Da Tel Aviv a Firenze, dal Guggenheim al Museo Novecento l’azione dei performer israeliani ispirata a Rodolfo Siviero

redazione

Choreography for a Collection 

Il 2 e 3 luglio il collettivo israeliano Public Movement porta alle ex Leopoldine un’azione perfomativa organizzata in collaborazione con Vistamarestudio

Dal Guggenheim Museum al Museo Novecento il passo è breve: arriva a Firenze uno dei gruppi più innovativi di teatro-danza. Dopo aver presentato le proprie performance in biennali e istituzioni di tutto il mondo, tra cui il Guggenheim Museum di New York, il collettivo israeliano Public Movement arriva alle ex Leopoldine il 2 e il 3 luglio dalle 18:30 alle 22 per un’azione perfomativa organizzata in collaborazione con Vistamarestudio.

Al Museo Novecento verrà presentata la perfomance Choreography for a Collection, un lavoro di recentissima produzione basato sulle ricerche effettuate dal gruppo sull’arte prodotta in Italia tra il 1909 e il 1945 – da artisti quali Giacomo Balla, Giuseppe Graziosi, Giorgio Morandi e altri – che fu distrutta, persa o trafugata durante la seconda guerra mondiale. La coreografia si struttura come un viaggio temporale e fisico all’interno degli spazi del Museo Novecento per piccoli gruppi di visitatori alla volta (max 20) che verrà ripetuta nell’arco del pomeriggio.

Rodolfo Siviero

La performance nasce dalla presa di coscienza che la storia dell’arte sia sempre legata e connessa alla storia politica di un paese. Choreography for a Collection è un velato omaggio alla figura di  Rodolfo Siviero e alla lista che porta il suo nome.  A lui – agente segreto italiano con base a Berlino che lavorava sotto copertura come storico dell’arte – si deve infatti il recupero di gran parte delle opere che erano state trafugate dal nostro paese nel corso del secondo conflitto mondiale. Alla fine di gli anni ’30, mentre raccoglieva informazioni su i nazisti, cominciò a sentir parlare di dipinti italiani rubati. Secondo la lista che redasse in quegli anni 1.558 opere d’arte andarono perdute perché distrutte nei bombardamenti o saccheggiate dalle truppe tedesche in residenze private o chiese. Alcune opere vennero identificate come arte degenerata e volutamente distrutte, mentre altre andarono disperse. Il lavoro Choreography for a Collection si concentra su opere realizzate tra il 1909, anno di pubblicazione del primo Manifesto del Futurismo, e la fine della guerra. I corpi dei performer divengono un strumento per performare l’assenza di queste opere dal patrimonio collettivo e per esorcizzarne la perdita. Gli artisti sono interessati ad indagare come queste sottrazioni abbiano avuto un impatto non solo sulla storia ma anche sul nostro contemporaneo, e come abbiano, con la loro assenza presente, influenzato la nostra identità attuale.

Con il progetto di Public Movemet – ha detto il direttore Sergio Risalitiil Museo Novecento prosegue la sua indagine sull’interdisciplinarietà e in particolare sul rapporto tra danza, arti performative e figurative, volta ad inaugurare nuove possibili relazioni tra il pubblico e le opere esposte. Dopo il progetto di Kinkaleri ospitiamo uno dei gruppi di ricerca più innovativi sulla scena artistica e performativa internazionale. Come hanno affermato gli artisti, Coreography for a Collection gioca sulla commistione tra estetica e politica. L’arte è sempre in relazione con la storia e la sua trasmissione, così come musei e istituzioni giocano un ruolo fondamentale nella costruzione della nostra memoria, personale e collettiva”.

Public Movement

Con sede a Tel Aviv, Public Movement è un organismo di ricerca performativa fondato nel 2006 che indaga e mette in scena azioni politiche in spazi pubblici. Il gruppo studia e crea coreografie collettive, forme di ordine sociale, a volte palesi e altre volte segrete. Negli ultimi 12 anni è stato attivo sia nel contesto di spettacoli, festival di danza e teatro, sia in musei e biennali di tutto il mondo, tra cui il museo Guggenheim di New York; Museo d’arte di Tel Aviv, Israele; Biennale di Göteborg, Svezia; Capitale culturale d’Europa Aarhus Danimarca; Festival del Baltic Circle, Helsinki, Finlandia; Performa New York; New Museum, New York; Biennale d’arte asiatica, Taipei Taiwan; Centro australiano per l’arte contemporanea, Melbourne Australia; Pinchuk Art Center, Kiev Ucraina; Hebbel Am Ufer, Berlin Germany, Van Abbemuseum, Eindhoven; Zacheta National Gallery, Varsavia e molti altri. Nel 2018 la galleria Vistamarestudio di Milano ha ospitato la mostra Temporary Orders. Public Movement è stato selezionato per il Future Generation Art Prize 2014 al Pinchuk Art Center di Kiev e ha vinto il premio Rosenblum per l’eccellenza nelle arti. http://www.publicmovement.org

Ingresso gratuito. La performance è a numero chiuso (max 20 spettatori alla volta). Nei giorni 2 e 3 luglio si terranno più repliche negli orari dalle 18.30 alle 22.00. Si consiglia la prenotazione   segreteria.museonovecento@muse.comune.fi.it