Da un inedito documento dell’Archivio di Stato di Palermo: arte, rivendicazioni ed animosità nella Scicli settecentesca.

di Elvira D’AMICO

Nel cuore di una cittadina siciliana patrimonio dell’Unesco

La ricerca d’archivio riserva a volte delle vere sorprese, ponendo contestualmente degli interrogativi sulla linea da seguire, nell’eventualità di ritrovamenti casuali su fatti che scantonino dai temi iniziali prefissi. Nel caso però che questi attengano ad uno dei magnifici centri del Val di Noto, oggi patrimonio dell’Unesco (2002), complice l’emozione del ritrovamento, cade l’incertezza sulla linea da seguire.

E’ questo il caso di un lungo documento stipulato nel luglio 1753 , da me ritrovato all’Archivio d Stato di Palermo (v. Appendice documentaria), il quale  sebbene sgrammaticato ed ostico alla comprensione, offre pur tuttavia uno spaccato di vita della Scicli settecentesca, nella quale ferve la ricostruzione dei maggiori cantieri ecclesiastici post terremoto del 1693, in primis la Collegiata di San Matteo e la parrocchiale di S.Maria della Piazza. Attraverso le veementi rimostranze alla Corte vicereale dell’Arciprete dell’antica Matrice di San Matteo (fig.1), don Antonio Carioti, che chiede stanziamenti per la sua ultimazione, si apprende che questa è all’epoca compiuta fino al cornicione, ma totalmente sprovvista del tetto ed è così mal ridotta che le prediche si devono effettuare nella vicina collegiata di S.Maria della Consolazione (fig.2).

1-Collegiata di San Matteo, Scicli
2-Chiesa di S.Maria della Consolazione,interno, Scicli

Al confronto la chiesa parrocchiale di S.Maria della Piazza gode di una rendita di onze 60 dovuta all’interessamento del vice procuratore e dei giurati, grazie alla quale è stata ultimata nelle fabbriche e dipinta con colori a vernice da un talentuoso artista romano, decorazione che ha interessato finora le colonne e che dovrà estendersi a tutte le cappelle della chiesa. Inoltre essa è ben provvista di arredi lignei quali lo scranno giuratorio, il pulpito e i confessionali, tutte opere in buone condizioni conservative. Dunque l’esponente chiede che la cifra prevista per tale chiesa sia stornata verso la Matrice, che ritiene di gran lunga più importante, essendo la chiesa dell’Università, svolgendosi in essa le funzioni reali e inoltre custodendo le spoglie del patrono S.Guglielmo (fig.3).

3-Arca reliquaria d’argento di San Guglielmo, sec.XVII, Scicli, Chiesa madre
4- Rosario Gagliardi, Duomo di San Giorgio, Ragusa Ibla

Pertanto, considerando che per la chiesa madre di S.Giorgio di Ragusa (fig.4), attualmente in costruzione, la Regia Corte ha erogato 100 onze annue, il prelato di Scicli rivendica almeno 60 onze annue per la ultimazione della propria chiesa.

L’autorità preposta del Tribunale del Real Patrimonio prende atto della supplica e ordina al Proconservatore di Scicli che si effettui un’ indagine per poter prendere le misure che riterrà più opportune.

L’antica  Collegiata di San Matteo, di origini normanne, sita sul poggio poco fuori dal paese, rasa al suolo e ricostruita dopo il terremoto del 1693, testimonia ancora oggi la sua maestosità nei possenti pilastri cruciformi che sostengono le tre navate confluenti in absidi quadrangolari che conservano labili tracce della decorazione plastica di un tempo (fig.5),

5- Collegiata di San Matteo, interno, Scicli

mentre la facciata  movimentata da colonne, con coronamento ondulato rimasto incompiuto, reca incisa sul cornicione la data 1762 (fig.6), plausibilmente riferentesi alla fine dei lavori del prospetto, finora l’unica data certa riferibile alla ricostruzione settecentesca della chiesa.

6- Collegiata di San Matteo, particolare della facciata, Scicli

La nuova data della supplica dunque, il 1753, costituisce un punto fermo per datare i lavori d’innalzamento dei muri interni fino al cornicione dell’edificio. L’altra chiesa  citata nel documento è quella cinquecentesca di S.Maria della Piazza, abbattuta alla fine dell’800 per la costruzione della piazza del Municipio. Essa, della quale rimane oggi solo una stampa seicentesca, subì ampie modifiche nella prima metà del ‘600, quando furono costruite e dotate le cappelle dai notabili del luogo e dopo il terremoto del 1693 ebbe una nuova facciata progettata da Pietro Cultraro (cfr. Nifosì).

