e attivo come restauratore di dipinti antichi dal 1992.
Negli ultimi anni il suo nome è rimbalzato agli onori della critica storico-artistica grazie alla scoperta di una figura di angelo presente in una pala d’altare del tardo Cinquecento, conservata nella chiesa di San Giorgio a Bernate Ticino (Milano), di cui parleremo a breve attraverso alcune domande che gli rivolgerò attorno a questa scoperta di grande interesse, che merita un maggiore approfondimento.
Inoltre, Carmelo Lo Sardo ha prodotto una cospicua documentazione bibliografica relativamente all’analisi storico-conservativa e diagnostica dei dipinti che ha restaurato nel corso degli anni: tra i volumi pubblicati da Lo Sardo vi segnalo in particolare quello dal titolo “Il Bergognone torna alla luce”, edito nel 2007, e il volume “La canonica di Bernate Ticino, Simone Peterzano e il giovane Caravaggio”, uscito nel 2014.
– Salve professor Lo Sardo, è un piacere rivolgerle alcune domande che mirano ad approfondire il suo importante percorso quale docente di discipline artistiche e di restauratore attivo soprattutto in Lombardia da oltre 30 anni. Innanzitutto, la ringrazio moltissimo per la sua disponibilità nel rispondere alle mie domande, entrando in merito della sua lunga e proficua attività nel campo del restauro e della conservazione del nostro patrimonio artistico italiano, che tutto il mondo ci invidia. Qual è stata la più grande soddisfazione durante la sua carriera di restauratore?
R. Il restauro delle opere inedite di Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone (1453 circa -1523), che ho realizzato nel 1996. È stato particolarmente importante per me e per la mia carriera, non solo perché grazie al restauro è stato possibile attribuire i dipinti al “corpus” delle opere autografe di questo grande artista del Rinascimento lombardo, ma anche perché è stato l’anno di nascita di mio figlio: il funzionario della Soprintendenza che seguiva il restauro – dott.ssa Sandrina Bandera- mi ha detto che è figlio del Bergognone. Ci ho riso su e le ho risposto che io però l’ho chiamato Andrea e non Ambrogio.
– L’opera che le ha procurato più soddisfazioni durante l’operazione di pulitura e di restauro?
R. Senz’altro la pulitura della Deposizione di Simone Peterzano (fig.1),

maestro di Caravaggio perché è emersa la straordinaria qualità pittorica dell’angelo che sorregge la figura di Cristo, che, pur essendo chiaramente opera di un giovane allievo, è di una grazia e di una luminosità cromatica riscontrabile nelle opere giovanili del Merisi in cui è intuibile riconoscere le parole di Roberto Longhi:
“Caravaggio primitivo dai colori dolci, chiari ed aperti, di toni preziosi e quasi smaltati sotto correnti di ombre lucide diafane e leggere”(fig.2).

Un contributo fondamentale è arrivato anche da un bozzetto di un angelo conservato nel Gabinetto dei disegni del Fondo Peterzano al Castello Sforzesco di Milano (fig.3),

bozzetto che Maurizio Calvesi, nel 2012, aveva attribuito ad un giovane Caravaggio ma riferito, però, al San Francesco in Estasi di Hartford (fig.4).

Non era ancora al corrente della mia scoperta, ma adesso è evidente che si tratta, inconfutabilmente, del disegno preparatorio dell’angelo di questa opera.
– L’ultima domanda: cosa ha provato quando la sua scoperta relativa alla Deposizione di Bernate Ticino ha avuto la giusta visibilità durante un’apparizione nella trasmissione televisiva su La7 “Una giornata particolare” di Aldo Cazzullo (riguardo all’angelo eseguito dal Caravaggio), andata in onda il 13 novembre 2024?
R- È stata un’immensa soddisfazione perché è noto a tutti che, quando si parla di opere inedite di Caravaggio si scatena il finimondo. Ringrazio molto Aldo Cazzullo e i suoi eccellenti consulenti storici dell’arte.
La prima presentazione ufficiale di questa scoperta l’avevo fatta nel 2014 a Firenze alla Fortezza da Basso al Salone dell’Arte e del Restauro. Fui invitato da Andrea Galeazzi, direttore della rivista “Kermes: Arte e Tecnica del Restauro” che mi conosceva per avermi pubblicato un articolo sulla sua rivista relativo al restauro del Bergognone.

A Firenze ho presentato una relazione su “Il restauro di un’opera inedita del Peterzano e del suo allievo Caravaggio” (fig.5).
Successivamente ho avuto il riconoscimento del Prof. Gerard Maurice-Dugay, professore emerito alla Sorbona di Parigi e della Scuola Superiore del Louvre e che ha lavorato con Denis Mahon, Mina Gregori, Federico Zeri, Maurizio Marini e Maurizio Calvesi. Nel 2023 ho organizzato il convegno “Giornata di studio sulla Deposizione di Peterzano e del suo allievo Caravaggio” con relatori, oltre a Dugay, storici dell’arte: Pierluigi Carofano, Paola Caretta e Francesca Rossi, ex direttrice del Fondo Peterzano al Castello Sforzesco di Milano, che ringrazio.
– La ringrazio, dott. Lo Sardo, per aver rilasciato quest’intervista e le faccio i miei migliori auguri affinché la sua ultima scoperta, in merito all’angelo della pala di Bernate Ticino, abbia il giusto riconoscimento e accredito nell’ambito della critica d’arte contemporanea nonché nell’imponente storiografia riguardante la vita e le opere del grande “Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio”.
Francesco CARACCIOLO Vicenza 21 Dicembre 2025
