di Marco FIORAMANTI
Theo Allegretti – Piano e voce narrante
DAL PRINCIPIO ALL’ALTROVE
Recital pianistico
THEO ALLEGRETTI, AEDO CONTEMPORANEO
La scintilla di tutta l’attività pianistica del Maestro Allegretti scocca e si diffonde a partire dal suo luogo natale: Taranto, Magna Grecia, centro della sua riflessione identitaria. Da qui il suo rispetto per il luogo, la sua integrazione profonda e l’ascolto di quello che il culto antico romano definiva genius loci. La caratteristica allegrettiana sta nella rappresentazione del dramma catartico dell’essere umano nel suo viaggio verso la luce. Una voce sussurrata, la sua, che s’inserisce, come un canto tramandato da secoli, nei suoi brani pianistici che formano l’intero corpus dello spettacolo. www.youtube.com/watch?v=CKSLvhLKxMA
“Dal Principio all’Altrove” è uno spettacolo che parte dal successo di “Memorie del Principio” (Dodicilune, 2016), apprezzato in numerose rassegne italiane, un percorso che unisce musica e racconto, una narrazione che propone una suggestione ulteriore alla magia della musica.
Allegretti accompagna qui il pubblico in un viaggio che fonde improvvisazione pianistica e testi filosofici. Il “Principio” a cui l’autore allude è quello dell’“Origine” e per raggiungerlo è necessario spingersi Oltre.
L’evento inizia al buio. Dal fondo l’artista appare suonando un flauto prima di sedersi e attaccare le note al piano. www.facebook.com/reel/1351738866331127/?app=fbl
Dalla prima delle molteplici brevi pause all’interno delle quali viene narrata la Storia si deduce che siamo nell’area dell’antica Grecia, tra il VI e il V secolo a.C., al tempo dei Presocratici. Sarà lo stesso Allegretti, a fine serata, a commentarmi i punti cardine del suo recital:
L’anziano Baticle, originario personaggio di peso dell’antica Arcadia del Peloponneso – culla di una natura bucolica in cui l’uomo era in equilibrio con la Natura – in fin di vita chiede al figlio Trione di consegnare un riconoscimento al più saggio dei saggi del mondo antico.
“Verso Mileto” – Trione s’imbarcò per Mileto, visto che il premio apparteneva a Talete, che era sapiente nel giudicare le cose e di cui si narrava che avesse determinato la figura stellata del Carro, grazie alla quale i Fenici guidano ora le navi. […] Talete batté il suolo col bastone e sfiorandosi la barba con l’altra mano rispose: “Non prenderò questo dono; tu, se vuoi onorare le parole di tuo padre, … (consegnalo a) Biante …”
(La musica usata per questo testo è quella tradizionale della danza greco-turca tzifteteli)
Scegli una sola cosa” – Talete: Scelta morale come rotta. “Cerca solo una cosa, la Saggezza. Scegli solo una cosa, il Bene”.
(I tasti bianchi e neri lanciano ora l’Inno di una Grecia arcaica)
“Da dove gli esseri hanno origine” – Anassimandro indaga le origini dell’universo. Principio degli esseri è l’Infinito….
(Improvvisazione aperta sulla nascita del mondo)
“Così profondo è il suo logos” – Eraclito indaga la Natura dell’Uomo e dell’Anima, che è irraggiungibile.
(Andamento jazz, oscuro e labirintico)
“Tanto più è anche adesso” – Anassagora, la nascita del Mondo, il Big Bang che inizia il moto rotatorio, il Nous, l’Intelligenza, Principio che ordina il Cosmo.
(La musica si fa minimale, in reiterativo con nuance jazz)
“Sailing with Dolphins” – Nel suo viaggio verso la luce, Trione si perde tra tempeste e oscurità. Il mare lo inghiotte, ma alcuni Delfini – Messaggeri Divini, Esseri di Mezzo – da sempre figure mitologiche preposte al recupero di navi naufragate, lo sollevano dalle onde fino a Porto Saturo, presso Taranto.
(I suoni rimandano a un viaggio immaginario alla ricerca della verità)
“Pythagoras Dance“ – Trione incontra Pitagora e lo inizia a una danza propiziatrice in onore di una delle menti più fulgide del passato, pietra miliare del nostro sviluppo. Pitagora consegna la lyra a Trione iniziandolo alla Musica.