La chiesa, come risulta dal nuovo documento del 1753, a questa data dovette essere pure rivestita di una nuova veste pittorica da parte di un non meglio specificato pittore romano. La predilezione del clero sciclitano per artisti continentali del resto è attestata dalla presenza di altre opere, come la pala raffigurante la Nascita della Vergine di Sebastiano Conca nella chiesa di S.Maria la Nova (fig.7)

7-Chiesa di S.Maria la Nova, Scicli

e più tardi di due tele del pittore romano Francesco Pascucci – il Martirio di S.Bartolomeo (1779) nella omonima chiesa (fig.8)

8-Chiesa di San Bartolomeo, altar maggiore, Scicli

e la Madonna delle Milizie (1782) (fig.9),

9-Francesco Pascucci, Madonna delle milizie, (part.), 1782, olio su tela, Scicli, Chiesa madre

già nell’Eremo delle milizie  e oggi nella nuova Matrice (cfr. Bongiovanni), tutte opere presumibilmente inviate dalla capitale nella cittadina siciliana.

Chi fosse il “talentuoso romano”- questo residente in loco – che già nel 1753 decorava la chiesa di S.Maria della Piazza non è dato sapere, ma è certo che a quella data nel Val di Noto erano presenti artisti romani come Gaspare Fumagalli, pittore e decoratore, attivo soprattutto nel palermitano ma documentato anche nella vicina Caltagirone, dove nel 1749 eseguiva gli apparati effimeri per la festa di San Giacomo (cfr. Bongiovanni). In ogni caso il ricorso a un artista romano alla metà del Settecento denota da parte della comunità sciclitana – accanto all’utilizzo finora documentato di artisti e maestranze locali (cfr.Piazza) – l’apertura a un gusto moderno e all’avanguardia, di cui non possiamo purtroppo cogliere la portata.

Elvira D’AMICO, Palermo, 3 Maggio 2026

                                                  —Appendice documentaria

Archivo di Stato di Palermo, Tribunale Real Patrimonio, Lettere viceregie e Dispacci patrimoniali, vol.3027, ff.14-16

