di Carla GUIDI
MAUPAL – DA ROMA A MELARA CON AMORE
Nel piccolo centro di Melara (Rovigo) nel cuore della Pianura Padana, arriva una nuova e pungente opera dello Street Artist più amato

L’opera, intitolata “… decreto bollette” raffigura un anziano curvo e stanco, appoggiato al suo bastone, mentre si trascina dietro una bombola del gas, evidentemente troppo pesante per le sue forze.
E’ un’immagine potente che in qualche modo ci riguarda tutti, ma si riferisce alle difficoltà quotidiane di migliaia di pensionati alle prese con il caro energia e l’aumento del costo della vita. In particolare gli anziani rappresentano non solo la generazione dei nostri genitori se non dei nonni, ma in questo caso raffigurano la povertà di persone sole, divenute quasi invisibili, che devono contare solo sulle loro forze ormai in declino, essendo costrette a scegliere tra spese essenziali e bollette sempre più pesanti.
L’opera inoltre evoca qualcosa di antico, quasi obsoleto ma terrorizzante, la malattia, la morte, la paura e la solitudine, cose che tendiamo a non voler vedere, perché purtroppo in questi tempi difficili (pervasi da egoismi sollecitati da paure più o meno reali) nell’immaginario sociale prevalgono solo la tolleranza alla prevaricazione ed agli atti di prepotenza, considerate come le uniche soluzioni idonee a proteggerci da un presente ansioso e caotico, veicolato da spettacoli, questi sì, vigorosi e violenti, che sollecitano gli istinti di base e il desiderio di auto/protezione a qualsiasi costo.

Vorrei ricordare a questo proposito la qualità delle intuizioni pittografiche di Maupal che nel 2014 incollò, su un muro adiacente alla porta d’ingresso del Vaticano, l’immagine del “Super Pope”, una figura significativa, colorata, spontanea ed illegale, che venne presto grattata via dai vigili in mezzo ad una folla che disapprovava rumorosamente quella cancellazione. Ma quell’immagine ricomparve ancora, identica alla prima e si diffuse viralmente perché gradita, dimostrando che non poteva essere cancellata, poiché emergeva dall’immaginario archetipico inconscio che tutti stavano aspettando.
Molti la ricorderanno perché fece davvero il giro del mondo e tutti i media più importanti ne parlarono, a tal punto che poi divenne iconica e rappresentativa di un momento storico in cui le persone si rivolgevano al nuovo Papa (appena eletto) per richiedere una forza autorevole ed etica, impegnata in una missione divina in difesa della pace e della salvaguardia della condivisione dei buoni sentimenti, fra tutti la “Solidarietà“…
Era quello dunque un super eroe atteso da sempre, un po’ in sovrappeso e con gli occhiali da vista perché anziano, ma che andava oltre le convenzioni per identificarsi con valori spirituali più essenziali, portando nella sua borsa insieme a questi “Valores”, la sciarpa del San Lorenzo de Almagro, la squadra di calcio del cuore di Bergoglio.
Un Super Pope quindi semplice, potente ma estremamente umano … e come non rammentare il nostro Presidente Sandro Pertini, una figura altrettanto autorevole ed amata, che si infiammava ai gol di Rossi, Tardelli e Altobelli durante la finale mondiale contro la Germania nel 1982, in uno dei pezzi di archivio più celebri della televisione italiana.
E’ del 2015 invece, l’anno successivo, un’altra opera molto potente di Maupal che ebbe ampia risonanza, riguardante un problema assai forte della generazione dei più giovani e talentuosi, costretti a migrare per avere riconoscimenti adeguati alla loro preparazione. Si tratta di “Esodati”, un’istantanea sulla situazione socio-politica italiana posta nel quartiere romano del Quadraro, precisamente a via dei Quintili 148.

FOTO 3 – “Esodati” 2015 – Opera pittorica realizzata da Maupal nel quartiere Quadraro a Roma per il progetto M.U.Ro creato e diretto dall’artista David Vecchiato conosciuto nel mondo dell’arte urbana con lo pseudonimo Diavù.
Forse perché la Lupa Capitolina non può (o non vuole) dare più nutrimento o forse è la prole ad essere disillusa da una madre assente, i gemelli Romolo e Remo sono costretti ad allontanarsi da Roma ed inseguire un futuro all’estero.
Vorrei ricordare, a proposito di una generazione di giovani eroi (ma del 1976) il murale dipinto da Maupal a 50 anni dal golpe argentino in memoria delle “Madres de Plaza de Mayo”, nei due giorni di incontri e nella sinergia del Mei (Genova) con il Liceo Orazio (Roma) – https://www.aboutartonline.com/madres-de-plaza-de-mayo-il-murales-di-maupal-a-50-anni-dal-golpe-in-argentina/


Aggiungerei anche un altro splendido murale di Maupal dal titolo “Egalitè”alla Base Scout della stessa Melara, citata all’inizio, tra le province di Mantova e Verona, il comune più occidentale del Polesine, il cui nome è legato alla produzione di miele, a tal proposito citato anche da Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis Historia”. Ebbene a Melara il 9 giugno 2013 la Base Scout “Santo Stefano” ha aperto ufficialmente le porte, non solo a gruppi Scout, ma anche a svariate associazioni di volontariato, con l’obiettivo di condividere e rendere sempre più forte e contagioso lo spirito di comunità e le relazioni d’aiuto, indipendentemente ed oltre le esperienze fatte e la cultura da cui le persone sono state formate. https://www.aboutartonline.com/egalite-arte-urbana-e-diritti-umani-il-murale-di-maupal-alla-base-scout-di-melara/