(Allegretti imbraccia una lyra e comincia a suonare una melodia aulica)
“In Search of Light” – Trione parte in viaggio seguendo il canto bizantino verso la luce, un cammino della coscienza, che parte dal mondo visibile e ritrova nell’invisibile la propria origine.
(Parafrasi di un canto salmodiante bizantino. Momento topico dello spettacolo, il pianista
invita il pubblico a partecipare al canto. Lentamente la voce corale prende forza)
“Amina” – Trione, tra canti di dolore e speranza, attraversa i Balcani e giunge al mare della ex-Yugoslavia dove incontra Amìna nel cui canto egli riconosce la luce che cercava: una luce umana, nata dal dolore e trasfigurata in amore.
(La Sevdalinka (1450), melodia popolare Bosniaca-Erzegovina, cantata con passione e fervore.
È un canto che rappresenta la mediterraneità, dalla Spagna ai Balcani passando per il nord Africa)
“7th Path” – Trione lascia il mare delle coste croate, risale attraverso le montagne dei Balcani. Il percorso oltre il visibile verso la trascendenza alla ricerca del settimo cielo.
(Melodia reiterativa, come un vero e proprio mantra)

“Dream Threshold” – Trione raggiunge la soglia del sogno, luogo in cui il mondo visibile e l’invisibile si toccano. In quel varco, la luce che ha cercato diventa presenza, e l’uomo si trasforma.
(In questa fase il suono è misterico e onirico, la musica è un esserci, il pensiero diventa realtà)
“Epilogo”: Passaggio dalla nostra condizione umana a una condizione altra, una serenità d’animo che tuttavia convoglia tutte le emozioni variopinte e contrastanti del trapasso verso una situazione ignota.
(Qui il brano è un lento incedere verso il sublime)
Democrito: “Il Mondo è un Palcoscenico, la Vita è un Passaggio sulla sua Scena:Entri, Guardi e te ne Esci”.
Recital insolito e affascinante, questo di Theo Allegretti, in cui non c’è solo un pianista che suona, ma un artista che ci accompagna in un viaggio esoterico, all’interno del viaggio di Trione. La musica diventa metalinguaggio, il musicante diventa cantastorie, il recital si trasforma in emozione, pensiero, visione. Il Maestro tarantino ci insegna a trattenere quelle immagini narrate a voce bassa e a mantenerle vive durante tutto il brano successivo, come in una sorta di pratica meditativa.
Una volta che il pubblico riesce ad ‘agganciare’ quelle immagini – trasmesse dal testo – alle note che seguono, l’attenzione diviene totale e il mondo, inesorabilmente, si ferma.
Marco FIORAMANTI Roma 2 Novembre 2025
Nota biografica
Theo Allegretti, pianista, impro/compositore, si colloca nel contesto del jazz contemporaneo e musiche di confine, ricercando un linguaggio personale che, attraverso la commistione e la rielaborazione di diversi generi e l’uso di sonorità evocative, si rivela in una sorta di “espressionismo spirituale”. Nel corso degli anni si cimenta in collaborazioni e composizioni di varia natura, realizzando jingles, arrangiamenti, musiche per radio-tv e teatro ed esibendosi in solo, in recital di poesia e teatro-musica, in diversi ensemble nonché con la confluenza di altre arti. Si esibisce in piano solo già dall’inizio degli anni ’90. Il suo reading-concerto “Memorie del Principio”, basato su testi dei Presocratici, dal 2014 viene presentato in diverse rassegne, diviene uno spettacolo di teatro-danza ed un disco in piano solo pubblicato dall’importante etichetta jazz italiana “Dodicilune” (2016), ottenendo ottimi riscontri di pubblico e critica (JAZZIT likes it, Pianosolo, Alias/il Manifesto, Rockerilla…). Nell’ottobre 2022, riceve il premio speciale “Antica Pyrgos” di Lanuvio “per il suo impegno nel dialogo artistico tra musica, letteratura e teatro”. La rivista “Pianosolo” così si esprime al suo riguardo: “Musica per fermarsi un momento a pensare e trovare risposte, sempre aperte comunque, ai grandi interrogativi che sono intrinseci alla storia stessa dell’uomo”.