Il Rev Arciprete della Chiesa primagna Matrice insigna Colleggiata di San Matteo Apostolo ed Evangelista Don Antonio Carioti della Città di Scicli espone a Vostra  Eccellenza umilmente come dal terremoto del 1693 tiene col pubblico di detta Città in quattro archi fino al cornicione fabricata la detta matrice, escoperta da decembre prossimo passato finora per cui si an gettate centinaia di botti d’acqua al cielo in questinverno finora, né a’ stato possibile darvisi fine si à inteso però di fresco, che il Rev. Sac. Don Gabrielo Nifosì vice rettore della Chiesa Parrocchiale di Santa Maria la Piazza di detta città col favore de’ presenti Giurati Spettabili Don Domenico Carthia, Don Giuseppe Lucifera, Don Guglielmo Xifo e Don Gaetano Ficicchia Parrocchiani di detta Chiesa di Santa Maria per contragenio spiegato in ver la Chiesa Madre per loro informe, e senza rossore domandarono ammuniti col Rev. Nifosì vicerettore gran somma per finirsi la detta parrocchiale, a’ quale oggetto gli concesse per un dispaccio di fresco Vostra Eccellenza per via del Real Patrimonio di Palermo o. 60 per una volta, attesa la necessità Scarmo Giuratorio, del Pulpito de’ Confessionarij; ed altro, quando la detta Parrocchiale tiene Scarmo Giratorio, Pulpito, in cui vi si a’ predicato quest’anno, e tre Confessionarij; e proveduta di tutto, quantoche pelle bastanti rendite tiene il SSo Sacramento di essa, e pelle grosse limosine, riscosse, si à finita la detta Chiesa mancante nella volta, e pelle grosse cessioni il Procuratore a’ fatto nelli atti di Notar Mormina di o. 217 e tt.  Per altra in Notar Giuseppe Terranova, e per avere riscosso d’attratti per latti di Notar Suddetto Mormina o. 85 dopo aver trovata più della metà compita di fabriche il vicerettore, e ridotta la detta Chiesa commoda a’ tutte le Sagre funzioni sin dal Natale prossimo passato, eperche nell’atto stesso, che l’Esponente… a’supplicato Vostra Eccellenza di un congruo astento ogn’anno al compimento della Chiesa più degna che è la Chiesa Madre fini alfine, e l’artifizio studiato de’ Singoli presenti Giurati, e del vicerettore, che fino pretese levar la predica quaresimale di quest’anno per approfittarsi della limosina di sua Chiesa terminata, e in tale stato, che la stà facendo pittare a’ un virtuoso Romano, come al presente ne’ vedono dipinte a’ vernice tutte le Colonne di detto tempio, dovendo seguirne le molte cappelle dell’ali inferiori, che restano accordate, come disse tanto, e domandata fin la limosina della predica su detta, quando se dovuta avesse cessare per esserla dalla Chiesa Madre, e non della Parrocchiale che solo si fà in esse per commodita de’ Popoli, allora in fabrica la detta Parrocchiale, il solo esponente Arciprete… per l’atti di Notar Mariano Muccia sotto li    ebbe a dare il permesso di farsi altrove la detta predica, come seguì per tre anni nella Collegiata della Consolazione giuste rappresentanze tutta a’ fin di movere, restar persuasa Vostra Eccellenza non essere stata verità, salva pace, quanto informarono li Spett. Giurati, ed espose il Rev. Nifosì vicerettore fattosi remora alle giuste domande dell’esponente in pro’ di cui parla da se stessa a’ vista del’Esseri, e Cittadini la precisa necessità della Matrice, in cui si fanno le reali funzioni, ed è la propria chiesa dell’Università, come più degna di tutte, e non la Parrocchiale in cui vi termina solo la Matrice, le generali processioni, maggiormente in essa Matrice, che vi si conserva intero il Sacro Corpo di San Guglielmo Patrono principale di detta Città, quindi avendo rendite bastanti la detta Parrocchiale meglio assai della Matrice, che l’è poverissima, come costa alle pietre, che non la degnano i Giurati di un sguardo sino a non farvisi presenti nelle Sagre Funzione come usa l’Eccellentissimo Senato di Palermo e gli altri del Regno, e fino i giurati delle più sparate terre, e però si supplica Vostra Eccellenza per non attrassarsi il necessario riparo, e venirsi al totale fine della edificazione della Chiesa Madre affine di non debbilitarsi soccorrere annualmente l’Università detta Chiesa Madre in quella somma annuale sospendere affatto la limosina dell’ultimo dispaccio in pro della Parrocchiale niente bisognosa si pretesero ed ottennero, e farsi che la pietà e Santo zelo di Vostra Eccellenza assegnare ad esempio della Chiesa Matrice di San Giorgio della Città di Ragusa, se non o. 100 ogn’anno alla fabrica di quella, almeno o. 60 ogn’anno a questa dell’esponente, e del Pubblico di questa Università e darne la commissione al Spett. Proconservatore Don Guglielmo Fava, e suoi successori obligandolo a’ dover fari pagare ogni anno la detta somma di o. 60 fino al fine della fabrica di detta Matrice, i Giurati sono e saranno in ogni anno in detta Città al Rev. Arciprete e suoi successori e Procuratori di detta fabrica nei primi sei mesi d’ogni sedia di detti Giurati di loro Giurazia con pena all’ esecuzione ed altresì a’ Giurati tutti fino alla fine della fabrica, et ita supplicat… in dorso del quale previa la recognizione fiscale pro vo. Panormo die in triduo 5 juli 1753  – Detur Ordo … Perciò vi ordiniamo che sopra tutto l’esposto nel pre inserito memoriale di detto supplicante Arciprete di Scicli dobbiate avanzare a voi per questa via un ben distinto e circostanziato informo, dello che passa di verità, soggiundo ogni altro stimerete degno della nostra notizia, affinche in vista del vostro informe si potessero da questo Supremo Tribunale intraprendere le ulteriori resoluzioni, e così eseguirete e non altrimente – Datum Panormi in triduo die 15 septembris 1753

Catena P.

Sandoval M.

Laredo cons.

Leone S.

Joseph Miano secr.

Al Proconservatore di Scicli

                                       Bibliografia di riferimento-

P.Nifosì, Scicli, una città barocca, Scicli 1997
G.Bongiovanni, Fumagalli Gaspare, Dizionario biografico degli italiani, vol.50 (1998)
S.Piazza, Le città tardo barocche del Val di Noto nella World Heritage List dell’UNESCO, Soprintendenza BCA, Servizio per i Beni Architettonici, Palermo, Edibook Giada, 2008
P.Nifosì, Santa Maria La Piazza nel Seicento: come ti costruisco una chiesa, in Ragusanews.com, 26,07,2013
G.Bongiovanni, La Madonna a cavallo di Scicli, un’iconografia inconsueta, in Karta,5, 2010,1,16-17