Dai Papiri Egizi a Pino Pascali. Al Palazzo delle Esposizioni “Restituzioni 2025”.Tesori d’arte restaurati (fino al 18 gennaio 2026

di Marco FIORAMANTI

DAI PAPIRI EGIZI A PINO PASCALI: Trentacinque secoli di patrimonio artistico italiano

Roma, Palazzo delle Esposizioni

Restituzioni 2025 – Tesori d’arte restaurati fino al 18 gennaio 2026

Nell’ambito della XX edizione di Restituzioni, il grande programma di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico nazionale, condotto da Intesa San Paolo da 36 anni in collaborazione col Ministero della Cultura, (www.restituzioni.com) da pochi giorni si è aperta al pubblico la prestigiosa mostra “RESTITUZIONI 2025” presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 18 gennaio 2026.

È lo stesso Presidente Palaexpo, Marco Delogu, a introdurre la mostra nella conferenza stampa:

“Arriva a Roma Restituzioni. Arriva nella cittĂ  eterna, che per definizione custodisce una straordinaria tradizione di restauro. Ricordo con gratitudine figure come Cesare Brandi, Giovanni Urbani e Michele Cordaro, che alla guida dell’Istituto Centrale del Restauro hanno lasciato un’ereditĂ  fondamentale nella storia dell’arte e della conservazione. La mostra parte da sei statue di etĂ  romana e ci conduce in un percorso straordinario che unisce linguaggi e secoli diversi, fino all’opera di Pino Pascali, piĂš volte esposto nel nostro Palazzo. Fondamentale in questo progetto è il ruolo di Azienda Speciale Palaexpo, che collabora alla produzione della mostra, confermando la sua missione di promuovere e condividere la conoscenza dell’arte in tutte le sue forme. Il grande valore di Restituzioni 2025 è quello di mettere al centro il lavoro delle restauratrici e dei restauratori, protagonisti silenziosi ma essenziali, il cui sapere tecnico e scientifico è oggi decisivo tanto per l’arte antica quanto per quella contemporanea. A loro, agli artefici di questi restauri, vorrei idealmente dedicare questa mostra”.

La mostra presenta 117 opere restaurate (delle 128 complessivamente coinvolte tra il 2022 e il 2025), provenienti da 67 enti proprietari distribuiti in tutte le regioni italiane, selezionate con un unico criterio: rispondere alle esigenze di tutela espresse dai territori. La curatela scientifica è affidata a Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco e Carlo Bertelli, quest’ultimo in qualità di curatore emerito.

Vista prospettica della mostra
Testa Femminile (Roma, Galleria Corsini)

Accanto a croci dipinte, arazzi, rilievi, dipinti e a opere di grandi artisti del passato e della contemporaneitĂ , come Giovanni Bellini, Giulio Romano, Mario Sironi e Pino Pascali, i visitatori hanno la possibilitĂ  di scoprire anche oggetti particolari che testimoniano la varietĂ  e peculiaritĂ  del patrimonio artistico italiano.

Giovanni Francesco Antegnati (ca 1480-1560), Arpicordo (spinetta pentagonale), 1544

Tra questi, per esempio, la spinetta cinquecentesca di Giovanni Francesco Antegnati, la draisina ottocentesca (un’antenata della moderna bicicletta) da Gallarate, l’arco da samurai e la barca siamese dal Castello Ducale di Agliè, la barca cucita (metĂ  II – fine I secolo a.C.) di oltre 4 metri dal MAN di Adria, un letto in osso di etĂ  romana da Chieti, due abiti in stile Charleston da Roma e una macchina planetaria dal Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.

Un’importante collaborazione internazionale Italia-Belgio ha permesso il recupero del Retablo con la Adorazione dei Magi della chiesa milanese dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore (San Nazaro in Brolo), operato dall’Institut Royal du Patrimoine Artistique (IRPA) di Bruxelles.

Jan II Borman, Adorazione dei Magi (1495-1510)
Giovanni Bellini, Madonna col bambino (1470 circa)

Commissionata sul finire del XV secolo per la cappella di famiglia dal ricco mercante milanese Protasio Bonsignori da Busto, impegnato nei commerci con il Nord Europa, l’opera è stata attribuita con certezza a Jan II Borman, della celebre famiglia di scultori di Bruxelles. Il restauro è frutto della collaborazione internazionale posta in essere da Soprintendenza e Diocesi di Milano, Fondation Périer-d’Ieteren, Fonds Jean-Jacques Comhaire e Fonds René et Karin Jonckheere gestiti dalla Fondation Roi Baudoin e Intesa Sanpaolo.

1 Mario Sironi, Bozzetti preparatori per la decorazione dell’atrio di Palazzo Liviano (PD); 2 Pino Pascali, Requiescat, 1965

3 Ambito Francescano, Crocifissot, XVII sec., ultimo decennio; 4 Bottega meridionale, Reliquiario a tabella, XVIII sec. (teca) 

5Trono dal corredo Tomba Barberini di Palestrina, VII Sec. a.C, (a parete) Luca Giordano, Lotta tra Perseo e Fineo, 1680 ca; 6 Luigi Ottajano, Trono, 1874 

CosĂŹ conclude il suo intervento Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo:

Oggi condividiamo il recupero di oltre 120 preziosi pezzi del patrimonio d’arte nazionale, a conclusione di un appassionato percorso di lavoro e approfondimento fatto con importanti studiosi e con i migliori professionisti del restauro, eccellenza italiana nel mondo. Ammirare queste opere, a Roma nell’anno del Giubileo, sottolinea in modo particolare il valore del progetto Restituzioni, un’assunzione di responsabilitĂ  nei confronti del patrimonio culturale italiano e delle tante comunitĂ  locali coinvolte”.

Marco FIORAMANTI*  Roma 2 Novembre 2025

*(Le foto sono dell’autore durante la conferenza stampa)