A questo proposito Maupal ha detto: –
In questa meravigliosa gara che rappresenta il percorso delle nostre vite, sarà importante correre sempre su una pista con i colori dell’Arcobaleno, su un terreno di Pace. Per realizzare questo sogno bisogna che ognuno si adoperi per rompere le catene che ci proibiscono di correre in libertà!
Aggiungerei infine che dopo la recente scomparsa di Papa Francesco, molti ormai lo chiamano ancora “il biografo del Papa” poiché Maupal gli ha dedicato molte opere … tra queste anche un’immagine particolarmente suggestiva e commuovente dipinta nel 2023 all’interno dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, cioè quando il Santo Padre era stato costretto per motivi di salute, a spostarsi sulla carrozzella. Così Maupal l’aveva rappresentato in questo murale che ha per titolo “Spinta per la Pace” e rappresenta un bambino in carrozzina che spinge papa Francesco, pure su una carrozzina ma posta su un’altalena immaginaria che va molto in alto, proprio per liberare una colomba bianca, simbolo di pace.

Questa immagine rappresenta quindi l’unione di due fragilità fisiche che insieme creano però una grande forza emotiva e spirituale per diffondere la pace. All’evento ha preso parte l’allora presidente dell’ospedale Mariella Enoc, insieme ad alcuni piccoli pazienti che hanno aiutato ad applicare la colomba sul murale, come si vede in foto Maupal che tiene in mano la colomba prima di farla appendere dai ragazzi dell’ospedale.
Concludendo e facendo un po’ di conti anagrafico/cronologici, sappiamo che gli anziani di oggi appartengono alla generazione dei “boomer” (o Baby Boomers) ovvero la generazione nata nel dopoguerra, indicativamente tra il 1946 e il 1964. Il termine deriva dal “baby boom”, ovvero l’esplosione demografica e il boom economico che ha caratterizzato questo periodo in Nord America ed Europa. Di questa categoria generazionale se ne parlò in termini aggressivi e forse sprezzanti, in particolare dopo un articolo della giornalista Taylor Lorenz sul New York Times dal titolo “Marks the End of Friendly Generational Relations”, pubblicato il 29 ottobre 2019, contribuendo in modo significativo a rendere virale la frase “Ok, boomer” (già diffusa dai social).
Dobbiamo aggiungere che già in quell’ottobre 2019 si stava diffondendo il famoso “Coronavirus”, del quale abbiamo un ricordo indelebile ed amaro, ricordando però quali sono state le sue vittime preferenziali. Quasi un contrappasso registrato come una risposta polemica ed insofferente da parte dei membri della “Generazione Z”, cioè i nati tra la seconda metà degli anni Novanta e la fine dei Duemila, rivolta a quella precisa generazione individuata come responsabile dei principali disastri contemporanei, dalla crisi finanziaria a quella climatica.
Purtroppo l’unica generosità alla quale stiamo assistendo sempre di più, sono le polemiche e le attribuzioni di colpa (generazionali in particolare) dimenticando che spesso in certe famiglie, la pensione del nonno rimaneva o rimane l’unica risorsa economica possibile. Bisognerebbe superare la disillusione sociale facendo ognuno di noi la sua parte, come del resto sta facendo, con il suo stile ironico e pungente, immediatamente riconoscibile Maupal, che punta direttamente i riflettori sulle fragilità di molte categorie sociali, la crisi economica e la solitudine di molti pensionati ma non solo. Sappiamo della sua opera impegnata principalmente a portare i benefici dell’espressione artistica a chi ne ha maggiormente bisogno, sia nelle carceri sia nelle scuole, con le persone disabili anche o soprattutto in contesti periferici e lontano dai grandi centri urbani, dove l’immagine trasforma un muro anonimo in un luogo confortevole e identitario di riflessione pubblica
Ecco le sue parole su questo:
Ho collaborato per mezzo di laboratori artistici con un numero enorme di studenti, nelle scuole, come licei artistici ma anche con persone con diversa esperienza di vita, come detenuti ed anziani … in scuole di tutta Europa e in decine di carceri italiane, in tante case di riposo per anziani. Credo che sia molto complicato trovare altre attività che possano arricchire umanamente come collaborare con studenti, detenuti e anziani. Posso tranquillamente ammettere che sono una persona estremamente fortunata nell’avere queste opportunità.

Conosciuto ed amato a livello mondiale, è nato a Roma proprio a Borgo Pio, luogo elettivo, anche dopo l’infanzia e l’adolescenza, di un appassionato artista formatosi al Liceo Artistico A. Caravillani, sito in zona, ed all’Accademia delle Belle Arti in via di Ripetta. Per una generica indicazione di merito ci limitiamo in questa sede di segnalare che a scrivere su di lui sono stati il Wall Street Journal, USA Today, The New York Times, The Guardian, The Daily Mail, The Independent, The Sun, Times, Le Monde. Lequipe, Le Figaro, Le Parisienne; Der Spiegel, El Pais, El Mundo, O Globo e molti altri ancora.
Nel 2016 la rinomata rivista newyorkese ARTNET ha inserito MAUPAL nella classifica dei trenta street artist più influenti al mondo. Oggi MAUPAL collabora ad iniziative sulla Street Art sul piano nazionale ed internazionale e le sue opere sono presenti nelle gallerie e nelle fiere di tutto il mondo.
Carla GUIDI Roma 17 Maggio 2026
