di Mario LIPARI
Dal Palazzo Abatellis al Reina Sofia, l’orrore della morte che pregna il contemporaneo
Qualche tempo fa si è conclusa la mostra “Attraversamenti – Il Trionfo della morte, Guernica di Picasso e Crocifissione di Guttuso”, visibile al pubblico a partire dal 14 dicembre 2024 presso l’antico palazzo nobiliare situato a Palermo, in via Alloro, ex residenza del maestro Portolano del Regno Francesco Abatellis (fig. 1).

Dal 1954 l’edificio è sede della Galleria regionale della Sicilia esponendo una delle maggiori raccolte d’arte d’Italia, testimonianza dello sviluppo culturale figurativo in Sicilia, e non solo, dal XII al XVII secolo, con opere di importanti artisti attivi sull’Isola, come Antonello da Messina e Pietro Novelli.
La Galleria, maneggiata nell’allestimento dalle mani sapienti di Carlo Scarpa, è nota anche per ospitare alcuni capolavori che costituiscono autentiche icone della storia dell’arte occidentale, come il Trionfo della Morte (fig. 2). Affresco datato alla prima metà del XV secolo, ma di autore ignoto, proveniente dal cortile di palazzo Sclafani a Palermo e il cui elevato livello artistico fa pensare a una diretta commissione reale, magari di un artista straniero chiamato appositamente per operare a Palermo.

Un tema, quello del “trionfo della Morte” abbastanza diffuso già nel Trecento, ma che qui viene raffigurato ostentando maggiore interesse per i temi macabri e grotteschi di crudele espressività, una caratteristica abbastanza rara in Italia che ha fatto ipotizzare gli studiosi la mano di un artista transalpino. Quasi una “spettacolarità” orripilante che non può essere passata inosservata nei secoli successivi e che, sicuramente, è stata accolta dal contemporaneo come modello per esprimere i raccapriccianti scenari della violenza umana sfociata nello squallore irrazionale della guerra. L’atto di violenza massima che non lascia scampo a nessuno e che avvelena tutto ciò che tocca.
È su questo legame con il contemporaneo che la Mostra e il consecutivo catalogo, SilvanaEditoriale, indagano, richiamando due grandi artisti: il malagueño Pablo Picasso e l’autoctono Renato Guttuso. Grazie ai curatori, la dirigente responsabile della Galleria Maria Maddalena De Luca, Serena Baccaglini e Marco Carapezza, e al Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana nelle figure dell’assessore Francesco Paolo Scarpinato e del dirigente generale Mario La Rocca, è stato possibile ricreare un percorso storico-artistico accurato e attraente non solo per il pubblico più “profano”, ma anche per gli addetti ai lavori che hanno potuto, così, ritrovare il vero motivo per cui si fa una mostra, lo studio che c’è dietro.
Ma gli encomi vanno anche alle presenze temporanee a Palazzo, in particolare l’arazzo (fig. 3) realizzato da Jacqueline de La Baume-Dürrbach sotto l’approvazione di Pablo Picasso e che ritrae la sua Guernica (fig. 4), proveniente dal Museo Unterlinden di Colmar, e la Crocifissione (fig. 5) di Renato Guttuso della GNAMC.



Opere che, in relazione al Trionfo della Morte, comunicano con lo spettatore la tragedia che esse mettono in scena, quasi come un ammonimento. Tanto brutali queste opere contemporanee da essere state bersaglio delle critiche della società, sicuramente scioccata dalla cruda realtà messa su tela.
La ricerca dietro la Mostra analizza anche il possibile percorso che ha portato Picasso a farsi ispirare dall’affresco palermitano per il suo capolavoro madrileno, un percorso che include non solo l’uso della fotografia come mezzo di trasmissione dell’opera, ma anche l’agire e i disegni di Guttuso (un esempio importante sono le Due teste di cavalli della Collezione Archivi Guttuso, fig. 6) come anello di giunzione tra l’opera quattrocentesca e l’artista malacitano.

Non volendo spingermi oltre e non potendo più consigliare una mostra ormai conclusa, raccomando caldamente il lettore di procurarsi il Catalogo (vedi fig. 1), sia per accrescere la propria conoscenza ma anche per continuare a dare valore al lavoro del comitato scientifico impiegato in questa sconvolgente e riflessiva Mostra.
Mario LIPARI Catania 10 Agosto 2025
