di Claudio LISTANTI
Una nuova pubblicazione della Da Vinci Classics mette in evidenza l’arte della pianista giapponese naturalizzata francese Marina Saiki e la sua sensibilità influenzata dalle due culture specifiche.
Double Reflet (Doppio riflesso) è questo il titolo straordinariamente significativo di una delle ultime pubblicazioni della Da Vinci Classics dedicato alla giovane pianista giapponese ma naturalizzata francese Marina Saiki.

Per comprendere con più efficacia la valenza di questo nuovo Cd è giusto iniziare da alcune notizie biografiche della pianista, oggi tra le più apprezzate e stimante, non solo come solista ma anche come valente camerista viste le numerose esibizioni assieme ad altri strumentisti.
Nata in Giappone, Marina Saiki ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di due anni. Importante stato il suo incontro con Yoko Kono, poi è stata ex allieva di Benedetti Michelangeli, e Christian Ivaldi all’Accademia Francese di Musica di Kyoto, che l’ha incoraggiata, a soli quindici anni, a trasferirsi a Parigi per approfondire ed ampliare la sua sensibilità musicale. Nel 2014 è entrata a far parte del Conservatoire de Paris dove ha conseguito brillantemente il master in pianoforte con Claire Désert e il master in musica da camera. Ha poi approfondito ulteriormente gli studi di pianoforte assieme a quelli di scrittura e improvvisazione generativa.
Fatto questo preambolo è lei stessa che, nelle note accluse al cd, ci spiega come si è evoluta la sua personalità perché molto importante è stato il suo ritorno in Giappone, nel 2023, dopo ben sette anni di assenza, elemento che le ha consentito una sorta di riconnessione con le sue origini per rinsaldare così il legame con la sua terra natale e la sua famiglia. È evidente il lei la convinzione di appartenere a due culture diverse che, seppur distanti tra loro, ne influenzano senz’altro le scelte. Come appare dalle sue stesse parole:
“Ho concepito questo album come un viaggio. Due culture, due epoche, due storie che, in fondo, sono una sola: la storia di chi, sradicato, è allo stesso tempo ovunque e in nessun luogo a casa.”
Ed ecco spiegato il senso di questo “Double Reflet”, un vero e proprio ponte tra passato e futuro che si materializza con la musica dei 12 brani scelti, frutto dell’arte compositiva di compositori francesi e giapponesi che (usando sempre le sue stesse parole) rappresentano
“Due mondi: uno fluido, pieno di luci e colori scintillanti; l’altro opaco, specchio di un vuoto che riempie lo spazio con la sua profondità.”

Il contenuto del CD
Nelle tracce d’ascolto, alcune delle quali riproducenti registrazioni ‘live’, si intersecano e si contrappongono brani di grandi compositori francesi (Claude Debussy, Erik Satie e Maurice Ravel) a brani di rappresentanti della musica giapponese del secondo ‘900 come Toru Takemitsu, Yoshihisa Taira e Akira Nishimura.
Di Debussy tutti conoscono l’importanza, in special modo per i riflessi sul ‘900, secolo nel quale è considerato il rappresentante fondamentale dell’Impressionismo in musica. I brani inseriti nel disco sono ideali per comprendere la poetica del musicista francese. Ad iniziare da Masques, del 1904, con la sua atmosfera inquietante e misteriosa al quale si contrappone una musica dello stesso anno ma di opposti colore e sonorità, L’îsle joyeuse, vera esaltazione della luce e dei suoi riflessi sul nostro animo. Poi le sensazioni delle visioni dei paesaggi invernali nel mirabile preludio Des pas sur neige, sesto brano dei 24 contenuti nel primo libro scritto nel 1910.
Non poteva mancare Erik Satie e la sua musica minimalista qui rappresentato con due eccentriche e sfavillanti composizioni ‘nonsense’ tratte dalle Gnossiennes (la I e la IV) composte nell’ultima decade del ‘900 eleganti ed accattivanti. La cavalcata francese della Saiki si conclude con la musica raffinata di Ravel, uno degli stilisti più grandi di tutto il ‘900. Due sono i brani scelti, La Vallée des Cloches, praticamente coetanea di Masque di Debussy. Il brano è il quinto movimento di Miroirs (Specchi) una suite scritta da Ravel intorno al 1902 i cui brani sono dedicati a cinque diversi componenti de Les Apaches, il famoso gruppo di musicisti, scrittori e artisti francesi, del quale lo stesso Ravel faceva parte. La scelta di questo brano crea una certa assonanza con il ‘Reflet’ evocato dal titolo del disco che in Ravel si manifesta con l’ispirazione delicatamente lirica dell’ascolto delle campane con i loro rintocchi filtrati dalla lontananza. Poi la gioia pura di Jeux d’eau, del 1901, quasi una musica descrittiva, accattivante ed esaltante dello scintillio dell’acqua per un paesaggio sonoro denotato da i flussi che sgorgano da una fontana.
Per quanto riguarda i brani di musicisti giapponesi scelti per questo CD, presentano tutti una certa assonanza i contenuti emotivi di quelli di musicisti francesi. Molto suggestivi quelli di Toru Takemitsu, vissuto nel periodo 1930-1996, con Litany una composizione del 1950 suddivisa in due parti che alterna un senso di infinita tristezza a quello più esplicitamente meditativo della prima parte. Poi Romance dove il piano propone suoni nei quali si riverberano quelli dell’antico Giappone.
Dopo Takemitsu un compositore praticamente coevo, Yoshihisa Taira vissuto nel periodo 1937-2005, per buona parte della sua vita in Francia, elemento che ha influenzato non poco la sua poetica, come dimostra Résonance una composizione del 1870 dagli incantevoli timbri musicali. Poi Akira Nishimura, musicista della generazione successiva ai due precedenti, vissuto tra il 1953 e il 2023, del quale la Saiki propone Invoker proveniente da una composizione più complessa, Three Visions, composta tra il 1978 e il 1994 ed inserita molto opportunamente come primo brano del CD. La particolarità dello stile di Nishimura è l’eterofonia e in questo brano è senza dubbio presente, rivelando un modo di suonare simultaneamente una melodia e un cambiamento di suono e ritmo su quella melodia.
La Saiki nel disco propone una interpretazione particolarmente attenta e mirabile che ha superato con sicurezza la difficoltà di una scelta che sulla carta può sembra disomogenea. La Saiki, infatti, ci offre una interpretazione utile ad evidenziare questa sorta di dualismo tra le due culture, francese e giapponese, che però non entrano in conflitto tra loro ma, al contrario, si fondono idealmente tra loro superando gli steccati posti dalle due culture e mostrare una certa omogeneità di fondo.
Marina Saiki
Double Reflet
Akira Nishimura, Claude Debussy, Erik Satie, Maurice Ravel, Toru Takemitsu, Yoshihisa Taira
Da Vinci Classics
C01012
Claudio LISTANTI Roma Luglio 2025
